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CERRO MAGGIORE

Morte sorelle Agrati, nuova perizia psichiatrica sul fratello in carcere

Lo ha deciso la Corte d'Assise di Busto Arsizio; nominati i professionisti per la nuova perizia sull'incendio. Si torna a parlare delle autopsie, il pm: "Nuova documentazione", la difesa: "No, altrimenti si riesumino i cadaveri"

Morte sorelle Agrati, nuova perizia psichiatrica sul fratello in carcere
Cronaca Legnano e Altomilanese, 08 Giugno 2021 ore 20:51

Morte sorelle Agrati di Cerro Maggiore: disposta altra perizia psichiatrica per Giuseppe, fratello di Carla e Maria, oggi in carcere per duplice omicidio e incendio.

Morte sorelle Agrati, nuova perizia psichiatrica per Giuseppe

Era stato definito capace di prendere parte al processo. Ma ora la Corte d'Assise del Tribunale di Busto Arsizio vuole capire se Giuseppe Agrati, 69enne di Cerro Maggiore in carcere dal novembre 2019 con l'accusa di duplice omicidio aggravato e incendio, fosse capace di intendere e volere quella notte del 13 aprile 2015. La notte in cui, secondo la Procura generale della Repubblica di Milano, appiccò il fuoco nella sua abitazione di via Roma dove morirono le sorelle Carla e Maria.
Nella mattina di oggi, martedì 8 giugno 2021, il Giudice del Tribunale di Busto Arsizio, nella nuova udienza del processo a carico di Giuseppe, ha chiesto che lo stesso venga sottoposto a una nuova perizia psichiatrica: la Corte, analizzando infatti la prima relazione del medico che aveva dato l'ok ad Agrati di prendere parte al processo, vuole ora approfondire un "elemento" della psicologia di Agrati emerso proprio dalla documentazione dello psichiatra per stabilire "la capacità di intendere e volere al momento del fatto" e, di conseguenza, "se l'imputato sia affetto da disturbi mentali", se vi sia "rischio o pericolosità sociale" e "necessità di cura". La nuova perizia è stata affidata al medico Marcello Diurni: sarà lui ad incontrare Giuseppe Agrati la mattina di sabato 25 giugno 2021, alle 9.30, nel carcere di Busto Arsizio (dove il cerrese è detenuto). La perizia dovrà essere depositata entro il 20 settembre, Diurni ne esporrà le risultanze nell'udienza in programma il 5 ottobre.

Nuova perizia su causa e dinamica dell'incendio

Sempre la Corte, come annunciato, vuole che sia redatta una nuova perizia (otre a quelle di accusa e difesa) che stabilisca causa e dinamica dell'incendio scoppiato quella notte: per questo oggi, sempre durante l'udienza, l'incarico è stato conferito a Luca Marmo del Politecnico di Torino e a Luca Fiorentini della Tecsa di Pero.  I due hanno effettuato il giuramento e ricevuto dal Giudice l'autorizzazione ad accedere agli immobili di via Roma, di avvalersi di eventuali ausiliari e laboratori.
Diverse le posizioni di accusa e difesa: "La nuova perizia potrebbe portare a risultati parziali, non fornirebbe una risposta completa, chiedo che l'incarico venga conferito dopo aver ascoltato gli altri testimoni" ha affermato il pm; "Non è prematuro, si proceda pure" il commento dell'avvocato Giuseppe Lauria, difensore di Agrati. Il giudice è rimasto fermo sulla sua posizione: "Si proceda con la perizia" ha dichiarato, aggiungendo che i due periti potranno avvalersi anche di "esperti in materia medico-legale se ritenuto necessario". La perizia prenderà il via lunedì 14 giugno 2021, alle 9.30, 90 giorni per il deposito e sarà illustrata nell'udienza del 19 ottobre.

Accertamenti sui cadaveri delle due sorelle

Il pm, sempre durante l'udienza di stamattina, ha chiesto che si torni a focalizzare l'attenzione sui corpi delle vittime. In particolare su quello di Carla, trovata senza vita in bagno, soprattutto "sulle lesioni cutanee trovate sul cadavere". Per questo il giudice, dopo la nuova perizia sull'incendio, valuterà se acquisire nuova documentazione e ascoltare in aula il medico legale che ha eseguito le autopsie.
Ferma opposizione da parte dei difensori di Agrati: "E' un abominio giuridico - ha commentato Lauria - Il medico legale ha già svolto la sua attività con un esame autoptico esaustivo. La richiesta del pm è inammissibile. Siamo contrati a questa richiesta, se proprio la si dovrà accettare chiediamo quindi di riesumare i cadaveri di Carla e Maria e si proceda ancora con l'autopsia".