Il caso

Drogata e violentata: manager a processo

Andrà a processo il manager originario di Cuggiono accusato di aver dorgato e violentato una studentessa di 21 anni.

Drogata e violentata: manager a processo
Cronaca Legnano e Altomilanese, 07 Agosto 2021 ore 11:09

Andrà a processo con rito immediato Antonio Di Fazio, 50 anni, il "novello Barbablù" originario di Cuggiono arrestato e finito in carcere a fine maggio con l’accusa di aver narcotizzato con delle benzodiazepine e violentato una studentessa 21enne attirata nel suo appartamento di via Tamburini a Milano con la scusa di un colloquio per uno stage lavorativo nella sua azienda farmaceutica.

Studentessa drogata e violentata: la decisione del giudice

Lo ha deciso di il gip di Milano Chiara Valori, che ha accolto la richiesta di rito immediato avanzata dalla pm Alessia Menegazzo e dall’aggiunto Letizia Mannella, titolari dell’inchiesta condotta dal Nucleo investigativo dei Carabinieri. Il processo si aprirà martedì 16 novembre davanti ai giudici della V sezione penale andando direttamente a dibattimento e senza passare per l’udienza preliminare, a meno che il legale difensore del manager, l’avvocato Rocco Romellano, non opti per il rito abbreviato. Il termine per eventuali richieste di riti alternativi scade il 15 settembre. In ogni caso il rinvio a giudizio riguarda soltanto il caso della presunta violenza sulla studentessa 21enne, mentre continuano le indagini su altri quattro episodi.

L'inchiesta

Dopo l’arresto, sul cellulare dell’imprenditore erano state ritrovate una cinquantina di foto di altre donne seminude e incoscienti, ma gli inquirenti non sarebbero riusciti a identificarle. Le altre presunte vittime del 50enne sarebbero invece le giovani che lo hanno denunciato e l’ex moglie, assistita dall’avvocata Maria Teresa Zampogna, che dal 2009 al 2016 aveva presentato 13 esposti contro Di Fazio, tutti archiviati. Oggi la Procura ha però deciso di riaprire le indagini su questi precedenti e in particolare su una presunta aggressione avvenuta il 4 maggio 2014, che per i magistrati sarebbe inquadrabile come un tentato omicidio aggravato dalla premeditazione.