L'APPELLO DELL'EX SINDACO DOPO IL DRAMMA

“Il Canale Villoresi è pericoloso: servono anche più controlli”

L'ex sindaco Massimo Cozzi interviene dopo la tragedia di Parabiago e si rivolge al territorio

“Il Canale Villoresi è pericoloso: servono anche più controlli”

“Il Canale Villoresi è pericoloso: servono anche più controlli”: l’appello dell’ex sindaco di Nerviano Massimo Cozzi.

“Il Canale Villoresi è pericoloso”

“Vicini nel dolore, uniti nella responsabilità: la vita è sacra”. Così Massimo Cozzi, ex sindaco di Nerviano e oggi capogruppo della lista di minoranza Con Nerviano-Gin-Lega interviene sulla pericolosità del Canale Villoresi all’indomani della tragedia avvenuta a Parabiago dove è annegato un rider 25enne.
“Davanti alla tragedia che si è consumata a pochi metri da noi, nella vicina Parabiago lungo le acque del Canale Villoresi, il primo pensiero non può che essere di profondo cordoglio – afferma Cozzi – Anche se non è accaduto direttamente nel nostro comune, la vicinanza geografica e umana ci tocca da vicino: ci stringiamo nella preghiera e nel silenzio attorno alla famiglia di chi ha perso la vita. Proprio perché la vita è sacra e va salvaguardata, non possiamo restare indifferenti. Ogni estate, purtroppo, il Villoresi si trasforma in uno scenario di drammi evitabili. È un corso d’acqua che viene costantemente sottovalutato, ma che nasconde insidie mortali”.

“Servono anche più controlli”

Cozzi lancia il suo appello: “ll divieto parla chiaro: nessuna eccezione, se non sportiva. I cartelli posizionati lungo le sponde non lasciano spazio a interpretazioni: divieto di balneazione. È bene ribadirlo chiaramente: gli unici bagni permessi in queste acque sono esclusivamente quelli autorizzati per competizioni sportive ufficiali, dove la sicurezza è garantita da piani di salvataggio e soccorritori professionisti. Al di fuori di questi eventi controllati, tuffarsi è vietato e pericolo. Le correnti artificiali, i mulinelli improvvisi e le paratie idrauliche rendono questo canale una trappola letale per chiunque, anche per i nuotatori più esperti. Se l’appello al buon senso è fondamentale, è ormai evidente che da solo non basta più; per evitare che si ripetano simili drammi a pochi passi da casa nostra, occorrono maggiori controlli e una vigilanza più stretta lungo le sponde”.