Organizzata dal Circolo Socio Culturale Hobbisti con il patrocinio del Comune di San Giorgio su Legnano, l’esposizione vuole proporre un gioco ai visitatori che osservano i dipinti e le fotografie: per uno qualsiasi dei paesaggi in mostra nasce prima il dipinto oppure la fotografia?
Tutto pronto per la mostra “I colori della vita”
All’occhio dell’osservatore appare chiaro come ciascuna fotografia riesca a riprodurre in modo sufficientemente fedele il paesaggio mentre il dipinto richiede di reinterpretarlo e poi di trasferirlo sulla tela attraverso l’uso di alcune tecniche.
Ma la risposta alla domanda qual è? Cosa nasce prima: la fotografia oppure il dipinto?
Gioco che troverà risposta colloquiando con gli autori delle fotografie e dei dipinti che, uniti nella vita e nella nella stessa passione per l’arte visiva, hanno creato questo intreccio di sguardi e sensibilità che prende forma il titolo “I colori della vita”, un filo conduttore che mette al centro l’espressione del colore come forza vitale, come energia che la natura ed il paesaggio trasmettono attraverso la luce.
È in questo percorso condiviso tra pittura e fotografia che nasce un dialogo tra due linguaggi che pur collocandosi su piani distinti riescono a dialogare e si sostengono, dando vita ad opere che invitano a cogliere la bellezza che ci circonda prima che si trasformi nel passaggio da una stagione all’altra.
Trasformare la vita in colore
Questa mostra racconta così due visioni, due sensibilità e un unico desiderio: trasformare la vita in colore. I luoghi rappresentati sono reali e frammenti di vita vissuta, istanti che Andrea ha saputo “congelare” attraverso la fotografia, rendendoli unici e speciali. I colori si armonizzano e diventano poesia, mantenendo intatta la verità dell’attimo: le immagini esposte non sono state manipolate e, anche a distanza di tempo, restituiscono la stessa emozione originaria. Per Dorella, che conosce i luoghi, osservare le fotografie significa tradurre ciò che vede in un linguaggio pittorico personale e spontaneo. Un’altra particolarità del suo dipingere sono le scelte tecniche, i suoi dipinti sono realizzati utilizzando colori acrilici su stoffa in modo originale, i colori sono molto diluiti ed appaiono quasi come fossero acquerelli, anche se poi arricchiti da successive pennellate espressive. La libertà interpretativa della pittura permette a Dorella di scegliere quali dettagli riprodurre e quali omettere, ma anche di modificarli per rispondere a scelte artistiche, comunque finalizzate a raggiungere un equilibrio estetico soddisfacente.
I due artisti
Figlia d’arte, Dorella Castoldi (1961) ha ereditato dal padre Felice, pittore conosciuto a Busto Garolfo, Legnano, Busto Arsizio e dintorni, la passione per il colore. Dopo la maturità al Liceo Artistico di Busto Arsizio e gli studi tra Accademia di Brera e scuola Marangoni, ha lavorato a Milano nel settore della moda per poi dedicarsi all’insegnamento, proseguito per quasi quarant’anni al Liceo Artistico Statale di Busto Arsizio fino alla pensione nel 2022. I suoi primi lavori iperrealisti, eseguiti su carta con colori acrilici, sono stati esposti in diverse personali. Le opere più recenti, realizzate su tessuto e confezionate da lei stessa come arazzi, rinunciano a cornice e vetro per lasciare parlare la materia e l’espressività della pennellata.
Andrea Vigato (1962), diplomato geometra ma orientato sin da giovane verso l’informatica gestionale, ha sviluppato parallelamente una lunga passione fotografica. Le prime immagini risalgono alle gite scolastiche, scattate con fotocamere a fuoco fisso e formato quadrato, mentre la preziosa ROLLEIFLEX del padre poteva essere utilizzata solo sotto stretta supervisione. Nel 1983, terminato il servizio militare, ha iniziato a fotografare con una reflex analogica per poi passare nel 2008 al digitale, mantenendo però lo sguardo costruito negli anni della pellicola. La sua “filosofia” è fotografare ciò che lo colpisce in un preciso momento: sensazioni, colori, riflessi di luce, contrasti di ombre. La tecnica è per lui secondaria; ciò che conta davvero è ciò che la fotografia esprime nel momento in cui viene inquadrata, un’emozione che desidera trasmettere anche all’osservatore.
La mostra sarà liberamente visitabile fino a sabato 28 marzo, nei giorni e negli orari di apertura al pubblico del Comune di San Giorgio S/L, in Piazza IV novembre 7, resterà chiusa il sabato pomeriggio e la domenica.
Per informazioni ed appuntamenti telefonare al 379.1514002