«Cara Cate, abbiamo voluto celebrarti quando eri qui con noi e vogliamo continuare anche ora che non ci sei più». E’ l’incipit dell’istituzione del premio Caterina Di Schiena, la volontaria dell’associazione Cuore di donna spentasi nelle scorse settimane all’età di 62 anni e il cui nome per anni è rimasto associato a quello della mensa scolastica di Castano Primo, dove ha prestato servizio per diversi anni, e Robecchetto con Induno, dove il figlio, Marco Apruzzese, ricopre il ruolo di assessore.
“Una donna sempre positiva, con il sorriso e un approccio amichevole verso il prossimo”
Di Schiena era una donna davvero speciale. «Sempre positiva, col sorriso, allegra. Aveva un approccio amichevole verso gli altri». Per mantenerne vivo il ricordo l’associazione rappresentata da Marzia Pinotti ha dato vita a questo riconoscimento: «Siamo onorate di presentarvi questo “Premio”, non solo perché è in memoria di una carissima amica, ma perché ci darà l’opportunità di far conoscere altre donne straordinarie alla nostra comunità».
Un premio pensato per dire “grazie” ad altre donne
Un premio pensato per ringraziare altre donne che si distinguono per altruismo, coraggio e dedizione, guardando avanti senza arrendersi. La stessa Caty aveva lottato fino all’ultimo contro la malattia che purtroppo si era ripresentata. Un riconoscimento che celebra soprattutto il valore umano, la generosità e la forza gentile di scegliere ogni giorno di fare del bene. Un grazie a Ivan Borlandelli che ha dato vita ai nostri pensieri realizzando il logo. Logo che a sua volta nasce «da un segno semplice e umano, ispirato al sorriso con cui Caterina ha sempre affrontato la vita e accolto gli altri».
Le caratteristiche del logo

Il tratto morbido e circolare richiama un volto stilizzato: un sorriso aperto, un gesto di cura, un abbraccio che resta. I colori – il viola e il rosa – evocano la sensibilità, la forza femminile e il cuore rosa che ha contraddistinto il suo impegno, mentre l’accento di colore richiama simbolicamente il suo rossetto rosso, segno di energia, dignità e speranza anche nei momenti difficili. Un simbolo essenziale, capace di durare nel tempo, che rappresenta la memoria viva di Caterina e il valore di chi scegli ogni giorno di non arrendersi. Lo sa bene il figlio Marco, che ha commentato: «Quello istituito in memoria di nostra madre, per me e la mia famiglia è un premio che rappresenta un motivo d grande onore. Lei ha fatto quel bene che ora le sta tornando». A marzo c’è l’intenzione di premiare due donne per quanto seminato con il loro impegno. La conferma è arrivata dalla responsabile del gruppo Dalia Griffanti: «Noi Caterina l’abbiamo conosciuta come donna attiva sul fronte sociale. Lavorava in mensa a scuola, seguiva i bambini e si spendeva per la comunità».
L’obiettivo è riconoscere gli sforzi delle donne
L’idea di questo riconoscimento, ha aggiunto, «nasce dalla volontà di vedere riconoscere gli sforzi delle donne. Che noi vogliamo celebrare da vive, non solo con fiaccole e commemorazioni. Le donne devono ricominciare a far sentire la propria voce». Non avendo ottenuto la benemerenza, il gruppo ha deciso di dare vita a questa iniziativa. Abbiamo deciso di premiare sia Caterina che un’altra volontaria Giancarla Ramponi e a marzo realizzeremo un secondo momento all’insegna delle premiazioni». .