Prima ha ricevuto le chiavi simboliche di Cuggiono, suo paese natale, poi conquistato idealmente anche quelle del successo, nella serata di ieri, sabato 12 settembre, in oratorio a Busto Garolfo, dove si è esibito di fronte a oltre 1600 spettatori. E’ sempre un do ut des quello che lega il cantante Angelo Branduardi al territorio. Il suo Cantico ha strappato applausi. Ma a convincere è stato indubbiamente il viaggio che il Maestro cuggionese ha proposto andando a fondo sulla figura di San Francesco d’Assisi, definito “Un rivoluzionario, forse un po’ eretico. Di certo non un giullare di Dio, come viene descritto”. Il Santo Patrono d’Italia visto con uno sguardo a 360 gradi tra la storia, l’arte e soprattutto la musica.
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I momenti del concerto
Il concerto è stato organizzato dalla Comunità pastorale per festeggiare gli 800 anni dalla morte del Santo, ricordato per aver dato la dignità che meritano alle donne e agli animali, quindi per aver esaltato la povertà quale sinonimo di libertà. Concerto che è stato suddiviso in due momenti. Il primo momento è ruotato attorno all’Infinitamente piccolo, un album che si concentra sugli scritti francescani, mentre il secondo, ha scherzato l’autore, su “brani mai eseguiti e che risalgono ai tempi del giurassico”. Il risultato della ricerca dell’artista ha coinciso da una parte con la realizzazione di brani e fioretti a sfondo cristiano, impreziositi dall’integrazione di elementi ispirati al Vangelo di Giovanni, dall’altra con quei motivi che costituiscono ancora oggi poetica e cifra stilistica di Branduardi, come “Alla fiera dell’est”, “Cogli la prima mela” e “La pulce d’acqua”.
La scaletta e i suoi significati
Torniamo, però, a San Francesco, primo poeta della letteratura italiana. Quel San Francesco che rappresenta, a suo dire, la sintesi tra rivoluzione e una quasi eresia. Come si apprende dall’incontro tra quest’ultimo e il Sultano di Babilonia (che corrisponde all’attuale Medio Oriente). “Il cosmo è intra nos. Lo dicono gli studi sulla fisica quantistica che hanno analizzato proprio quell’infinitamente piccolo che, se prendiamo in mano un foglio che continuiamo a piegare, ci porta alla molecola, l’origine del tutto che, pensate, si è scoperto essere la forza debole”. Tutto questo ha portato a un titolo: “Il sultano di Babilonia e la prostituta”, che ha fatto seguito al brando con cui Branduardi ha esordito, “Il Cantico delle creature”. A seguire Angelo ha eseguito “Il lupo di Gubbio”, sottolineando come San Francesco avesse attribuito “Un’anima agli animali, che prima venivano considerati come oggetti”. Poi “Audite poverelle”, “Il trattato dei miracoli”, “Eppure chiedilo agli uccelli”, “La Regola”. Qui Branduardi ha fatto un appunto dicendo che l’unico vero dogma è rappresentato dall’essere poveri, secondo San Francesco, in quanto “soltanto così raggiungiamo la libertà”.
Altre esecuzioni
Tale viaggio è proseguito con “La predica della perfetta letizia”, “La notte di Francesco” e “Il Salmo”. Speciale la seconda parte, che è cominciata con l’esecuzione de “Il dono del cervo”, essenza principale della letteratura che fa capo al protagonista della serata, e proseguita con le sottolineature che hanno caratterizzato l’amicizia tra Branduardi e il compianto cabarettista, attore e scrittore Giorgio Faletti. Insieme hanno composto “Il dito e la luna” e “Il giocatore di biliardo” e “Per ogni matematico”; proposte anche nella cornice bustese. Eseguiti inoltre l’immancabile “Apprendista stregone”, “La Giostra”, “Il disgelo”, “Vanità di vanità”. Infine i titoli di coda con i ringraziamenti alla band, composta, tra gli altri, da Nicola Oliva (chitarra), Fabio Valdemarin (piano), Davide Ragazzoni (batteria), senza dimenticare gli ingegneri del suono, gli organizzatori dell’evento e l’ottantina di volontari che hanno garantito simpatia e servizio d’ordine prima, durante e dopo il concerto.
Il pre-show e la presenza delle autorità
L’esibizione è stata anticipata dal pre-show che ha visto proiettare quattro video-documentari, realizzati dal Gruppo di Ricerca Storico locale e dai ragazzi della Social crew oratoriana. Ad assistere alla performance di Branduardi è stato anche il sindaco Giovanni Rigiroli insieme ad altre autorità cittadine ed ecclesiastiche.