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OCCUPAZIONE E TERRITORIO

Teva, chiude il sito di produzione a Nerviano: parla l’azienda

L'azienda farmaceutica illustra le motivazioni e gli scenari futuri

Politica Legnano e Altomilanese, 21 Aprile 2021 ore 16:42

Teva, il leader nel campo del settore farmaceutico, interviene dopo le polemiche sulla decisione aziendale.

Teva, parla l’azienda

Fa discutere la decisione di Teva, colosso del settore farmaceutico, di dismettere il sito produttivo di Nerviano per trasferire altrove la produzione con il rischio di 350 posti di lavoro.
Ora è l’azienda stessa a intervenire: “Teva ha annunciato la decisione di chiudere il sito di produzione e confezionamento sterile di Nerviano, che negli ultimi anni ha registrato un calo dei volumi che ha portato a costi di struttura non più sostenibili. Questa decisione è il risultato della strategia globale del network dell’azienda per salvaguardare l’efficienza delle proprie strutture operative globali, per garantire una capacità di produzione allineata alla domanda dei pazienti. L’azienda prevede di cessare le attività a metà del 2022, pur riservandosi di valutare manifestazioni di interesse per l’acquisto del sito, che finora non si sono concretizzate, qualora si presentassero in futuro. Questa decisione non è correlata ad alcuna carenza o problematica relativa a performance, compliance o qualità del sito di Nerviano, ma al calo dei volumi che ha determinato un eccesso di capacità che rende i costi di questa struttura non più sostenibili”.

La questione occupazionale

“I dipendenti di Nerviano hanno fornito un grande contributo alle attività dell’azienda e la stessa e farà tutto il possibile per supportarli, nella ricerca di nuovi ruoli all’interno o all’esterno Teva, dove possibile, ed offrendo condizioni di fine rapporto eque e competitive – proseguono dall’azienda – Continueremo a soddisfare tutti gli obblighi commerciali e resta impegnata nei confronti dei pazienti e degli operatori sanitari in Italia e negli altri mercati, continuando ad offrire terapie di alta qualità di cui i pazienti hanno bisogno, per migliorare le loro vite”.