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Magentino

"Impegno pubblico del Pd su tre sfide chiave"

Parla il coordinatore enti locali Razzano, che invoca il gioco di squadra del territorio.

"Impegno pubblico del Pd su tre sfide chiave"
Politica Magenta e Abbiategrasso, 23 Maggio 2021 ore 08:35

Superstrada, prolungamento della metropolitana fino a Magenta e nuovo liceo: sono queste le tre grandi sfide che il territorio ha davanti e che il Pd si dice pronto a coordinare. Paolo Razzano, coordinatore enti locali per il Pd metropolitano ed ex consigliere comunale in città, registra le stilettate del vicesindaco leghista Simone Gelli proprio in merito alla gestione di questi tre grandi temi, e rilancia un’azione condivisa che superi le divergenze partitiche in un’ottica di beneficio per tutto il Magentino. «Come Pd ci prendiamo un impegno pubblico nel portare avanti le istanze locali sulle infrastrutture viarie e scolastiche – afferma – A Gelli dico di non distrarre così la gente dal nulla cosmico della sua Amministrazione, dato che la città, a differenza dei proclami fatti, non è più sicura, non vede traccia del Pgt e non è splendente, anzi mostra molte zone di degrado. Il Pd sta lavorando a livello istituzionale e ci mette la faccia, ma serve che la politica faccia, a tutti i livelli, il suo mestiere, lavorando trasversalmente per ottenere risultati concreti».

Le sfide: il prolungamento della Metropolitana

Il primo tema caldo è quello del prolungamento della M5 fino a Magenta. «Un’operazione che Comune di Milano e Città metropolitana stanno facendo su tutti gli assi di sviluppo della metro per ridurre il divario infrastrutturale con altre città europee – evidenzia – Il nostro territorio, però, è poco conurbato, ha una densità abitativa più bassa rispetto ad altre aree e tanti chilometri da coprire. Penso ai 30 km tra Milano e Magenta. I numeri non giocano a favore del prolungamento, ma lavoriamo affinché ci sia un potenziamento complessivo del trasporto pubblico, magari coinvolgendo anche Regione Lombardia sul fronte della ferrovia e proponendo altre soluzioni alla classica metro». I dati al momento non depongono a favore di una fermata a Magenta: «Qui la politica deve individuare alternative, con uno sguardo lungimirante, dato che non è un ‘opera che si farà domani. Pensiamo ad interscambi intermedi con il passante, a tram e tramvie, a una riorganizzazione del trasporto ferroviario che sgravi l’attuale linea, ingolfata da treni Per la Francia, merci e passante».

Il tema della variante

Nell’occhio del ciclone c’è poi il nuovo progetto di Città Metropolitana sulla tangenziale che cancella la variante di Pontenuovo: «Il Pd ha sempre sostenuto l’importanza strategica della variante, ed il senso di questa superstrada è proprio risolvere le criticità locali, come nella frazione magentina e a Robecco, dove oggi il traffico taglia a metà il paese. La proposta di Città Metropolitana, oggi, è volta a risolvere le criticità del quadrante abbiatense, dove sono emerse le maggiori resistenze al progetto Anas. Il tema della variante non è cancellato, ma resta sul piatto e va trovata una soluzione che sia condivisa anche con Boffalora. Bisogna sedersi a un tavolo e confrontarsi, come si fece ai tempi dell’Amministrazione Invernizzi, invece di fare sparate».

Il polo scolastico

L’altro grande tema è il nuovo polo scolastico, che dovrebbe risolvere il problema del liceo Quasimodo, oggi spalmato su più sedi e con problemi di spazio. Il Governo ha stanziato cinque milioni di euro, che, però, non bastano. Il vicesindaco Gelli, nelle scorse settimane, ha lamentato l’eccessivo stallo della questione: «Si sono tenute numerose riunioni di coordinamento tra Città metropolitana e Comune, definendo una road map e Gelli non dovrebbe fare finta di non sapere che è stato chiesto al Ministero di cambiare termini di erogazione contributo. I tempi e le modalità procedurali sarebbero infatti incompatibili con la progettazione. Insomma, attendiamo una risposta da Roma per la proroga sull’utilizzo dei fondi. Dato che, come il Pd, anche la Lega è al Governo, Gelli si informi con i suoi referenti. Poi, però, si depongano le asce di guerra e si lavori per portare le opere strategiche sul territorio».