Taglio del nastro

Inaugurata un’aula multisensoriale alla scuola primaria

Luci soffuse, colori avvolgenti, essenze profumate hanno trasformato l’ambiente in un luogo capace di parlare alle emozioni, favorendo il benessere e l’apprendimento attraverso i sensi.

Inaugurata un’aula multisensoriale alla scuola primaria

La scuola primaria di Santo Stefano Ticino si arricchisce di un’aula multisensoriale.

Taglio del nastro per la nuova aula multisensoriale della scuola primaria

Il nuovo spazio, pensato per “accogliere, includere e valorizzare ogni bambino nella sua unicità”, è stato inaugurato ieri, venerdì 27 marzo. Nell’occasione, tra i corridoi della scuola, si è respirata un’atmosfera speciale, di quelle che restano nel cuore e lasciano un segno profondo nella memoria di chi le vive. Luci soffuse, colori avvolgenti, essenze profumate hanno trasformato l’ambiente in un luogo capace di parlare alle emozioni, favorendo il benessere e l’apprendimento attraverso i sensi.

La dirigente scolastica Tiziana Barlottini spiega:

“La nuova aula multisensoriale è uno spazio dove ogni piccolo traguardo assume un significato immenso e ogni sorriso conquistato rappresenta una vittoria condivisa. In questo spazio il tempo sembra rallentare per lasciare spazio alle emozioni e alla scoperta. Un progetto che rappresenta non solo un investimento nella didattica, ma soprattutto un gesto concreto di attenzione e cura verso tutti gli alunni”.

Presentato anche il pannello realizzato dai bambini durante la Settimana della Pace

Alla presenza della dirigente scolastica Barlottini, della Dsga, del sindaco Dario Tunesi, degli assessori e del presidente del Consiglio d’istituto, la mattinata si è arricchita di un momento altrettanto significativo: la presentazione di un pannello realizzato dai bambini durante la Settimana della Pace. Con parole semplici ma cariche di significato, i bambini hanno guidato i presenti in un viaggio tra arte e memoria, raccontando la storia di “Guernica”, il celebre dipinto di Pablo Picasso nato dal dolore di una città distrutta dalla guerra.
Hanno descritto volti spezzati, figure sofferenti e simboli di speranza, spiegando come l’assenza di colore nell’opera originale rappresenti tutta la paura e la tristezza del conflitto. Poi, con una sensibilità delicata, hanno raccontato la loro scelta: restituire colore a quell’immagine.

“Abbiamo usato i colori perché per noi rappresentano la speranza, la vita e la pace”, hanno detto, dando voce a un messaggio potente e universale. Il loro pannello, arricchito dall’entusiasmo dei più piccoli, è diventato così un segno concreto di fiducia nel futuro. Un invito, rivolto a tutti gli adulti presenti, a non dimenticare che la pace nasce dai gesti quotidiani e dallo sguardo dei bambini, capaci di trasformare anche il dolore in un messaggio di speranza.

Un’esperienza di comunità per coltivare bellezza, inclusione e pace ogni giorno

Due eventi significativi, una piena esperienza di comunità, capace di ricordare a tutti quanto sia importante continuare a coltivare la bellezza, l’inclusione e la pace, ogni giorno.
Perché, come disse il premio Nobel Malala Yousafzai nel suo discorso alle Nazioni Unite nel 2013, “Un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo”.