INTERVISTA

Fine mandato per il preside del Marcora Antonio Zito: “Sei anni all’insegna dei laboratori”

"Lascio una storia che ha fatto la storia, impossibile pensare che non subentri un distacco emotivo"

Fine mandato per il preside del Marcora Antonio Zito: “Sei anni all’insegna dei laboratori”

«Mi piace pensare il mio ruolo come quello di un direttore d’orchestra in cui ognuno suona il proprio strumento e produce musica insieme. La nostra musica è l’educazione dei giovani in tutti gli ambiti per farne cittadini consapevoli domani».  La promessa è stata mantenuta, a giudicare dal bilancio che ha tracciato il diretto interessato. I buoni propositi erano già evidenti, infatti, nelle intenzioni del preside dell’Istituto d’istruzione superiore Ipsia Marcora di Inveruno Antonio Zito, sei anni fa, in occasione del primo dei due mandati che lo hanno visto alla guida di una delle scuole più antiche del nostro territorio. Parole, le sue, che sono tornate d’attualità proprio in questi giorni, quando il dirigente di 63 anni, che nella scuola superiore ha lasciato il cuore, ha abbracciato una nuova esperienza, quella che ora lo vede al timone dell’Itet Daverio Casula Nervi di Varese.

L’azione dell’ex preside

Dai buoni propositi, Zito è passato poi ai fatti, rendendo la scuola quale comunità capace di trasferire quel giusto mix tra conoscenze e competenze e che ha strizzato l’occhio al mondo, attraverso, per esempio, i progetti Erasmus, che hanno visto gli studenti viaggiare in Portogallo, Finlandia ma non solo. Per trasformare il suo sogno di direttore d’orchestra, lo stesso ha puntato tutto sui laboratori, due dei quali, grafica e meccanica, ha spiegato, «sono diventati il fiore all’occhiello” della scuola superiore inverunese. «Sono onorato di questa nuova sfida. Ma sono altrettanto onorato del lavoro svolto a Inveruno. Al di là della scelta significativa e importante, ho infatti trascorso un momento bello sia dal punto di vista professionale che umano. Lascio una situazione cambiata, in cui i legami e gli affetti con i docenti del personale amministrativo sono stati di grande rilievo. Lascio un pezzo di cuore a Inveruno. In sei anni sono state realizzate tante cose con la comunità scolastica, insegnanti, e non. Abbiamo realizzato quindici laboratori, due dei quali di eccellenza come quelli di grafica, con l’introduzione di Mac, e meccanica, al centro di un investimento ingente con fondi del Pnrr».

Ottenuti obiettivi importanti sul piano della crescita

Sempre Zito rivendica con orgoglio «gli avanzamenti solidi ottenuti sul piano della gestione della didattica e dei progetti, sviluppando in particolare un approccio internazionale. Avanzamenti che hanno anche riguardato le progettualità. Mi riferisco, per esempio, all’inclusione, alla gestione combinata del registro elettronico».

“Lascio una scuola che ha fatto la storia, impossibile pensare che non subentri un distacco emotivo”

Insomma, ha aggiunto l’ex preside tracciando un bilancio della sua esperienza qui, «Lascio una scuola molto bella e storica di fine ottocento. Giocoforza è impossibile pensare che non ci sia distacco emotivo. Sento già la mancanza di docenti e collaboratori». Quanto al passaggio di testimone vero e proprio, lui ha detto: «Per il prossimo anno scolastico avevo messo in cantiere altre iniziative, come interscambi Erasmus, teatro e diversa fruizione degli spazi. Ora mi auguro solo che la nuova dirigente Rosa Pastore, di cui apprezzo le qualità, possa raccogliere il testimone realizzando a beneficio della comunità di studenti tali attività con l’obiettivo di potenziarle. Sono convinto che possa fare ancora meglio. Ha tutte le carte in regola».

Ecco come migliorare le cose

Sulla nota stonata legata alle criticità strutturali degli ambienti, ha invece concluso, «Abbiamo attraversato momenti difficili. Città metropolitana non ci ha mai lasciato soli realizzando interventi per rendere la scuola sempre migliore. Si tratta di una struttura costruita tanti anni fa e che mostra i segni del tempo.  Come accade per gli uomini, deve fare dei check up per proseguire una tradizione ormai gloriosa. Avrebbe bisogno di interventi che la possano rendere più efficiente, ma le autorità conoscono i problemi. La scuola fu fondata dal senatore Marcora, dalla cui intuizione partì quella che oggi è una realtà assodata: un luogo di sviluppo delle intelligenze necessarie per il lavoro».