la tragedia

Non uccise la moglie, il legale: "Era fiducioso nel corso della giustizia"

"Lui ha sempre affermato che amava la moglie e che gli manca in ogni momento. Era fiducioso per l’andamento del processo"

Non uccise la moglie, il legale: "Era fiducioso nel corso della giustizia"
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L'avvocato del 40enne di Baranzate appena assolto dall'accusa dell'omicidio preterintenzionale della moglie: "E' sempre un tragedia, ma era sicuro che la Corte avrebbe capito".

Il caso di omicidio

La Corte d’Assise di Milano ha assolto il commerciante baranzatese perchè il fatto non sussiste. Linjie Liu è stato assolto in primo grado di giudizio dall’accusa di omicidio preterintenzionale di sua moglie, deceduta il 15 settembre 2021 a causa di un volo dal quarto piano del condominio dove abitava con la famiglia, in via Gorizia.

Rischiava 18 anni

Per lui il Pubblico ministero Simona Ferraiuolo Liu avrebbe dovuto scontare 18 anni senza alcuna attenuante.
Questa settimana, invece, la Corte d’Assise si è convinta dell’innocenza del baranzatese e l’uomo, che era detenuto al Carcere di San Vittore da 10 mesi, è stato immediatamente tornato in libertà.

I suoi legali Gianpiero Verrengia e Zheng Fan sono soddisfatti di questo traguardo:

"Abbiamo sempre sostenuto la posizione del nostro assistito, che si è sempre reputato innocente - ci ha detto Verrengia - Alla base di tutto resta un’enorme tragedia alla quale Liu non riesce a rassegnarsi. Questa è un tragedia per tutti, per lui e i loro bambini, che già hanno perso una mamma e con questo processo hanno rischiato di non rivedere neanche i loro papà. Diciotto anni sono lunghi".

Per quello che dice il suo legale, Liu era convinto che la Corte avrebbe capito che lui con la morte di sua moglie non c’entrava nulla:

"Lui ha sempre affermato che amava la moglie e che gli manca in ogni momento. Era fiducioso per l’andamento del processo".

C'era il pericolo di fuga

Intanto, Liu ha passato 10 mesi in carcere perchè secondo la Procura sussisteva il pericolo di fuga:

"Non abbiamo mai creduto che ci fosse il pericolo di fuga. Secondo la Procura era possibile che Liu scappasse in Cina, ma lui qui ha i suoi figli, il cognato, la sua famiglia. Inoltre, dobbiamo considerare che in quel periodo la Cina viveva ancora in lockdown e i biglietti per raggiungerla costavano tra i 5 e i 6mila euro, assolutamente fuori portata per il nostro assistito".

Intanto, si aspettano le motivazioni della decisione della Corte, che arriveranno entro 60 giorni. Dopo averne letto il contenuto, il Pm deciderà se ricorrere all’appello e impugnare la sentenza.

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