Sport

Francesco Natale selezionato per la Nazionale Cp di calcio

Il 25enne gioca nella Divisione calcio paralimpico e sperimentale Figc della Ac Ossona

Francesco Natale selezionato per la Nazionale Cp di calcio

Dal dolore di non poter portare avanti la propria passione calcistica e di vedersi escluso dalle squadre durante l’adolescenza, a causa della propria disabilità, fino al sogno più grande di vestire la maglia della Nazionale Cp (Nazionale italiana cerebrolesioni). È la storia di Francesco Natale, 25 anni, giocatore della Ac Ossona Dcps (Divisione calcio paralimpico e sperimentale della Figc), residente a Olgiate Olona: «Da quando avevo 6 anni, cioè da quando mi hanno fatto conoscere il calcio, e per tutta la mia infanzia il calcio è stata la mia unica passione – racconta – Solo quando poi sono diventato più grande la passione calcistica è stata affiancata da quella per la musica, però si può dire che per tutta la mia infanzia quella per il calcio era l’unica passione, il mio unico sogno».

L’esordio e le difficoltà

Come prime esperienze a livello calcistico Francesco Natale ha giocato «a Olgiate Olona dagli 8 agli 11 anni, per poi passare all’oratorio Sacro Cuore di Castellanza, che è il comune vicino a dove vivo – prosegue – La stagione 2011-2012 è stata la mia ultima stagione nel calcio per normodotati, poiché poi dai 13-14 anni, quando lo sport comincia a diventare agonistico, ho dovuto fare una scelta a malincuore, cioè quella di abbandonare il calcio, abbandonare la mia più grande passione, e questo nell’adolescenza mi ha segnato perché vedevo gli altri coetanei che si realizzavano dal punto di vista sportivo, riuscivano a praticare la loro passione con degli allenamenti, con una squadra, facendo le partite, mentre io mi dovevo accontentare di giocare al parco e giocare con gli amici all’oratorio, ma non in un contesto sportivo e quindi questo per me in adolescenza è stato motivo di grande dolore».

L’ingresso nel calcio paralimpico

La svolta è arrivata nel 2023, quando «quasi per caso mio padre conobbe la realtà paralimpica, inizialmente venne a conoscenza della Pro Patria for special a Busto Arsizio e andò a parlare con il dirigente per cercare di tesserarmi, poiché negli anni dell’adolescenza le squadre normodotate non mi volevano tesserare proprio per la mia disabilità, non si prendevano la responsabilità di farmi giocare, quindi mio padre parlò con questo dirigente nel tentativo di tesserarmi e di riuscire a trovarmi una collocazione. Il dirigente però si attardò nella risposta e noi nel frattempo conoscemmo la realtà dell’Ac Ossona, che è gemellata con la Fiorentina – racconta Francesco Natale -Mio papà me la propose e a fatica accettai di entrare a far parte di questa società e dico a fatica perché quelli erano gli anni in cui io dovevo accettare la disabilità, perché per me era come uno stampino, mi sentivo diverso, non mi sentivo appagato e quindi anche il contatto con persone disabili mi creava rabbia interiore, proprio perché dovevo fare quel passo di accettazione della mia disabilità. Entrare nell’Ac Ossona, quindi mettermi in contatto e sfondare quel muro di diffidenza nei confronti dei disabili, ha fatto sì che anche io accettassi la mia condizione e che non la vedessi come uno stampino o un’occasione di possibile presa in giro e derisione da parte degli altri, che è una cosa che mi è accaduta ma non per questo io devo mettermi delle “etichette” da solo».

L’approdo nella Ac Ossona e la convocazione in Nazionale

Per Francesco dunque l’ingresso nella Ac ossona è stato «la realizzazione primaria della mia vita sportiva, perché appunto mi ha permesso di realizzare il sogno di indossare i colori della Fiorentina in campo, infatti noi militiamo nel campionato Dcps con la maglia della Fiorentina, rappresentando la Fiorentina for special», spiega. Ora il passo ulteriore, che per il giovane calciatore rappresenta il coronamento di un sogno: «La convocazione in Nazionale per me è il massimo che la vita mi potesse regalare, poiché non mi aspettavo minimamente di poter essere convocato in Nazionale, soprattutto in questa seconda convocazione – afferma – Io fino all’ultimo non sapevo di poter essere scelto e chiamato. Siamo andati a Bergamo a fare il raduno in vista poi del Mondiale, a cui parteciperanno i miei compagni di squadra. La Nazionale è la realizzazione più grande della mia vita, perché poter indossare la maglia azzurra e poter rappresentare tanti bambini che si approcciano al mondo del calcio e che vedono per la prima volta la maglia azzurra e poter rappresentare tutto il popolo italiano, poiché quella maglia ha un grandissimo significato, è la cosa più bella che la vita mi potesse regalare. Io ho avuto un percorso difficile, fatto di dolori e di tristezze proprio perché non riuscivo a realizzarmi dal punto di vista sportivo e la maglia della Nazionale è il massimo che potessi desiderare, poiché ho realizzato il sogno del mio bambino interiore. Sono veramente felice che possa esserci una realtà come la Nazionale Cp per i ragazzi con cerebrolesione e non finirò mai di ringraziare la Figc per aver creato la Divisione calcio paralimpico e sperimentale e Cp per i ragazzi cerebrolesi, perché fino a qualche anno fa era pura utopia che ragazzi con cerebrolesione potessero andare a rappresentare l’Italia in un Mondiale o anche solo mettere la maglia della Nazionale, quindi per questo io sarò sempre grato a tutta la Federazione perché mi ha permesso di realizzare il mio sogno più grande».

La tesi universitaria

Francesco ha voluto portare la sua esperienza anche nel suo percorso universitario: «Mi sono impegnato nella stesura di una tesi di laurea triennale, poiché appunto studio storia alla Statale di Milano, sono al quarto anno – spiega – Questa tesi è dedicata al calcio in epoca fascista, quindi ho analizzato dal punto di vista storico lo sviluppo del calcio italiano nell’epoca della dittatura fascista, i due mondiali vinti dall’Italia, e nell’ultimo capitolo di questa tesi ho analizzato la nascita e lo sviluppo della Dcp come simbolo di inclusione, quindi si è passati prima dal calcio esclusivo, improntato dal punto di vista di un regime totalitario, al calcio inclusivo aperto a tutti analizzando appunto la nascita e lo sviluppo della Dcp. Ho anche regalato una copia della mia tesi a Giovanni Sacripante, responsabile nazionale della Dcp».

Il commento e l’augurio

Il sindaco di Ossona, Giovanni Venegoni, si è congratulato per la prestigiosa convocazione: «Complimenti a Francesco Natale, calciatore Ac Ossona della Dcp di Seconda Categoria, selezionato per vestire la maglia della Nazionale italiana. Un traguardo importante che premia il talento, la passione e i tanti sacrifici di un giovane atleta. In bocca al lupo per questa avventura», ha affermato.