Elicottero precipitato

Zecchillo, morto nell’incidente in Bosnia: «Una vita dedicata alla sanità»

Regione Lombardia ricorda il tenente della Croce Rossa, che oggi avrebbe compiuto 65 anni. Il cordoglio del presidente Fontana e dell’assessore Bertolaso per la sua scomparsa.

Zecchillo, morto nell’incidente in Bosnia: «Una vita dedicata alla sanità»
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Avrebbe compiuto 65 anni oggi, venerdì 31 ottobre, Franco Zecchillo, tra le quattro vittime dell’elicottero militare precipitato giovedì 29 ottobre in Bosnia-Erzegovina.

Franco Zecchillo, il ricordo di Fontana e Bertolaso

A ricordarlo è Regione Lombardia, con una nota in cui il presidente Attilio Fontana e l’assessore al Welfare Guido Bertolaso esprimono il proprio cordoglio per la scomparsa del tenente del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana, che per 23 anni ha lavorato all’ospedale di Legnano.

Fontana e Bertolaso dichiarano:

«Abbiamo appreso con profondo dolore la notizia della scomparsa di Franco Zecchillo, tenente del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana, tra le vittime del tragico incidente dell’elicottero militare avvenuto in Bosnia».

Un pensiero particolare, quello del presidente della Regione, rivolto alla famiglia anche per la coincidenza con il compleanno:

«È un pensiero particolare quello che rivolgo alla famiglia perché Franco Zecchillo domani (oggi, ndr) avrebbe compiuto 65 anni. Tenente della Croce Rossa Italiana, ha dedicato oltre quarant’anni alla sanità, lavorando all’ospedale di Legnano, nell’Asst Ovest Milanese, e contribuendo allo sviluppo della cardiochirurgia. È stato anche docente all’Università dell’Insubria, formando nuove generazioni di professionisti sanitari».

Bertolaso ha ricordato la professionalità e la dedizione con cui Zecchillo ha lavorato nel sistema sanitario lombardo:

«Zecchillo ha prestato la propria opera professionale con competenza e dedizione, mettendo le proprie conoscenze e la propria esperienza al servizio dei pazienti del sistema sanitario lombardo. Anche dopo essere andato in pensione ha scelto di continuare a mettere la propria esperienza a disposizione degli altri, incarnando pienamente quello spirito di servizio e di solidarietà che dovrebbe animare ogni professionista della cura. Alla sua famiglia, ai suoi cari e ai colleghi che hanno condiviso con lui tanti anni di lavoro rivolgo le mie più sincere condoglianze».

Il legame con l’ospedale di Legnano e l’Università dell’Insubria

Zecchillo aveva lavorato all’ospedale di Legnano fino al pensionamento, nel 2022, come tecnico di fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare. Aveva contribuito alla nascita e allo sviluppo della cardiochirurgia, lavorando a stretto contatto con il team diretto dal dottor Germano Di Credico, primario di Cardiochirurgia e direttore del Dipartimento cardiovascolare dell’Asst Ovest Milanese.

Proprio Di Credico aveva ricordato il collega sottolineandone la passione per la professione e la disponibilità:

«Franco era un collega molto stimato, una presenza costante e attiva nel team che ha visto nascere la nostra cardiochirurgia. Amava profondamente la sua professione e con passione ha svolto anche ruoli di coordinamento e attività di formazione. Insieme abbiamo lavorato per oltre 25 anni».

Accanto all’attività clinica, Zecchillo aveva portato avanti anche un importante impegno nella formazione. All’Università degli Studi dell’Insubria aveva insegnato Metodi e tecniche di ecocardiografia, seguito tesi di laurea e contribuito alla preparazione di nuove generazioni di tecnici perfusionisti. Un’attività ricordata anche dal professor Roberto De Ponti, a nome della comunità accademica e della rettrice Maria Cristina Pierro. Dopo il pensionamento aveva continuato a mettere le proprie competenze a disposizione degli altri, sia nell’ambito ordinistico sia nel volontariato con la Croce Rossa Italiana, nella quale prestava servizio dal 1990.

Il ricordo dell’Ordine professionale

A ricordare Zecchillo è anche l’Ordine dei tecnici sanitari di Radiologia medica, delle professioni sanitarie tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione di Milano, insieme agli Ordini di Como, Lecco, Lodi, Monza Brianza e Sondrio e alla Commissione d’albo Tfcpc (dei tecnici di Fisiopatologia cardiocircolatoria e Perfusione cardiovascolare) di Milano, di cui era presidente. Il professionista ricopriva anche il ruolo di segretario della Commissione di albo nazionale dei tecnici della fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare.

Nel messaggio di cordoglio viene ricordato come un professionista sanitario di grande competenza e umanità:

«Tenente del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana, Franco Zecchillo era un professionista sanitario di grande caratura e umanità, attivo nella rappresentanza della figura del tecnico della Fisiopatologia cardiocircolatoria e Perfusione cardiovascolare sia a livello territoriale, come presidente della Cda di Milano, sia a livello nazionale, come Segretario della Commissione di albo nazionale dei Tfcpc. Il suo impegno di professionista e volontario, che lo vedeva spesso in prima linea nelle emergenze, pronto a intervenire con lucidità, competenza e abnegazione, fa onore alla Professione di Tfcpc e a tutte le Professioni sanitarie».

L’Ordine ha infine espresso vicinanza alla famiglia e ai suoi cari.

La missione in Bosnia e le altre vittime

Nell’incidente dell’elicottero CH-47 dell’Esercito Italiano, precipitato nei pressi di Brčko, hanno perso la vita anche la sergente della Croce Rossa Laura Procacci, 32 anni, e i sergenti dell’Esercito Simone Ruggia e Claudio Marchesi. Zecchillo e Procacci avevano partecipato ai percorsi addestrativi per l’operazione Eufor Althea a Sarajevo e alle attività di formazione per la Medical Evacuation (Medevac), dedicate all’evacuazione sanitaria dei feriti. Lo scorso luglio avevano completato il 39° Corso Medevac, ottenendo l’abilitazione specialistica per operare negli assetti di evacuazione sanitaria.

Nel loro messaggio, Fontana e Bertolaso hanno rivolto un pensiero anche agli altri militari italiani morti nella tragedia e alle persone rimaste ferite, alle quali hanno augurato una pronta e completa guarigione.

 

In copertina: Franco Zecchillo nella foto con cui la Croce Rossa Italiana ha voluto ricordarlo sulla propria pagina facebook