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Le modifiche punto per punto e le reazioni

Superstrada: le cinque proposte di Città metropolitana

Città metropolitana invia al Ministero un documento con cinque proposte per cercare una sintesi in merito al progetto di Superstrada Vigevano-Malpensa. Il contenuto punto per punto e tutte le reazioni

Superstrada: le cinque proposte di Città metropolitana
Politica Magenta e Abbiategrasso, 24 Aprile 2021 ore 15:00

Città metropolitana invia al Ministero un documento con cinque proposte per cercare una sintesi in merito al progetto di Superstrada Vigevano-Malpensa. Il contenuto punto per punto e tutte le reazioni

Superstrada: le cinque proposte di Città metropolitana

Una proposta articolata in cinque punti per creare una piattaforma dalla quale elaborare una progettualità il più possibile condivisa. Ma come sempre quando si parla di Superstrada, ovvero della Vigevano-Malpensa, ad emergere immediatamente in superficie sono le divisioni, i distinguo, gli antagonismi. E’ quanto accaduto anche questa volta con il documento elaborato da Città metropolitana di Milano e inviato al Ministero. Non un progetto, bensì cinque idee per la mobilità del territorio orientate a superare l’originario disegno di Anas che ha diviso Comuni e società civile ed è stato poi impallinato dai ricorsi al Tar. Ne ha parlato per la prima volta in modo più specifico in questi giorni il consigliere metropolitano e sindaco Pd di Rosate Daniele Del Ben, ma non si può dire che si trattasse di un segreto: dell’esistenza di un piano alternativo per la Superstrada in fase di elaborazione da parte di Città metropolitana ne aveva ad esempio scritto molto chiaramente Settegiorni il 26 marzo. L’invio al Ministero della proposta risale al 31 dello stesso mese.

La proposta di Città metropolitana in cinque punti

Come si articola dunque la proposta? Al quinto posto, ma concettualmente si tratta del fondamento del potenziale progetto, c’è il raddoppio della linea ferroviaria Milano-Mortara, «sull’esempio dell’analogo intervento effettuato pochi anni fa sulla ferrovia Saronno-Seregno, con doppio binario nelle tratte extraurbane e binario unico in quelle urbane con ristrutturazione della stazione di Abbiategrasso. L’intervento può aumentare la capacità della ferrovia consentendo l’incrocio dei treni anche al di fuori delle stazioni, nelle tratte a doppio binario», recita il documento.

Quindi, gli interventi sulle arterie stradali esistenti. Lungo la Statale 494 si propone una rotatoria in località Soria Vecchia di Ozzero (in sostituzione dell’attuale semaforo posto all’intersezione con la Sp 52 per Ozzero), una nuova rotatoria in corrispondenza della zona industriale di Ozzero e una all’intersezione tra la SS 494 e la SS 526 in sostituzione dell’attuale semaforo. Lungo l’itinerario Sp 52/Sp 183 una piccola rotatoria in corrispondenza del primo ingresso nell’abitato di Ozzero, e una intersezione a rotatoria tra la SS 526 e la Sp 183 in località Caselle di Morimondo in sostituzione dei due incroci oggi presenti.

Per quanto riguarda la tratta C, la proposta è quella di una modifica del tracciato con collegamento della 494 alla intersezione con viale Giotto ad Abbiategrasso con avvicinamento all’abitato di Abbiategrasso: «Ciò consentirà di ridurre il consumo di suolo e di evitare la costruzione delle impattanti opere di scavalco della ferrovia e del Naviglio Grande, sostituendo il tutto con un ponticello sul Naviglio di Bereguardo nei pressi della zona produttiva».

Quindi, per la tratta A: modifica del tracciato, realizzazione di una variante della Statale 526 al centro abitato di Robecco sul Naviglio, con nuovo attraversamento del Naviglio Grande preferibilmente a nord dell’abitato, utile anche per servire il traffico pesante generato dalla zona produttiva di Robecco che oggi fa uso del ponte storico centenario. «É anche possibile scegliere una seconda variante, nell’ipotesi che il nuovo attraversamento del Naviglio Grande venga realizzato a sud dell’abitato», è spiegato nel documento.

Per finire, lungo la Provinciale 114 (ex Tratta B), trasformazione delle intersezioni semaforiche odierne con rotatorie alla francese, allargamento del tratto compreso tra Cusago e la strada per Trezzano sul Naviglio facendo uso della medesima sezione stradale presente tra Cusago e l’autostrada A50 – tangenziale ovest di Milano. Il documento inviato al Ministero contiene un auspicio sulle proposte di modifica, che «potrebbero trovare accoglimento sul territorio».

E la variante di Pontenuovo a Magenta? La mancanza di riferimenti nel documento di Città metropolitana ha fatto molto discutere. Ma tale omissione potrebbe non significare che l’intervento è cancellato, bensì al contrario che gli elaboratori della proposta ritengono di non dover segnalare modifiche rispetto al progetto definito a riguardo in questi anni.

I commenti e le reazioni

In attesa di feedback dal Ministero stesso, che potrebbe tanto ignorare in toto la proposta quanto coglierne elementi di interesse, dal territorio numerose sono state le reazioni. Dal fronte politico, negativo il giudizio del centrodestra, da sempre legato alla proposta di Anas. Il vicesindaco di Magenta Simone Gelli resta sul chi vive per la mancanza di passaggi relativi alla variante della frazione di Pontenuovo e parla di «vero e proprio schiaffo per la nostra frazione e per la nostra comunità. Anche in questo caso, anni di lotta, non sono valsi a nulla». Il consigliere regionale del Carroccio Silvia Scurati definisce «a dir poco fantozziana» l’azione messa in atto da Città metropolitana, con una proposta che stravolgerebbe «in maniera irrealizzabile il progetto». Critici anche i sindaco di Vigevano, Andrea Ceffa, e di Robecco, Fortunata Barni, che parla di una «provocazione». Mentre Cesare Nai (Abbiategrasso) e Guglielmo Villani (Ozzero) ribadiscono che per loro il progetto attorno al quale lavorare resta quello Anas.

Ma la proposta di Città metropolitana è respinta al mittente anche dall’ala più radicale dei No Tang, ovvero la Rete di salvaguardia territoriale: «No tangenziale, no a qualsiasi progetto di tangenziale». E’ invece significativa l’apertura che giunge dal Comitato No Tang degli agricoltori del territorio, con Agnese Guerreschi che parla di una iniziativa dalla quale può partire un dialogo costruttivo. Ed anche Michele Bona, sindaco di Cassinetta – Comune con Albairate in prima linea nella lotta al progetto Anas – valuta positivamente lo spirito delle proposte di Città metropolitana: “La nostra pressione è servita a qualcosa”

Del Ben: «Speriamo ci sia volontà di confrontarsi e non solo di fare polemiche»

Del Ben non si scompone per la vivacità delle reazioni alla proposta di Città metropolitana: «Il documento che abbiamo inviato cerca di individuare le soluzioni migliori per il territorio mettendo al primo posto il raddoppio della Milano-Mortara. Quest’anno di pandemia ci dovrebbe insegnare qualcosa anche per la necessità di ripensare il lavoro e la mobilità, che saranno diversi. Il lavoro agile sarà sempre più diffuso. E poi c’è il grande tema del consumo di suolo, della lotta all’inquinamento, dei cambiamenti climatici. Speriamo che queste proposte alimentino un dibattito e che si entri nel merito delle questioni. Senza restare tuttavia sulle posizioni di sempre. Difficile dialogare se si pensa che possa esistere solo il progetto Anas».

Per Del Ben, oltre al raddoppio della ferrovia, gli aspetti maggiormente qualificanti sono la riqualificazione della Milano-Baggio per migliorare l’accesso al capoluogo e l’offerta di una alternativa alla via Dante di Abbiategrasso. Apertura su quale possa essere la migliore variante per bypassare Robecco, a nord o a sud dell’abitato. «Sia i sindaci del sì che gli agricoltori contrari al progetto Anas hanno avanzato le proprie proposte. E così ha fatto ora Città metropolitana. Una soluzione unitaria sarà possibile solo se ognuno cederà un po’ delle proprie convinzioni. Speriamo ci sia volontà di confrontarsi e non solo di fare polemiche».

Anche Paolo Razzano, già vicesindaco di Magenta e oggi coordinatore Enti locali del Pd di Milano, invita tutti, ed in particolare il centrodestra, ad “abbandonare la strada del conflitto” per “trovare una soluzione condivisa”.