«Quando ci si trova davanti a un buco nero, il primo passo è parlare». È il messaggio che ha attraversato le testimonianze dei protagonisti della prima edizione di Play your mind, l’evento dedicato al benessere mentale, alla resilienza e al valore della condivisione andato in scena sabato 13 giugno al Play Sport Village di Busto Garolfo.
Capitan Ventosa e Paolo Venturini in campo per il benessere mentale
L’iniziativa è stata organizzata da Manager United (associazione che promuove il benessere mentale nel mondo del lavoro attraverso momenti di incontro, sport e condivisione tra manager e professionisti, con l’obiettivo di contrastare stigma e isolamento) con il contributo della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate e il sostegno di Affidea Clinics e Professione Casa. A dare voce a questo tema sono stati i protagonisti del talk centrale della manifestazione, moderato da Gibba di Radio 105 insieme al presidente di Manager United Stefano Lieto. Sul palco si sono alternati Cristian Viola, Giuliana Mancusi, Paolo Venturini e Fabrizio Fontana, portando esperienze personali e professionali molto diverse tra loro ma accomunate da una stessa convinzione: di fronte alle difficoltà non bisogna isolarsi. Dalle loro storie è emerso come non tutti partano dalle stesse condizioni e non tutti possano contare sulle medesime risorse emotive, economiche o relazionali. Eppure una via d’uscita esiste, soprattutto quando si trova il coraggio di chiedere aiuto e si incontra qualcuno disposto ad ascoltare. Particolarmente intensa la testimonianza di Fabrizio Fontana, storico volto della televisione italiana e popolare «Capitan Ventosa», che ha ripercorso con sincerità fallimenti, delusioni e i numerosi rifiuti ricevuti nel corso della carriera. Un racconto lontano dalla retorica del successo, che ha ricordato come il valore di una persona non dipenda dalle cadute, ma dalla capacità di rialzarsi.
La Nazionale Manager United si è imposta sulla Nazionale Comici
La giornata ha saputo coniugare riflessione e leggerezza, coinvolgendo manager, imprenditori, professionisti, famiglie e appassionati in un’esperienza andata oltre il semplice appuntamento sportivo. Tra una partita e l’altra, il pubblico è stato intrattenuto dagli sketch e dall’energia di Didi Mazzili, protagonista di diversi momenti di comicità che hanno regalato sorrisi e leggerezza ai presenti. Il momento più atteso è stato il match conclusivo tra la Nazionale Comici e la Nazionale Manager United, sintesi perfetta dello spirito dell’iniziativa: competere divertendosi, condividere esperienze e costruire relazioni autentiche. A imporsi sul campo sono stati i manager.
La manifestazione si è chiusa con la cerimonia di premiazione alla presenza del presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate Roberto Scazzosi e del vicedirettore generale Annibale Bernasconi, che hanno consegnato i riconoscimenti ai vincitori. Scazzosi ha sottolineato l’importanza di creare occasioni nelle quali le persone possano fermarsi, ascoltarsi e confrontarsi su temi che troppo spesso emergono soltanto quando si presentano situazioni di difficoltà. Un’occasione per valorizzare quello che ha definito il vero patrimonio delle comunità: il capitale umano, fatto di competenze, esperienze, relazioni e capacità di affrontare e superare i momenti più complessi. La partecipazione registrata durante l’intera giornata, ha osservato, conferma inoltre il bisogno diffuso di iniziative capaci di generare connessioni autentiche.
«Il confronto strumento concreto di crescita personale e collettiva»
Ma, come sottolinea Stefano Lieto, il bilancio dell’evento va oltre il risultato sportivo:
«Rimangono gli sguardi, gli abbracci, le testimonianze, le risate e le conversazioni nate durante la giornata. Rimane la consapevolezza che parlare di benessere mentale non è più un tabù e che il confronto può diventare uno strumento concreto di crescita personale e collettiva».
Per il presidente e ideatore di Manager United, a soli otto mesi dalla nascita l’associazione ha già dimostrato di essere una comunità capace di unire persone, valori e obiettivi attorno a una missione condivisa. In questa prospettiva, Play your mind rappresenta il primo capitolo di un percorso destinato a crescere e ad allargarsi coinvolgendo sempre più persone, aziende e territori.
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L'intervista a Fabrizio Fontana