La chiazza di idrocarburi partita da Pontevecchio di Magenta ha raggiunto Milano nella tarda serata di ieri, venerdì 4 settembreì, arrivando fino alla Darsena.
Sversamento di idrocarburi nel Naviglio a Pontevecchio
Nonostante le barriere galleggianti assorbenti posizionate lungo il Naviglio Grande, la corrente ha trascinato il materiale inquinante verso valle, facendo scattare una vasta operazione di contenimento e monitoraggio. La conferma della gravità della situazione era arrivata già nel tardo pomeriggio dalla Prefettura di Milano:
«In località Pontevecchio di Magenta, si è verificato un grave sversamento di olio/diesel nel Naviglio Grande, che sta defluendo verso Milano».
Le autorità competenti erano state immediatamente attivate per il monitoraggio e la gestione dell’emergenza.
Il rilevamento durante i lavori del Gruppo Cap
La vicenda era iniziata nel pomeriggio, quando durante le attività programmate di manutenzione della rete fognaria a Magenta era stata rilevata la presenza di idrocarburi. Le operazioni erano state sospese e sul posto erano intervenuti Vigili del fuoco, Polizia Locale, Consorzio Villoresi e tecnici di Gruppo Cap, mentre erano stati allertati anche Arpa, Prefettura e forze dell’ordine. Il ponte di Pontevecchio era stato chiuso alla circolazione per consentire agli operatori di lavorare in sicurezza.
Del Gobbo: «È arrivata una fiumana nera»
Poco dopo le 18.30, direttamente dal luogo dell’intervento, il sindaco di Magenta Luca Del Gobbo aveva fatto il punto sulla situazione, spiegando di avere attivato tutti gli enti necessari per cercare di comprendere l’origine dello sversamento:
«Purtroppo, dalle prime ore di questo pomeriggio, è chiuso il ponte a Pontevecchio. C’è stato uno sversamento sul Naviglio di un liquido che presumibilmente è riconducibile a idrocarburi. Abbiamo allertato il prefetto, l’Arpa, le autorità – dai Carabinieri, ai Vigili del fuoco, a tutti quelli che abbiamo potuto preallertare per capire che cosa è successo – Insieme al sindaco di Robecco Fortunata Barni abbiamo da subito seguito questa vicenda. Le indagini sono ancora in corso, stiamo cercando di capire che cosa è successo. Stamattina Cap stava lavorando, hanno staccato le pompe e, dal momento in cui hanno staccato le pompe per il loro lavoro, è arrivata questa fiumana nera e non si riesce a capire ancora da dove arriva e chi può aver fatto questo. Siamo comunque in contatto con la Prefettura. I Vigili del fuoco di Milano hanno già organizzato delle dighe specifiche tra Ozzero e Abbiategrasso, tra Trezzano e Corsico e a Milano, in località San Cristoforo, per assorbire questo liquido, per fare in modo che appunto non contamini l’acqua ancora di più. Nel frattempo ho avvertito anche il Consorzio Villoresi, quindi i coltivatori sono stati avvertiti di chiudere chiaramente l’accesso ai campi. Tutto quello che potevamo fare abbiamo fatto, rimane ancora l’interrogativo, ma ci sono le forze dell’ordine che stanno indagando su chi ha creato questo grosso problema, questo danno ambientale di grande rilievo. Siamo ancora sul posto e speriamo che a brevissimo possa riaprire la circolazione e risolvere questo grosso problema».
Gelli: «Non è colpita solo Magenta»
Poco dopo, intorno alle 19, era intervenuto dal posto anche il vicesindaco Simone Gelli, aggiornando sulle attività di monitoraggio svolte insieme ad Arpa e all’Ufficio tecnico:
«Siamo qui a Pontevecchio insieme al sindaco, con un’attenzione particolare al monitoraggio per ciò che è avvenuto: un possibile sversamento di idrocarburi nel Naviglio, che purtroppo non ha colpito solo Magenta ma un po’ tutta l’asta del Naviglio. Quindi, insieme ad Arpa e all’Ufficio tecnico, stiamo lavorando proprio per capire che cosa sia successo, da dove arrivano questi idrocarburi e soprattutto di che natura siano, non solo per risalire all’eventuale colpevole ma anche e soprattutto per mettere a Magenta, quindi a Pontevecchio e poi sul nostro territorio comunale, in azione tutte quelle attività che possono bloccare tutte le sostanze che sono state sversate. Arpa ha appena finito i rilievi e quindi attendiamo anche da loro delle risposte, proprio per capire che cosa è successo qui nella nostra frazione».
La bonifica della rete fognaria
In tarda serata è arrivata anche la comunicazione ufficiale di Gruppo Cap, che ha ricostruito l’intervento effettuato sulla rete fognaria:
«Nel corso delle attività programmate di manutenzione della fognatura a Magenta, è stata rilevata la presenza di idrocarburi che hanno compromesso il funzionamento della rete fognaria. I tecnici di Gruppo Cap sono intervenuti tempestivamente per controllare la rete e effettuare la bonifica della vasca consentendo il ritorno alla normale funzionalità della rete fognaria. Sono in corso accertamenti da parte delle autorità competenti per stabilire le origini del versamento di idrocarburi».
La rete fognaria è quindi tornata alla normale funzionalità, mentre restano da chiarire l’origine della fuoriuscita e le eventuali responsabilità.
Le barriere non fermano la chiazza
Nel frattempo, lungo il Naviglio Grande sono state posizionate barriere galleggianti assorbenti per cercare di contenere lo sversamento. Altre sono state installate più a valle, nella zona di Gaggiano e di Robecco sul Naviglio, quindi tra Trezzano sul Naviglio e Corsico e a Milano, in località San Cristoforo. La corrente, tuttavia, ha trascinato la chiazza verso Milano. Nella tarda serata il materiale oleoso ha raggiunto la Darsena, nonostante gli interventi di contenimento messi in campo da Vigili del fuoco, Protezione civile, Consorzio Villoresi e tecnici impegnati nelle operazioni.
I timori per l’ambiente
Ora l’attenzione è concentrata soprattutto sulle conseguenze ambientali dello sversamento. La presenza di idrocarburi in un tratto del Naviglio Grande e il successivo deflusso verso Milano rendono necessario monitorare la qualità delle acque lungo l’intera asta interessata. Tra le preoccupazioni ci sono anche i possibili effetti sulla fauna ittica e il rischio che le sostanze inquinanti possano raggiungere i canali collegati alla rete irrigua utilizzata per i campi agricoli. Proprio per questo il Consorzio Villoresi è stato coinvolto fin dalle prime fasi dell’emergenza e i coltivatori sono stati invitati a interrompere l’accesso dell’acqua ai terreni. Restano ora da attendere gli esiti degli accertamenti di Arpa e delle altre autorità competenti per stabilire con precisione la natura delle sostanze, ricostruire il percorso dello sversamento e soprattutto capire da dove sia arrivata la grande quantità di idrocarburi finita nel Naviglio Grande.
L’intervento dei Vigili del fuoco
Le squadre del Comando di via Messina, in stretto coordinamento con la protezione civile, utilizzando sette barriere di contenimento sono riuscite almeno in parte a frenare la corsa di questa sostanza che sembrerebbe ricca di idrocarburi.
Una parte di essa seppur minima ha raggiunto anche la Darsena. L’azione di prosciugamento della sostanza proseguirà per tutto il giorno convergendo su un punto di raccordo in via Conchetta a Milano, dove è presente una chiusa che permetterebbe proprio ai soccorritori di bloccare e prosciugare quanto più possibile la sostanza. Presenti cinque mezzi VVF che da ieri lavorano in stretta sinergia con il Comune di Milano e Città Metropolitana.
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