Quest’anno il Premio Bontà dell’Unci sarà assegnato alla cooperativa sociale Il Fiore di Magenta, rappresentata dalla fondatrice e presidente Giuditta Ranzani, da anni impegnata sul fronte dell’inclusione e dell’inserimento lavorativo delle persone con disabilità.
Premio Bontà, l’Unci premia Il Fiore
La cerimonia si terrà domenica 25 ottobre, nella Sala consiliare Mariangela Basile di via Fornaroli 30, e sarà preceduta alle 10 dalla Messa nella Basilica di San Martino. L’appuntamento prevede alle 11 l’accoglienza degli invitati e delle autorità e, alle 11.15, l’avvio della cerimonia con i saluti del presidente della sezione provinciale milanese dell’Unci, cavaliere Salvatore d’Arezzo, e delle autorità presenti. Quindi la consegna del diploma e del riconoscimento, istituito per sostenere, con un piccolo contributo, le associazioni del territorio milanese che si distinguono per il loro operato, in modo particolare a sostegno di persone con fragilità. Al Fiore andrà un contributo di mille euro.
Una storia nata dall’ascolto
Per Il Fiore si tratta di un ulteriore riconoscimento arrivato dopo il San Martino d’oro ricevuto lo scorso anno dal Comune di Magenta, assegnato proprio per il lavoro svolto a sostegno delle persone in difficoltà e per la capacità di creare opportunità di lavoro a misura delle loro esigenze e potenzialità. Una realtà nata dall’intuizione di Giuditta Ranzani, che negli anni Novanta, dopo aver conosciuto da vicino la sofferenza legata ai percorsi psichiatrici, aveva iniziato a lavorare all’interno del centro di psichiatria di Magenta, prima con attività manuali e laboratori e poi con l’idea di costruire qualcosa di più stabile. Da quel percorso è nata la cooperativa, con il nome “Il Fiore” scelto proprio per rappresentare la possibilità di una rinascita attraverso il lavoro. Negli anni la struttura di via Piave è diventata un punto di riferimento per l’inserimento lavorativo e per la valorizzazione delle capacità delle persone con disabilità psichica. Un percorso fatto di attività artigianali e produttive, ma anche di occasioni di socializzazione e di crescita personale. Tra i progetti più recenti c’è anche la Sartoria sociale, nata all’interno del laboratorio di artigianato creativo dopo che erano state scoperte le particolari abilità di alcune delle donne che frequentano la cooperativa. Un ulteriore esempio della filosofia de Il Fiore: individuare capacità e talenti e trasformarli in opportunità concrete.
Dalle difficoltà alla rinascita
Quella della cooperativa è stata anche una storia di difficoltà superate grazie al legame con il territorio. All’inizio del 2025 Il Fiore aveva rischiato seriamente la chiusura dopo la perdita di una importante commessa, arrivando a trovarsi con cinque dipendenti e una cinquantina di persone a cui garantire un’attività lavorativa. A salvare la cooperativa era stata anche la mobilitazione di cittadini, associazioni e realtà economiche del territorio, con iniziative di solidarietà che avevano permesso di sostenere le attività e accompagnare il difficile momento. Nel frattempo erano state trovate nuove commesse e si era riaperta la possibilità di proseguire il percorso, con l’obiettivo di riportare al lavoro anche le persone rimaste temporaneamente escluse. È anche alla luce di questa storia che il nuovo riconoscimento dell’Unci assume un significato particolare: premiare una realtà che, attraverso il lavoro, cerca di restituire autonomia, dignità e un ruolo sociale alle persone più fragili.
Il significato del Premio Unci
Il Premio Bontà dell’Unci nasce proprio con questo obiettivo: sostenere, anche attraverso un contributo economico, associazioni e realtà del territorio milanese che si distinguono per il loro operato a favore di chi vive situazioni di fragilità. «L’evento fiore all’occhiello di tutta l’attività benefica, filantropica e culturale» della sezione provinciale di Milano, spiega l’Unci, vuole essere soprattutto un’occasione per far conoscere esperienze che spesso lavorano lontano dai riflettori e per favorire una rete tra associazioni, istituzioni e cittadini. Il contributo di mille euro è infatti soltanto una parte del significato del riconoscimento. L’obiettivo dichiarato dai Cavalieri d’Italia è quello di valorizzare realtà capaci di tradurre solidarietà e attenzione al prossimo in azioni concrete, contribuendo alla crescita di una cultura sociale fondata sul dialogo, sulla responsabilità e sulla partecipazione. E proprio Il Fiore rappresenta, in questo senso, una delle realtà che negli anni hanno saputo costruire un legame forte con la comunità magentina, diventando un luogo nel quale il lavoro diventa anche uno strumento di integrazione e di riconquista dell’identità sociale. La giornata del 25 ottobre si concluderà con il pranzo sociale. Per l’Unci sarà l’occasione per celebrare un’altra realtà del territorio e, insieme, per rinnovare l’impegno a sostenere quelle esperienze che ogni giorno trasformano la solidarietà in fatti concreti.
Nella foto di copertina: Giuditta Ranzani, fondatrice e presidente della cooperativa sociale Il Fiore di Magenta