Emergenza ambientale

Sversamento nel Naviglio Grande, salvato un cigno intriso di idrocarburi

In azione gli agenti del Nucleo Ittico Venatorio della Città metropolitana di Milano con il prezioso supporto di alcuni cittadini.

Sversamento nel Naviglio Grande, salvato un cigno intriso di idrocarburi

Un cigno in evidente difficoltà, con il piumaggio contaminato dalla sostanza oleosa finita nel Naviglio Grande, è stato salvato ad Abbiategrasso nel pieno dell’emergenza provocata dallo sversamento di idrocarburi partito da Pontevecchio di Magenta.

Il cigno recuperato dal Naviglio

L’animale è stato notato all’altezza dell’intersezione tra via Alzaia del Naviglio e via Verbano, dove alcuni cittadini si sono accorti delle sue condizioni e hanno dato l’allarme. Una segnalazione che ha permesso di attivare rapidamente le operazioni di recupero. Sul posto sono intervenuti gli agenti del Nucleo Ittico Venatorio della Polizia della Città Metropolitana di Milano, che hanno lavorato insieme ai cittadini per riuscire a recuperare il cigno. L’animale appariva visibilmente debilitato e intriso di sostanze inquinanti. Il contatto con la sostanza oleosa rappresenta infatti un pericolo particolarmente serio per gli uccelli acquatici: il piumaggio, una volta contaminato, perde le proprie caratteristiche protettive e l’animale può andare incontro a conseguenze anche gravi.

Portato alla Lipu La Fagiana

Una volta recuperato, il cigno è stato trasferito al Centro Recupero Animali Selvatici della Lipu La Fagiana di Magenta, dove è stato affidato agli operatori specializzati per le prime cure. Qui dovrà essere sottoposto agli interventi necessari per rimuovere dal piumaggio le sostanze contaminanti e per valutare le sue condizioni.

Un’altra vittima dello sversamento

La vicenda del cigno salvato è una dimostrazione concreta del rischio per la fauna legato alla fuoriuscita di idrocarburi nel Naviglio Grande. La sostanza, partita da Pontevecchio di Magenta, è stata trascinata dalla corrente verso valle, raggiungendo anche il territorio di Abbiategrasso e, successivamente, l’area milanese. Proprio ad Abbiategrasso il Comune aveva segnalato l’ingresso della sostanza oleosa anche nella Roggia Cardinala, disponendo la chiusura delle paratoie destinate all’irrigazione delle campagne.