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Cerro Maggiore

Morte sorelle Agrati, il fratello Giuseppe resta in silenzio. Parlano gli psichiatri

L'uomo, accusato di aver appiccato l'incendio nella loro abitazione di via Roma nel 2015, voleva dare la sua versione ma il suo difensore si è opposto; la Corte eseguirà perizia su innesco e dinamica del rogo

Morte sorelle Agrati, il fratello Giuseppe resta in silenzio. Parlano gli psichiatri
Cronaca Legnano e Altomilanese, 18 Maggio 2021 ore 16:48

Morte sorelle Agrati di Cerro Maggiore: nuova udienza del processo a carico del fratello Giuseppe, accusato di averle uccise nell'incendio della loro abitazione nel 2015.

Morte sorelle Agrati, il fratello non parla in aula

"Ho deciso che il mio assistito oggi non parla al processo". Così oggi, martedì 18 maggio 2021, Giuseppe Lauria, avvocato difensore di Giuseppe Agrati, 69enne di Cerro Maggiore, in carcere da novembre 2019 con l'accusa di duplice omicidio aggravato, ha annunciato il silenzio del cerrese. L'udienza di oggi, nel Tribunale di Busto Arsizio, doveva infatti prevedere l'intervento di Giuseppe Agrati: per la Procura generale di Milano sarebbe stato lui, nella notte dell'11 aprile 2015, ad aver appiccato il fuoco nella sua casa, dove morirono le sorelle Carla e Maria
Così come aveva annunciato, Lauria è stato inamovibile: "Ho deciso di non farlo parlare, decisione che ad Agrati non è piaciuta, è contrariato in quanto voleva parlare a tutti i costi - commenta il legale difensore - Già quando era stato arrestato, aveva voluto farsi interrogare dal Gip ma aveva fatto degli autogol dando due versioni in parte contrastanti: era confuso, si trovava in manette da poche ore. Ho quindi deciso che al processo non avrebbe parlato. Il motivo? I risultati processuali, a oggi, sono soddisfacenti: non sono stati dimostrati i punti di innesco nell'abitazione, così come non  è dimostrato tutto l'impianto accusatorio. Certo, lui vuole parlare per scagionarsi ma ho deciso di non farlo intervenire per convenienza processuale. Come detto, la mia scelta gli ha provocato forti resistenze, ma si fida di me: e si è quindi avvalso della facoltà di non rispondere".

La parola allo psichiatra dell'accusa

Ad essere ascoltato oggi è stato Massimo Mantero, medico specializzato in Psichiatria: lui, consulente dell'accusa (la Procura generale di Milano) a rispondere alle domande del pm sul colloquio avuto con Agrati (tenuto mesi fa da un altra specialista chiamata a valutare la capacità del cerrese di prendere parte al processo - la specialista si era espressa positivamente ravvisando "elementi deliroidi". "Agrati ha sostenuto un colloquio prolungato con tranquillità, con capacità di relazione, con capacità di focalizzarsi sui vari temi, con buona intelligenza e cultura, non sono emersi aspetti di deficit o infermità  - ha spiegato Mantero - Ha ripercorso la sua storia familiare, non è emerso odio verso le sorelle o altri familiari, emerso amore verso la madre. E poi un'esistenza non compiuta a causa dell'interruzione degli studi di Medicina, delle poche conoscenze femminili e in generale, sono poi emersi elementi poco verosimili con impronta fantastica improntati su su stesso come, ad esempio, il racconto dei figli in America (nota: Agrati ha raccontato di aver avuto figli con la sorella della famosa attrice Jodie Foster tramite inseminazione artificiale), la sua assunzione alla Mondadori nonostante fosse sempre stato invece un collaboratore, il suo ritenersi malato cardiologico senza mai aver avuto una conferma di tale stato, tutti elementi non riscontrabili e relativi alla sua vita personale e non attinenti alle vittime o ad altri soggetti".
Elementi che per il medico rappresentano "un atteggiamento compensatorio per non essere riuscito a esprimere nella sua vita le potenzialità che aveva". E ha poi chiarito: "Si sente detenuto ingiustamente non ha negato acrimonia e odio verso le sorelle ma potrebbe essere una sua scelta difensiva".
Sempre Mantero: "Non ho trovato in lui elementi clinici, è una persona che non risulta aver consultato psichiatri o neurologi; vi è questa eccentricità ma senza altri sintomi, solo descrizioni che fa di sè decisamente irrealistiche. Delirante? Secondo me non è così: è possibile che vi siano dei problemi a carico della personalità ma quel lato non sono emerse ipotesi di personalità paranoide, non era sospettoso nè persecutorio". Tornando agli strani racconti di Agrati, il medico li ha definiti meglio come "fantasie irrealistiche, a volte anche infantili, a volte slegate tra loro dove l'unico filo conduttore è nel fallimento: si tratta di fantasie per giustificare il fatto che nella sua vita non sia riuscito a realizzarsi nonostante la sua grande intelligenza".
E i rapporti con gli altri: "Quando parlava delle sorelle era più distaccato, meno coinvolto e senza esprimere nulla verso di loro - ha aggiunto il dottore - Era invece più coinvolto quando parlava della madre".

La posizione della difesa

"Condivido quanto detto dal dottore riguardo ad Agrati" ha affermato Lauria, difensore del cerrese in carcere. E al medico ha sottoposto altre domande. "Ho trovato un uomo tranquillo, sofferente per la situazione carceraria, dimesso, rassegnato, un uomo affascinante, che parla bene - ha risposto Mantero - Riesce a orientarsi bene nella realtà, a capire di cosa è accusato e di quelle che possono essere le conseguenze di una condanna".
"Giuseppe Agrati è sano di mente - ha commentato Lauria a margine della seduta - E' lucido, cognitivo. Si è creato delle 'sovrastrutture compensative' in quanto non aveva figli ed era un po' la pecora nera della famiglia".

La Corte dispone perizia sull'incendio

Intanto la Corte d'Assise del Tribunale di Busto Arsizio ha disposto "la perizia sulla causa e dinamica dell'incendio" avvenuto nell'abitazione di via Roma, "di assoluta necessità in vista delle decisione da prendere" ha motivato il giudice. La nomina e il conferimento dell'incarico al perito avverrà nell'udienza dell'8 giugno 2021, alle 11, al posto di quella del 25 maggio che è stata così revocata.