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Case di riposo: le organizzazioni sindacali denunciano la situazione al Prefetto

"Non si può però giustificare la situazione di precarietà presente nelle RSA"

Politica 03 Aprile 2020 ore 13:04

Grave situazione nelle case di riposo milanesi. A Settimo Milanese i contagi sono saliti a 91 mentre è di ieri, giovedì 2 aprile, la notizia del decesso di un infermiere che da dieci anni lavorava nella RSA Sant'Erasmo di Legnano. Dopo questa ulteriore preoccupante notizia, le organizzazioni sindacali dei pensionati della città metropolitana FNP CISL SPI CGIL UILP UIL ha deciso di scrivere al Prefetto per denunciare la situazione: difficoltà all'approvvigionamento dei dispositivi di protezione individuali, contagi e decessi.

Case di riposo: le organizzazioni sindacali denunciano la situazione al Prefetto

"Con la presente comunicazione le Organizzazioni sindacali dei pensionati della città metropolitana FNP CISL SPI CGIL UILP UIL vogliono denunciare la gravissima situazione che si sta determinando all'interno delle Case di riposo per anziani RSA in tutta l'area milanese.
In primo luogo ricordiamo la difficoltà all'approvvigionamento dei dispositivi di protezione individuali, d'importanza essenziale in strutture nelle quali si trovano concentrate molte persone con particolari fragilità, una difficoltà che sta riguardando tutto il territorio nazionale, sulla quale le vogliamo chiedere un ruolo attivo di vigilanza come rappresentante dello Stato, per evitare che, nella distribuzione dei dispositivi, considerata la loro scarsità, non siano penalizzate le strutture sociosanitarie e assistenziali.
Siamo consapevoli dell'emergenza sanitaria in atto che, anche in alcune aree del milanese, sta portando alla saturazione gli ospedali, in particolare i reparti di terapia intensiva. Questa situazione non può però giustificare la situazione di precarietà presente nelle RSA. Nonostante da settimane le case di riposo siano in auto isolamento, con il divieto assoluto di accesso ai parenti, molti ospiti si stanno ammalando e, nei casi più gravi, stanno morendo.
Ci viene segnalato che, anche a fronte di sintomi evidenti della malattia, non vengono ancora effettuati i tamponi sugli ammalati e, tantomeno sulle persone che sono state in diretto contatto con loro, personale e degenti. Cosi facendo gli ammalati vengono trattenuti all'interno delle strutture, senza sufficienti accorgimenti per garantire l'isolamento dagli altri degenti. Questo avviene su tutto il territorio milanese, ma la situazione è particolarmente grave nelle piccole strutture, gestite spesso da cooperative sociosanitarie che non hanno i mezzi per affrontare una crisi sanitaria così difficile. Ci viene anche segnalato da più parti che in molti casi viene respinta la richiesta delle direzioni delle strutture di ricoverare in ospedale i malati più gravi.
In alcune RSA vi sono stati vari decessi accertati per Covid-19 ed altri, più numerosi, classificati come sospetti, ma senza la certezza della diagnosi che si può avere solo dopo avere eseguito il tampone.
Va anche detto che la drammaticità della situazione costringe ad un impegno straordinario tutti i lavoratori, spesso in una carenza di organici che in alcune realtà sta diventando insostenibile.
Alle problematiche evidenziate sarebbe molto pericoloso utilizzare le RSA come strutture per ospitare pazienti positivi al Covid-19 dimessi dagli ospedali, decisione che ci vede fortemente contrari, rendendo ancora più grave e pericolosa la situazione di questi istituti.
Pertanto, considerata questa gravissima situazione che sta comportando un aumento della mortalità nelle strutture e che, nonostante le denunce fatte dalle organizzazioni sindacali ai vari livelli, dalle associazioni del terzo settore e dalle stesse imprese, anche in considerazione del protocollo sottoscritto il 24 marzo dal Ministero della Salute con le organizzazioni sindacali.
Vista la buona prassi instaurata con lei Signor Prefetto, con colloqui quotidiani con le confederazioni territoriali e all'ccorrenza con i sindacati di categoria, le chiediamo di adoperarsi affinché sia fatto un approfondito monitoraggio di quanto sta avvenendo nelle RSA.
Il monitoraggio dovrebbe in particolare riguardare: la distribuzione e l'uso delle protezioni individuali; l'attuazione dei tamponi su operatori, ospiti e pazienti delle strutture sociosanitarie e socio assistenziali che vanno effettuati tempestivamente quando si verificano le sintomatologie caratteristiche del corona virus, per impedire una ulteriore diffusione all'interno dei reparti; il rispetto della netta separazione tra contagiati e non, per evitare qualsiasi contatto che possa portare ad una propagazione del virus; che tutti gli ammalati siano adeguatamente assistiti e che i casi più gravi siano tempestivamente trasferiti in strutture ospedaliere attrezzate. Chiediamo inoltre che il monitoraggio riguardi anche un aggiornamento costante del numero dei contagiati, dei sintomatici e dei decessi nelle singole RSA.
Infine la possibilità di garantire ai parenti delle persone anziane ospiti delle RSA di verificare per mezzo di un numero telefono dedicato lo stato di salute dei propri cari.
La ringraziamo per l'attenzione, disponibili ad un confronto più diretto nell'ambito dei contatti che quotidianamente e in modo proficuo Lei tiene con le Organizzazioni Sindacali e, augurandoci che le nostre considerazioni e richieste siano prese in considerazione in modo positivo, porgiamo i nostri più cordiali saluti".

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