Amministrazione

Cambio di rotta per la Polizia locale, è polemica

Meno automobile e più bicicletta per il Comando di Polizia Locale di Cornaredo

Cambio di rotta per la Polizia locale, è polemica

Meno automobile e più bicicletta per il Comando di Polizia Locale di Cornaredo.

Polizia locale Cornaredo

Nel consiglio comunale della scorsa settimana con la presentazione del Dup, il Documetno Unico di Programmazione, si è discusso anche di Polizia Locale e del comando cornaredese. Comando che due anni fa con l’insediamento della giunta di centrodestra ha visto iniziare un nuovo corso con la nomina di Domenico Giardino , proveniente dal Comune di Parabiago, quale comandante e una serie di investimenti amministrativi volti ad aumentare l’operatività e l’incidenza dei «Ghisa» cornaredesi.
Fra i diversi potenziamenti, anche l’arrivo di un cane antidroga nel comando di San Pietro all’Olmo.
In questi due anni in diverse occasione gli agenti della Polizia Locale sono finiti sulle cronache locali e nazionali, per diversi arresti. Come quello dello scorso 23 luglio, quando dopo un inseguimento un uomo è stato arrestato a bordo di una vettura rubata. La notizia era stata poi ripresa dai media nazionali perché il tribunale, nonostante la convalida dell’arresto, non aveva disposto misure cautelari.

Cambio di rotta

Nel nuovo documento di programmazione gli investimenti relativi il comando di Polizia Locale di Cornaredo risultano ridimensionati, con la scomparsa della cella di detenzione e del laboratorio di scientifico previsti invece negli anni passati. Un elemento che ha portato la consigliera di minoranza Mary Vono a parlare di una linea politica, quella imposta alla Polizia locale negli ultimi due anni, ora rinnegata dalla stessa giunta.
«Nessun depotenziamento della Polizia Locale – ha risposto in consiglio comunale Dario Ceniti (Fdi) assessore alla partita della giunta del sindaco Corrado D’Urbano – E’ nostra prerogativa quella di eventualmente cambiare idea su alcune questioni che si erano previste e che, ragionandoci su, non si ritengono più utili. Noi abbiamo un comando di Polizia Locale che è un Comando, non una caserma operativa. Chi ha fatto il militare conosce la differenza. Non ci sono caserme operative a Cornaredo. I costi per una cella sono di decine di migliaia di euro… grazie a Dio Cornaredo è un paese di persone per bene e certi interventi non è necessario farli».
Ceniti ha poi ricordato quanto investito in questi anni: «45mila euro di auto nuova, 10mila euro di fototrappole, 15mila euro di etilometro, 9mila euro di drogometro, giubbotti antiproiettile per 4mila euro, 3mila euro di rimborso per l’addestramento del cane». Poi il dato più significativo: «Nel 2026 abbiamo pagato per gli incidenti alle nostre autovetture la bellezza di 17mila euro. Nel 2025 quasi 9mila euro e nel 2024 quasi 3mila euro. C’è anche una progressione di anno in anno» ha spiegato Ceniti facendo riferimento ai costi per i danni riportati dai mezzi durante il servizio.
«Abbiamo investito in questi anni. C’è stata e c’è la giusta attenzione, ma senza esagerare. Proseguiremo su questa strada, e abbiamo previsto l’acquisto delle biciclette perché crediamo che un controllo nei parchi sia utile sia a Cornaredo sia a San Pietro all’Olmo, e che il cittadino si possa sentire più sicuro» ha concluso Ceniti.
Un aggiustamento politico nell’operatività della Polizia locale deciso dalla giunta D’Urbano che apre nuovi scenari.

Polemica

Le parole dell’assessore hanno anche provocato una reazione da parte dell’Associazione Professionale Polizia Locale d’Italia, che tramite la presidente nazionale Silvana Paci ha fatto pervenire una richiesta di delucidazioni su alcune delle dichiarazioni rese in consiglio comunale.
«Citare l’aumento dei costi per gli incidenti stradali che hanno coinvolto i mezzi di servizio, etichettandola con ironia come “una progressione” di cui non si conoscono le cause, rappresenta una grave e strisciante delegittimazione dell’operato degli agenti. Chi opera quotidianamente in strada in situazione di emergenza e per garantire la sicurezza altrui non può esere esposto al pubblico ludibrio per i rischi intrinsechi del proprio mestiere» scrive l’Anvu.

 

Sindacato Ugl Autonomie

A rincarare la dose il sindacato Ugl Autonomie, con la sigla sindacale che attacca senza mezzi termini l’assessore comunale.
«Riteniamo del tutto inaccettabile il quadro dipinto dall’Assessore Ceniti» – dichiara il Coordinamento Nazionale Polizia Locale UGL Autonomie. – «Se da un lato è legittimo per un’Amministrazione comunale rivedere le priorità di spesa, dall’altro è intollerabile giustificare tali decisioni svalutando il ruolo, la professionalità e i rischi che gli agenti affrontano quotidianamente sulla strada».
Il sindacato contesta fermamente tre passaggi delle esternazioni dell’amministratore: «Il presunto ruolo “secondario” del Corpo: parlare di “forze di polizia vere e proprie” per distinguere gli altri Corpi dallo Stato dalla Polizia Locale significa ignorare il quadro normativo. Non esistono polizie di serie A e di serie B. Gli agenti della Polizia Locale svolgono quotidianamente funzioni di Polizia Giudiziaria, Polizia Stradale e Pubblica Sicurezza attribuite dalla legge». «L’ironia sui rischi operativi: Banalizzare la sinistralità dei veicoli di servizio come una “progressione ingiustificata” equivale a esporre gli operatori al pubblico ludibrio per i rischi intrinseci del mestiere. Chi opera sulla strada in condizioni di emergenza merita rispetto, non ironia». «La sicurezza ridotta a “capriccio”: ridurre le legittime richieste di strumentazioni moderne, veicoli efficienti, dispositivi di protezione e strutture idonee a semplici “capricci o alla volontà di stare sulla cresta dell’onda”, offrendo come unica risposta l’acquisto di biciclette da passeggio per i parchi, denota una visione miope e rinunciataria della prevenzione e della tutela della legalità».
«La sicurezza dei cittadini e la tutela fisica degli operatori non sono un capriccio, non sono uno spreco e non possono essere banalizzate» prosegue la nota della UGL Autonomie «Chiediamo un’immediata e formale rettifica di queste esternazioni e la contestuale convocazione di un tavolo sindacale urgente per affrontare in modo serio e concreto le carenze di organico, di mezzi e di strutture che affliggono il Comando di Cornaredo».

La replica di Ceniti

“Si tratta di provocazioni guidate a cui non ritengo necessario ribattere – replica l’assessore Ceniti (Fdi) – Quella presentata in consiglio comunale non è la mia posizione personale ma quella, legittima, dell’amministrazione comunale che ho l’onore di rappresentare e che va rispettata”.