Il caso

La Procura dissequestra il Vivai Zazzera

La Procura ha revocato i sigilli al Vivai Zazzera di Inveruno: il titolare si è impegnato a sistemare la situazione all'interno dell'azienda.

La Procura dissequestra il Vivai Zazzera
Attualità Legnano e Altomilanese, 12 Settembre 2021 ore 09:30

Revocati i sigilli al Vivai Zazzera: la Procura di Milano ha infatti disposto il dissequestro dell’azienda florovivaistica di corso Europa a Inveruno finita in amministrazione giudiziaria a febbraio a seguito dell’arresto del titolare, Sergio Zazzera, 54 anni, con l’accusa di caporalato su 105 dipendenti.

La decisione della Procura sul Vivai Zazzera

La pm Donata Costa, titolare dell’inchiesta, ha firmato il decreto di revoca del sequestro preventivo per il vivaio una volta appurata la volontà di Zazzera di sanare la sua posizione. Il 54enne si è infatti "impegnato personalmente" per mettere in ordine la situazione all’interno dell’azienda, come confermato dal suo legale difensore, l’avvocato Massimiliano Lanzi. L’imprenditore inverunese, tornato in libertà a giugno dopo un periodo agli arresti domiciliari, ha ad esempio saldato le posizioni aperte con l’Inps per diversi lavoratori e – in collaborazione con i sindacati – ha stipulato degli accordi con 53 ex dipendenti per riconoscere loro gli arretrati e un giusto compenso. Un atteggiamento propositivo molto apprezzato dalla Procura, tanto da convincere la pm Costa a disporre il dissequestro del Vivai Zazzera e a revocare l’amministrazione giudiziaria dell’azienda. Ora, infatti, è tornato a gestirla lo stesso Zazzera, supportato da un team di professionisti esterni.

La posizione penale

Resta invece ancora da definire la posizione dell’imprenditore 54enne e di altre due indagate sul piano penale: nonostante tutti e tre abbiano già ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini preliminari (notificato dalla Guardia di Finanza di Magenta il giorno stesso dell’arresto di Zazzera), la Procura non ha ancora avanzato al gip una richiesta di rinvio a giudizio. Il che lascia aperte ancora tutte le strade, da un processo a un accordo per il patteggiamento della pena. La posizione dei tre indagati, comunque, dovrebbe definirsi nelle prossime settimane. L’accusa principale è quella di caporalato. Il solo Zazzera deve inoltre rispondere di un episodio di resistenza a pubblico ufficiale nei confronti di un luogotenente della GdF che sarebbe avvenuto nell’agosto 2018 in caserma a Magenta.

(In copertina la Guardia di Finanza al vivaio durante il blitz di febbraio)