La rinuncia di Sorgenia al progetto del maxi impianto fotovoltaico Ranteghetta incassa il plauso del mondo politico.
Ranteghetta, la parola ai politici
Dopo l’annuncio della società, che ha presentato al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica la richiesta di archiviazione del procedimento autorizzativo per l’impianto previsto tra Marcallo con Casone, Ossona e Santo Stefano Ticino, arrivano le reazioni di esponenti regionali e metropolitani di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia.
Scurati: «Vince il territorio»
«Accogliamo con grande soddisfazione la rinuncia di Sorgenia al maxi impianto fotovoltaico Ranteghetta, previsto tra Marcallo con Casone, Ossona e Santo Stefano Ticino. È una vittoria del territorio e di una battaglia che come Lega abbiamo sostenuto fin dall’inizio, portandola anche in Consiglio regionale con una nostra mozione».
Lo dichiara Silvia Scurati, consigliere regionale della Lega e vicepresidente della Commissione Attività produttive, che prosegue:
«Nel frattempo Regione Lombardia ha cambiato le regole con una propria legge sulle aree idonee, introducendo maggiori tutele per i terreni agricoli. Siamo favorevoli alle energie rinnovabili, ma non a discapito del nostro suolo agricolo e del paesaggio. La rinuncia a Ranteghetta conferma che la strada intrapresa a tutti i livelli istituzionali, per tutelare il territorio agricolo, era quella giusta».
Colombo: «Vittoria del territorio e del buonsenso»
Sulla stessa linea Christian Colombo, consigliere metropolitano della Lega, che rivendica il ruolo avuto dalle istituzioni nella mobilitazione contro il progetto:
«L’annuncio di questa rinuncia rappresenta la dimostrazione concreta di come la mobilitazione delle istituzioni locali e delle comunità possa fare la differenza nell’indirizzare le scelte sul futuro del territorio. Tra le prime azioni istituzionali a sostegno della battaglia avviata dai Comuni di Marcallo con Casone, Ossona e Santo Stefano Ticino figura la mia mozione, presentata in Consiglio Metropolitano insieme alla consigliera Cocucci, con cui abbiamo impegnato formalmente l’amministrazione metropolitana a contrastare il progetto. Facendo eco agli amministratori del territorio e ai comitati locali abbiamo evidenziato le pesanti criticità legate all’eccessivo consumo di suolo agricolo, all’impatto sul paesaggio e ai rischi connessi ai sistemi di accumulo. Il territorio può festeggiare, ma la Lega resta vigile per evitare che in altre zone della provincia siano autorizzati maxi impianti fotovoltaici in grado di devastare il territorio».
Garavaglia: «Buona notizia per l’Est Ticino»
Anche Christian Garavaglia, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale della Lombardia, definisce la rinuncia di Sorgenia «una buona notizia per il territorio dell’Est Ticino», collegandola al nuovo quadro normativo regionale sulle aree idonee agli impianti da fonti rinnovabili:
«Già lo scorso maggio avevamo espresso il nostro pieno sostegno alla normativa regionale, nata con l’obiettivo di garantire un equilibrio tra sviluppo delle energie rinnovabili e tutela del territorio. Oggi la decisione di Sorgenia dimostra come quel quadro normativo abbia contribuito a definire regole più chiare e coerenti, capaci di orientare gli investimenti verso soluzioni maggiormente compatibili con la salvaguardia del paesaggio e dell’agricoltura».
Il capogruppo regionale di Fdi prosegue:
«Fratelli d’Italia e il centrodestra lombardo hanno sempre sostenuto che la transizione energetica sia una sfida imprescindibile, ma che debba essere governata con responsabilità. Non possiamo pensare di raggiungere gli obiettivi ambientali sacrificando centinaia di ettari di terreno agricolo fertile. Gli impianti fotovoltaici devono trovare spazio prioritariamente sui tetti degli edifici, nelle aree industriali dismesse, nei parcheggi e in tutte quelle superfici già compromesse, evitando nuovo consumo di suolo».
Garavaglia esprime quindi un ringraziamento a tutte le realtà che hanno contribuito a mantenere alta l’attenzione sulla vicenda:
«Desidero ringraziare i sindaci di Marcallo con Casone, Ossona e Santo Stefano Ticino, le amministrazioni comunali, i comitati civici, il mondo agricolo e tutti i cittadini che, con senso di responsabilità e spirito costruttivo, hanno difeso le peculiarità di questo territorio. La loro partecipazione ha rappresentato un elemento importante nel dibattito pubblico e istituzionale. In Lombardia continueremo a sostenere una politica energetica che sappia coniugare innovazione, sostenibilità e tutela delle nostre eccellenze ambientali e agricole. La vicenda Ranteghetta dimostra che è possibile dire sì alle energie rinnovabili senza rinunciare alla difesa del territorio. È questa la strada che intendiamo continuare a percorrere».
Comazzi: «Buona notizia per i Comuni»
Infine interviene Gianluca Comazzi, assessore al Territorio e Sistemi verdi di Regione Lombardia ed esponente di Forza Italia, che sottolinea il ruolo delle Amministrazioni locali e il confronto avviato con il Ministero.
«La rinuncia annunciata da Sorgenia al progetto fotovoltaico Ranteghetta rappresenta una buona notizia per i comuni di Marcallo con Casone, Ossona e Santo Stefano Ticino e per tutti i cittadini che, in questi mesi, hanno chiesto con forza di tutelare il territorio, il paesaggio e i suoli agricoli».
Lo dichiara Comazzi commentando la richiesta presentata dalla società al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (Mase) per l’archiviazione del procedimento autorizzativo, per poi proseguire:
«Le Amministrazioni comunali hanno portato avanti una battaglia seria, compatta e fondata su argomentazioni concrete, facendo emergere le criticità di un intervento particolarmente impattante. Come assessore al Territorio ho accolto fin da subito le istanze dei territori, avviando un confronto con il Mase per arrivare a una soluzione condivisa. La transizione energetica è una sfida fondamentale ma deve procedere di pari passo con la tutela del suolo agricolo, del paesaggio e dell’identità dei nostri territori. Il nuovo quadro normativo va proprio in questa direzione. Ora attendiamo la definitiva archiviazione da parte del Ministero ma il passo compiuto oggi è certamente motivo di grande soddisfazione».