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Legnano

Sant'Erasmo: "Non siamo un lazzaretto e non ci fermeremo"

La rsa legnanese lamenta ancora l'assenza di "risposte coerenti e adeguate da parte di Ats e Regione" sull'emergenza Coronavirus.

Sant'Erasmo: "Non siamo un lazzaretto e non ci fermeremo"
Cronaca Legnano e Altomilanese, 11 Marzo 2020 ore 21:40

Sant'Erasmo è spiazzata dalla decisione dell'ospedale di Legnano di riportare nella rsa un anziano malato di Coronavirus, ma non si ferma.

Sant'Erasmo: "Qualcuno vuole trasformarci in un lazzaretto"

"La decisione dell’Ospedale di far rientrare nella nostra rsa l’ospite affetto da Coronavirus ci ha spiazzato, ma non al punto da costringerci a cedere - spiega la Fondazione mercoledì sera 11 marzo 2020 - E anche se qualcuno vorrebbe trasformarci in un 'lazzaretto' (la decisione di non sottoporre operatori e ospiti all’esame del tampone per il contagio da Covid-19 causa dubbi e problemi organizzativi insormontabili soprattutto alla luce di queste, ultime scelte sulle quali non abbiamo controllo) il nostro impegno non si fermerà certamente qui".

"Ci manca personale, gli operatori in malattia sono diventati 22"

"Non sarà facile - prosegue la direzione della struttura - Ci manca personale (soprattutto infermieri), ci mancano le scorte di alcuni dispositivi di protezione. Ci mancano, infine, risposte coerenti e adeguate da parte di Ats e Regione, ma tiriamo dritto. Alle 17 di oggi gli operatori in malattia sono diventati 22. Avremo serie difficoltà a coprire i turni del fine settimana e stiamo comunque provando a fare del nostro meglio. Ce la faremo solo grazie all’impegno di chi continua a prestare la propria opera all’interno della struttura ben oltre gli obblighi previsti".

"Sei gli ospiti con temperatura oltre i 38°"

"Alla stessa ora le situazioni critiche (temperature sopra i 38° gradi) erano però sei  e con questa criticità ci troviamo a fare i conti. A fronte dell’esame di realtà che siamo tenuti a fare,  nel pomeriggio di oggi abbiamo dunque incontrato il direttore del Dipartimento interaziendale cure palliative Milano Ovest, dottor Michele Sofia - conclude la Fondazione - Il nostro obiettivo è migliorare il servizio di assistenza medico-infermieristica in tutte le fasi della vita. Abbiamo formulato una serie di richieste per le quali speriamo di poter ottenere risposte positive. L’obiettivo rimane quello che abbiamo sempre avuto: garantire la miglior qualità di vita a tutti i nostri pazienti"

 

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