Fondazione Restelli Ets accoglie i primi due infermieri del Camerun arrivati in Italia nell’ambito del progetto «Samaritanus Care» promosso da Aris e Uneba, le due associazioni rappresentanti le istituzioni sanitarie e sociosanitarie cattoliche e di ispirazione cristiana, con il patrocinio dell’Ufficio Nazionale per la pastorale della salute della Conferenza Episcopale Italiana.
L’obiettivo del progetto è dare risposta alla grave carenza di infermieri in Italia
L’obiettivo del progetto è dare risposta alla grave carenza di infermieri in Italia e garantire alle persone fragili ospiti nelle strutture sanitarie e sociosanitarie associate ad Aris o Uneba, infermieri che hanno conseguito la laurea in istituzioni cattoliche in Africa, America, Asia. I due infermieri, Bindang Bi Mbu 41 anni e Ayolo Essiane Yannick Gael di 36 anni, che hanno preso servizio presso Fondazione Restelli sono arrivati dal Camerun a Roma e da qui, giovedì scorso, a Milano.
Accompagnati alla casa Perini da Monsignor Massimo Angelelli
Sono stati accompagnati da Monsignor Massimo Angelelli, direttore dell’ufficio nazionale per la Pastorale della Salute della Conferenza Episcopale Italiana e da Ilaria Tinelli, coordinatrice diocesana della sanità di Sangmelina in Camerun, missionaria laica della Fidei Donum della Diocesi di Brescia. Lunedì mattina sono stati accolti in struttura dal presidente Angelo Garavaglia dal direttore Giuseppe Enrico Re dal vicedirettore Luca Re Fraschini e da Giovanni Ferraro, responsabile delle risorse umane, Antonella Lattuada dello staff direzione generale, alla presenza del presidente nazionale Uneba, Franco Massi.
I due nuovi infermieri stanno completando un percorso di inserimento
Nel dare il benvenuto, il presidente Garavaglia ha affermato, «Come Fondazione Restelli ci assumiamo una responsabilità precisa: valorizzare la professionalità di Bi Mbu e Yannick e, nello stesso tempo, accompagnarli perché possano sentirsi parte della nostra comunità». Prima di assumere pienamente le proprie funzioni a contatto diretto con gli ospiti, i due infermieri professionisti stanno completando un percorso di inserimento che prevede un corso intensivo di lingua italiana. Un passaggio fondamentale sia per rispettare i requisiti normativi, ma anche per garantire una comunicazione efficace, empatica e sicura con l’equipe di lavoro, con le persone assistite e le loro famiglie