Dubai, Monaco, Londra, New York, Singapore, Tokyo e ora Milano. Dove sarà possibile immergersi nell’affascinante mondo dell’orologeria, in un viaggio nel tempo non solo in termini di estetica, ma soprattutto di meccanica, sempre nel segno della perfezione. Dal 2 al 18 ottobre il Palazzo delle Scintille di Milano ospiterà la settima edizione della Grande Esposizione firmata Patek Philippe: appassionati e curiosi potranno così immergersi nell’universo dell’ultima manifattura ginevrina indipendente a conduzione familiare nata nel 1839, scoprendo una scenografia di quasi 2.900 metri quadrati (la più grande mai realizzata) in cui saranno esposti 500 pezzi d’autore.
L’idea e lo sbarco in Italia
Quattordici anni fa, Patek Philippe ha lanciato un nuovo concetto di «Grandi Esposizioni», aperte al pubblico e gratuite, con l’obiettivo di far conoscere più da vicino le creazioni, il patrimonio, la filosofia e il savoir-faire della Maison. Nel corso delle sei edizioni organizzate fino a oggi, questi eventi hanno assunto un’importanza sempre maggiore, attirando complessivamente quasi 165.000 visitatori. Dopo Dubai nel 2012, Monaco di Baviera nel 2013, Londra nel 2015, New York nel 2017, Singapore nel 2019 e Tokyo nel 2023, Patek Philippe ha scelto Milano anche perché l’Italia occupa un posto di primo piano tra i mercati della Maison: un Paese di intenditori, profondi estimatori dell’eccellenza artigianale, capaci di apprezzare appieno la raffinatezza tecnica e la qualità esecutiva di un segnatempo.
La Grande Esposizione Milano 2026 si terrà in un luogo emblematico della città che la ospita. Per questa edizione italiana è stato scelto il Palazzo delle Scintille, recentemente ribattezzato CityOval: sotto una cupola alta trenta metri, la mostra si svilupperà su circa 2.900 metri quadrati dei 4.000 metri quadrati complessivamente disponibili. Al centro dello spazio espositivo, Patek Philippe proporrà la scenografia più spettacolare mai realizzata per una Grand Exhibition.
Articolata in quindici aree tematiche, l’esposizione accompagnerà i visitatori alla scoperta delle numerose novità della Maison e dell’universo Patek Philippe, conducendoli attraverso alcuni dei suoi luoghi più emblematici di Ginevra: la storica sede di Rue du Rhône, la Manifattura di Plan-les-Ouates e il Patek Philippe Museum.
Preparazione e specificità
«Siamo alla settima edizione e in ogni Paese l’esposizione ha le sue specificità – ha rimarcato Laura Gervasoni, direttore generale Patek Philippe Italia – Viene rivista, modificata, adattata alle richieste del mercato, c’è tutta una fase di progettazione a livello di allestimento, scelta di materiale, colori, illuminazione, contenuti delle varie sale».
Saranno esposti circa cinquecento tra segnatempo e oggetti che testimoniano la ricchezza dei savoir-faire della Manifattura. I visitatori potranno ammirare l’intera collezione corrente della Manifattura, che abbraccia tutti i segmenti dell’orologeria, dalle icone di stile alle meccaniche più sofisticate.
«Una mostra per tutti – ha proseguito Gervasoni – Sia per i tanti appassionati di orologeria che magari non potranno mai comprare un Patek Philippe o visitare il nostro Museo sia per le persone a digiuno del nostro settore, in particolare di orologeria meccanica. Vogliamo così sia ringraziare i nostri clienti storici sia aprirci a un pubblico più vasto. Una immersione in Patek Philippe. Anche per ispirare le nuove generazioni e professioni: saranno, infatti, presenti i nostri ingegneri di divisione ricerca e sviluppo e i nostri orologiai con cui potersi confrontare».
A Milano saranno esposte centinaia di opere d’arte, tra orologi del Museo e serie limitate.
«Il nostro Museo è ricchissimo, ha 2.500 orologi e per ogni Paese viene scelta una selezione di orologi o legati al Paese o molto significativi nella storia di Patek Philippe o dell’orologeria in generale. Il Museo è un viaggio nel tempo, con orologi del 1500, si vede l’evoluzione e la storia dell’orologeria. Ci sono oggetti super ricercati, un tempo solo da aristocrazia ed ecclesiastici: era un altro modo di esprimere la propria potenza e ricchezza».
La scelta di Milano è stata naturale.
«La nostra sede è a Milano, logisticamente era più facile organizzarla qui e Milano è la città più internazionale d’Italia e offre servizi diversi rispetto ad altre città – ha proseguito Gervasoni – Il mercato italiano è in grande salute e in crescita rispetto all’anno scorso. Per quanto possa esserlo se si considera che la nostra produzione è limitata a 75mila pezzi l’anno e la distribuzione proporzionata alle vendite dell’anno precedente. Numeri limitati sia perché si vuole proteggere l’esclusività del prodotto sia perché si deve tener conto della complessità della produzione: dei 75mila pezzi, ben 50mila sono complicazioni che richiedono più tempo e componenti e lavoro».
Sarà un viaggio, ma perché bisogna intraprenderlo? «Ci saranno orologi rappresentativi di certe epoche che hanno segnato la storia, come pure orologi molto conosciuti, una bella varietà, una bella fantasia. Bisogna venire anche per vedere come lavorano gli orologiai e gli artigiani e interagire con nostri ingegneri».
Durata e orari della mostra
La mostra sarà aperta dal 2 al 18 ottobre, al Palazzo delle Scintille, in piazza 6 Febbraio, a Milano. Sarà visitabile il venerdì, sabato e domenica dalle 10 alle 22, in settimana dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso). La visita è gratuita, con prenotazione consigliata (https://watchart2026.patek.com) solo per snellire le procedure di entrata.
«L’obiettivo è superare i numeri di Tokyo dove abbiamo registrato 60mila visitatori», ha chiosato Gervasoni.
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Alcuni pezzi esposti
Realizzata esclusivamente per la Grande Esposizione Milano 2026, la collezione Alto Artigianato comprende ventisette esemplari eccezionali, tra cui pendolette Dôme, orologi da tasca e orologi da polso decorati con pittura miniata su smalto, smalto cloisonné, incisione a mano, microintarsio in legno, guillochage a mano e incastonatura. Tra questi spiccano due segnatempo unici: l’orologio da tasca «Burano» decorato con smalto cloisonné, flinqué, paillonné e incisione a mano, e la pendoletta Dôme «Oranges de Sicile» (Arance di Sicilia) in smalto Grand Feu cloisonné che ha raccolto la sfida tecnica di creare due distinti piani prospettici, conferendo così una straordinaria profondità della scena
L’esposizione presenterà anche una selezione di oltre novanta esemplari provenienti dal Patek Philippe Museum di Ginevra. Tra i segnatempo della Collezione Antica figureranno alcuni dei più antichi orologi meccanici del mondo, insieme a numerosi capolavori di tecnica ed estetica che ripercorrono l’intera storia dell’orologeria. Per l’edizione italiana sono stati selezionati l’orologio da tasca di Umberto I di Savoia risalente al 1897, un orologio da tasca risalente al 1830 circa destinato al mercato italiano e il segnatempo Ora Universale, risalente al 1948.
Inoltre, gli esemplari più prestigiosi della storia di Patek Philippe saranno esposti a Milano per offrire ai visitatori un’esperienza davvero straordinaria e rivelatrice. Tra questi figurano il celebre Calibre 89, l’orologio portatile più complicato con 33 complicazioni, il Patek Philippe Grandmaster Chime, l’orologio da polso più complicato con 20 complicazioni e lo Star Caliber 2000.
