Nella mattinata di oggi, sabato 10 gennaio, all’ospedale Fornaroli di Magenta è stato presentato ufficialmente il nuovo ecografo donato al reparto di Oncologia grazie allo sforzo congiunto del Lions Club Magenta, di Aicit e di Afigi.
Un ecografo portatile di ultima generazione donato all’Oncologia dell’ospedale di Magenta
Si tratta di uno strumento tecnologicamente avanzato che rappresenta un salto di qualità nella diagnostica e soprattutto nelle procedure terapeutiche quotidiane, a beneficio di un bacino di utenza sempre più ampio. L’ecografo, dotato di sonde ad alta risoluzione, consente un utilizzo mirato e sicuro nelle procedure interventistiche come toracentesi e paracentesi, fondamentali per la rimozione dei liquidi in eccesso dal cavo pleurico o addominale.
Compatto e facilmente trasportabile, risulterà utile anche in situazioni di emergenza
Sottolineando come l’uso dell’ecografia riduca sensibilmente i rischi di manovre invasive, il primario di Oncologia Marco Galliano ha spiegato:
“È uno strumento che ci permette di avere un’autonomia nella diagnostica e soprattutto nell’esecuzione di pratiche terapeutiche molto importanti per gli ammalati”.
Il macchinario è inoltre integrabile con la cartella clinica elettronica e con il fascicolo sanitario elettronico, consentendo la condivisione delle immagini e dei dati anche a distanza. Galliano ha evidenziato:
“È un documento che viaggia con l’ammalato e permette un’evoluzione non solo della diagnosi ma anche della terapia”.
Compatto e facilmente trasportabile, l’ecografo potrà essere utilizzato sia nel reparto di degenza sia nelle attività di consulenza quotidiana con il Pronto soccorso, risultando utile anche in situazioni di emergenza e, potenzialmente, su pazienti molto giovani.
Il reparto serve quasi 250mila persone richiamando pazienti anche dal Novarese
I numeri spiegano bene l’importanza della donazione. Il reparto di Oncologia dell’ospedale di Magenta serve un territorio di circa 210mila persone, che diventano quasi 250mila considerando anche parte della provincia di Novara. Galliano ha ricordato:
“Siamo in crescita costante, con un aumento del 2-3% l’anno: numeri impressionanti che raccontano una domanda purtroppo in continuo aumento”.
Il nuovo ecografo entrerà in funzione già nei prossimi giorni, grazie a un’équipe dedicata all’ecografia interventistica.
Una cordata virtuosa, sostenuta anche da donatori privati e piccole aziende
Il presidente di Aicit Daniele Bolzonella ha rivendicato con orgoglio il lavoro dei volontari e delle associazioni:
“Da 45 anni ci mettiamo alla ricerca di fondi e collaborazioni. Questa volta ci sono state concomitanze favorevoli e un’intesa immediata con Afigi e con i Lions Club di Magenta, che si sono mossi con grande professionalità”.
Una cordata virtuosa, sostenuta anche da donatori privati e piccole aziende, che dimostra come la collaborazione tra realtà diverse sia oggi la strada maestra.
Massimo Costa, presidente di Afigi per la Solidarietà, ha ricordato l’impegno dell’associazione a favore delle fragilità: bambini, donne, anziani e vittime di violenza di genere. Ribadendo la volontà di essere presenti accanto ai territori e alle strutture sanitarie, ha detto:
“Cerchiamo di dare un contributo concreto e di promuovere la coesione sociale, diffondendo al tempo stesso la cultura della legalità”.
A sottolineare il valore istituzionale dell’iniziativa è intervenuta anche l’assessore Mariarosa Cuciniello, portando i saluti del sindaco Luca Del Gobbo:
“È bello ricevere una notizia all’ultimo minuto che sia positiva che racconti come il volontariato e il terzo settore riescano a portare risorse fondamentali alla sanità pubblica”.
Un’ulteriore conferma del ruolo delle associazioni, capaci di individuare i bisogni e di affiancare concretamente le istituzioni nel garantire cure sempre migliori a un territorio vasto e complesso.
Prossimo obiettivo un macchinario in grado di evitare la perdita dei capelli nella chemio
Lo spunto finale è però rivolto al futuro. Galliano ha lanciato un progetto che va oltre l’ecografo appena donato: l’arrivo anche a Magenta di un macchinario in grado di evitare la perdita dei capelli durante la chemioterapia. Proponendo una nuova sinergia e un possibile crowdfunding per dotare l’ospedale di una tecnologia oggi presente solo in pochi centri, ha ricordato:
“È un trauma non solo fisico ma anche psicologico, soprattutto per le donne”.
Un desiderio che raccoglie lo spirito dell’iniziativa appena conclusa: non fermarsi allo status quo, ma continuare a costruire una sanità più umana e innovativa.