Perché una criticità conosciuta dall’Amministrazione comunale già da gennaio è arrivata fino a una nuova proroga della chiusura della piattaforma ecologica, senza che nel frattempo fosse predisposta una soluzione alternativa per i cittadini di Bareggio?
Piattaforma ecologica, l’affondo della minoranza
È la domanda da cui parte la presa di posizione dei consiglieri di minoranza Monica Gibillini e Davide Casorati della Lista civica Bareggio 2013 e Lorenzo Zanzottera, Tina Ciceri, Giancarlo Lonati e Matteo Braga del Pd cittadino, dopo la nuova ordinanza che ha prorogato fino al 21 ottobre la chiusura dell’ecocentro di via Monte Nero.
«Siamo ormai alla terza ordinanza»
«Siamo ormai alla terza ordinanza sulla chiusura della piattaforma. La prima era stata motivata dalla necessità del gestore di effettuare un adeguamento del software. Dalle successive ordinanze è emerso, invece, che alla base della chiusura c’è una questione più ampia e complessa che riguarda gli adeguamenti per la digitalizzazione della gestione dei rifiuti (Rentri) e, in particolare, la delega che il Comune vuol dare al gestore ma che il gestore non ha, finora, accettato. C’è tuttavia un dato che non può essere ignorato: già il 28 gennaio il Comune aveva formalmente contestato al gestore la problematica. Da allora sono trascorsi oltre nove mesi. Eppure, i cittadini vengono informati soltanto a ridosso delle chiusure».
«La mancanza di informazioni danneggia i cittadini»
La minoranza contesta quindi anche le modalità con cui, a suo giudizio, la vicenda è stata comunicata ai cittadini.
«Nell’ultimo Consiglio comunale il capogruppo di maggioranza Ermes Garavaglia, della Lista civica Bareggio nel Cuore, ha spiegato che, trattandosi di una questione complessa, le comunicazioni ai cittadini vengono date nei tempi ritenuti necessari dalla maggioranza, anche per evitare, a suo dire, “speculazioni politiche”. Eppure va ricordato che la mancanza di informazioni nei tempi adeguati, non è uno sgarbo nei confronti dell’opposizione, ma danneggia soprattutto i cittadini che subiscono i disagi delle chiusure senza avere a disposizione un servizio alternativo equivalente. Il Comune ha attivato un servizio straordinario per il verde e gli ingombranti nelle giornate del 27 settembre e del 4 ottobre, ma si tratta di un servizio limitato e, per la durata della chiusura, è stato anche sospeso il ritiro domiciliare degli ingombranti».
Le domande all’Amministrazione
Da qui le domande rivolte all’Amministrazione, a partire dai costi e dalle possibili alternative alla chiusura.
«Ci facciamo quindi alcune domande. Come verranno contabilizzati i costi del servizio della piattaforma ecologica durante il periodo di chiusura? Il servizio straordinario affidato ad Amaga per il 27 settembre e il 4 ottobre rappresenta un costo aggiuntivo per il Comune e quindi per i cittadini? E ancora: se già a gennaio il gestore non aveva accettato la delega, perché nei mesi successivi non è stata predisposta per tempo una soluzione alternativa da attivare in caso di mancato accordo? Perché sindaco e assessori, sapendo da mesi della criticità, non hanno valutato per tempo, ad esempio, la possibilità di una convenzione con un Comune limitrofo per consentire ai bareggesi di utilizzare altri ecocentri?».
«La questione non riguarda più soltanto la riapertura»
Per i consiglieri di opposizione, dunque, il nodo non è più soltanto legato alla data in cui la piattaforma potrà tornare operativa, ma alla gestione complessiva della vicenda.
«La questione, dunque, non riguarda più soltanto la data di riapertura della piattaforma, bensì il modo in cui un’Amministrazione comunale affronta una criticità conosciuta da mesi e perché, nonostante il tempo trascorso, non sia stata predisposta per tempo una soluzione alternativa adeguata. I cittadini hanno diritto di essere informati per tempo sul funzionamento dei servizi pubblici e, soprattutto, hanno diritto a servizi che continuino a funzionare anche quando emergono difficoltà nella loro gestione. Su questo l’Amministrazione deve dare risposte chiare».