Raccolta differenziata ferma al palo

Calo nelle percentuali, rifiuti abbandonati e realtà che non fanno la raccolta differenziata. L'assessore annuncia controlli, telecamere, sanzioni maggiori e pressioni su Melzi e scuole.

Raccolta differenziata ferma al palo
Politica 17 Ottobre 2017 ore 17:19

A Tradate, l’assessore all’Ecologia Vito Pipolo fa il punto sulla raccolta differenziata dopo 5 anni di gestione del centrosinistra

Raccolta differenziata in leggero calo

“Abbiamo lasciato 5 anni fa una città che differenziava il 72,14%. Oggi siamo fermi al 71,89%”. È un leggero calo dei numeri legati alla raccolta sifferenziata quello presentato stamane dall’assessore Pipolo. Un calo che però desta qualche preoccupazione. “Quei numeri ci dicono che in 5 anni si è praticamente rimasti al palo – spiega Pipolo – Anzi, con qualche passo indoetro. E la prova sono o cestini della città, che tutti vediamo riempiti non di piccoli rifiuti ma di sacchetti di scarti domestici indifferenziati. Anche se minimo, il calo della raccolta differenziata si traduce in costi maggiori: smaltire una tonnellata di indifferenziato costa 135 euro”.

La raccolta differenziata alla Melzi

“Nel campo di Croce Rossa per i richiedenti asilo la situazione è altamente complicata”. Anche qui, Pipolo fornisce diversi numeri. “Per quanto riguarda l’umido, lì si producono 5,6 chili a settimana, circa 0,80 chili a testa. Mentre un tradatese ne produce 0,25 da solo ogni settimana”. Un bel divario, se si pensa che alla Melzi i pasti arrivano pronti, mentre a casa la preparazione qualche scarto lo comporta. “Lo stesso vale per l’indifferenziato – continua l’assessore – Alla Melzi contiamo 4,71 chili a settimana, in una casa tradatese 1,55 chilo. Denunciamo questa situazione su una realtà che peserà anche poco rispetto al totale, ma chè è dimostrazione che finora nessuno ha mai controllato che in quel centro si seguano le regole che richiediamo a tutti i cittadini. Basterebbe buonsenso nella Croce Rossa perchè segua meglio i richiedenti. Sia chiaro, i volumi prodotti alla Melzi rappresentano una goccia nel mare ma  non per questo vanno sottovalutati”.

La raccolta differenziata alle scuole

“Disattente”, le definisce Pipolo. Anche negli istituti tradatesi le percentuali di raccolta differenziata sono fuori scala se rapportate a quelle dei cittadini. “Se prendiamo a riferimento uno degli itituti superiori, produce 1,91 chili di indifferenziato a settimana e 1, 26 di umido – precisa Pipolo – numeri dovuti alla disattenzione, ma segno che si è allentata l’attenzione nell’educazione agli studenti e la pressione sulle scuole perchè differenzino. E a vedere i volumi dei sacchi neri richiesti ogni anno, pare ci sia la convinzione che tutto è lecito”.

Le soluzioni allo studio

Controllo, educazione e monitoraggio. Sono le tre armi che l’Amministrazione intende usare per questa “battaglia di civiltà”. “Nei prossimi mesi installeremo diverse telecamere – annuncia Pipolo – a sorvegliare le aree e i cestini che abbiamo visto riempirsi frequentemente di rifiuti. Lo scopo è di identificare chi non differenzia i propri rifiuti, e sanzionarlo come già fatto altrove. Ma soprattutto l’obbiettivo è avere un effetto deterrente”. Secondo, le sanzioni: “Abbiamo un regolamento datato – continua – che in questi giorni intendiamo rivedere con gli uffici e la Polizia locale”. E’ nel regolamento che sono definite le sanzioni, su cui Pipolo ha più volte battagliato negli anni in opposizione. “Oggi per chi viene beccato a gettare impropriamente rifiuti nei cestini o a non differenziare c’è una multa da 50 euro – ricorda l’assessore – Non è un vero disincentivo a sgarrare”. E infine la questione sacchi. “Il dato da capire in questo campo sono le 1600 utenze che l’anno scorso non hanno ritirato alcun sacco – conclude Pipolo – Che vuol dire o che ne utilizzano altri, o che non li utilizzano proprio. Sui sacchi poi ci sarà un grosso impegno per uniformare le forniture a scuole, ospedale, Melzi, aziende ed esercizi commerciali a quelle domestiche. Contingentando il numero di sacchi neri si riducono le spese che finiscono nella tassa rifiuti e soprattutto si spinge per differenziare di più. In questi anni c’è stato un calo dell’attenzione. Così non si va da nessuna parte, è ora di svoltare”.

 

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