Dipendenti comunali

Scontro sui sindacati: il sindaco replica alle accuse e convoca la Rsu

Radice respinge le contestazioni di Cisl, Uil e Csa: «False rappresentazioni dei fatti, in cinque anni investito oltre un milione di euro sul personale».

Scontro sui sindacati: il sindaco replica alle accuse e convoca la Rsu

«Su ciò di cui non si può più tacere si deve parlare». Con questa citazione il sindaco di Legnano Lorenzo Radice interviene nella polemica sulle relazioni sindacali all’interno del Comune, dopo le contestazioni sollevate dalle sigle sindacali Cisl Fp Milano Metropoli, Uil Fp Milano e Csa, che sabato 18 luglio avevano denunciato il mancato rispetto delle prerogative previste dal Ccnl delle Funzioni locali, chiedendo un incontro urgente con il primo cittadino e annunciando, in assenza di risposte, possibili mobilitazioni.

La replica del primo cittadino ai sindacati

L’Amministrazione comunale, dopo il periodo di silenzio legato agli obblighi di legge e alla fase elettorale, replica punto per punto alle accuse e annuncia un incontro con la Rsu dei dipendenti comunali. Radice esordisce così:

«Diceva un noto filosofo che su ciò di cui non si può parlare, si deve tacere. E così, quando non poteva parlare per obblighi di legge (nei 45 giorni del silenzio elettorale) o perché non poteva approvare atti di competenza del Consiglio comunale (l’assestamento di bilancio che “sblocca” le risorse per i fondi integrativi per i lavoratori non poteva essere votato durante il periodo elettorale e andrà in aula il prossimo 28 luglio) l’Amministrazione ha taciuto. Ma ora è tempo di ristabilire la verità dei fatti dinnanzi alle ripetute false rappresentazioni di alcune sigle sindacali: relazioni sindacali scorrette, non volontà di istituire di ticket elettronici in sostituzione dei buoni pasto in uso facendo credere che ai lavoratori sia negato un diritto, mancata costituzione del fondo di produttività e, in ultimo, approvazione di un nuovo sistema di valutazione del personale bypassando il confronto con i sindacati».

«Accuse pesanti, cerchiamo il confronto»

Il sindaco definisce «pesanti» le accuse rivolte all’Amministrazione e rilancia sulla necessità di un confronto diretto con i rappresentanti dei lavoratori.

«Sono pesanti le accuse che vengono mosse alla nostra Amministrazione; una serie di false affermazioni che fanno sorgere domande. O il Comune di Legnano improvvisamente è divenuto nemico delle persone che vi lavorano o, forse, chi le sta usando saltando dall’una all’altra in maniera frenetica, e senza “portare a casa” alcun risultato, sta cercando a tutti i costi uno scontro che nessuno vorrebbe? E allora, su ciò di cui non si può più tacere si deve parlare: e lo si deve fare secondo verità, argomentando punto su punto. Anche per questo ho chiesto alla Rsu dei dipendenti comunali un incontro per ascoltare dubbi e confrontare i fatti con le paure alimentate ad arte da qualcuno che, mi sembra, lavori avendo a cuore più i propri interessi che non quelli dei lavoratori comunali».

Radice rivendica quindi il percorso portato avanti dall’Amministrazione nei confronti del personale comunale:

«Tutto si può dire a me e alla mia Amministrazione, ma non che in questi anni le richieste delle parti sindacali non siano state ascoltate. Negli ultimi anni abbiamo destinato oltre 500mila euro aggiuntivi, e non obbligatori, al personale, tra riconoscimenti per le progressioni di carriera (oltre 230mila euro), incrementi volontari e stabilizzazioni di risorse prima variabili al fondo di produttività e, soprattutto, la creazione del welfare aziendale».

Welfare e progressioni: «Oltre un milione di euro in cinque anni»

Tra gli interventi citati dal sindaco c’è il welfare aziendale, introdotto per la prima volta a Palazzo Malinverni:

«Grazie a quest’ultimo, quasi 230mila euro oggi arrivano nelle tasche del personale comunale in buoni da 500 euro annui utilizzabili per spese di varia natura (consumi, salute eccetera). Sono risorse che nessuna norma obbligava a stanziare e che questa Amministrazione ha scelto di investire per riconoscere concretamente l’impegno e la professionalità dimostrati dalla stragrande maggioranza dei dipendenti in anni segnati dalla pandemia, dalle emergenze, dall’attuazione del Pnrr e da un’intensa attività progettuale che ha consentito al Comune di intercettare importanti finanziamenti. A questo si aggiunge uno sforzo costante per la formazione continua e per il benessere dei lavoratori. Per non parlare dello “sblocco”, dopo anni e anni di inerzia, delle progressioni orizzontali e verticali (per i non addetti ai lavori del settore pubblico: crescite economiche e di posizione)».

Secondo il primo cittadino, considerando tutte le risorse stanziate negli ultimi cinque anni, «stiamo parlando di oltre 1 milione di euro». Prosegue Radice:

«Risulta quindi difficile comprendere come si possa descrivere quest’Amministrazione come indifferente nei confronti del personale quando, al contrario, ha scelto di condividere con i propri dipendenti una parte della crescita economica e organizzativa del Comune attraverso investimenti concreti e misurabili».

«Le relazioni sindacali rispettano regole e procedure»

L’Amministrazione entra poi nel merito delle singole contestazioni sollevate dai sindacati. Sul tema delle relazioni sindacali, il Comune sostiene che «sono disciplinate dalla contrattazione collettiva nazionale» e che «il Comune di Legnano le ha sempre rispettate e le rispetta, perché crede nel loro valore». Il sindaco dichiara:

«Esse non possono essere piegate alle ambizioni di singole sigle sindacali o, peggio ancora, dei loro propri rappresentanti: si contratta quel che va contrattato ai sensi del Ccnl; ci si confronta esclusivamente sui temi previsti dal Ccnl».

Secondo l’Amministrazione, «questo è quello che il Comune di Legnano ha fatto e intende fare. Tutto il resto corrisponde a false narrazioni prive di fondamento, che rischiano di confondere i lavoratori e l’opinione pubblica e che, anche nel confronto svoltosi in Prefettura, non ha trovato alcun riscontro».

L’Amministrazione aggiunge che «tutto il resto corrisponde a false narrazioni prive di fondamento, che rischiano di confondere i lavoratori e l’opinione pubblica», sottolinea come, anche nel confronto svolto in Prefettura, tali contestazioni «non abbiano trovato alcun riscontro» e prosegue:

«Dispiace constatare che, invece di utilizzare le sedi e gli strumenti previsti dal Contratto collettivo nazionale degli Enti locali per affrontare questioni complesse e importanti, si sia scelta la strada della polemica pubblica e della contrapposizione mediatica. Le relazioni sindacali si costruiscono rispettando le regole, non attraverso comunicati stampa o dichiarazioni che alimentano tensioni e seminano solo confusione, senza contribuire a risolvere i problemi».

Welfare e progressioni: «Oltre un milione di euro in cinque anni»

Tra gli interventi citati dal sindaco c’è il welfare aziendale, introdotto per la prima volta a Palazzo Malinverni:

«Per la prima volta nella storia del Comune di Legnano è stato introdotto un sistema di welfare aziendale che garantisce a ogni dipendente 500 euro di benefit; una misura mai prevista in precedenza. Grazie a quest’ultimo, quasi 230mila euro oggi arrivano nelle tasche del personale comunale in buoni da 500 euro annui utilizzabili per spese di varia natura (consumi, salute eccetera). Sono risorse che nessuna norma obbligava a stanziare e che questa Amministrazione ha scelto di investire per riconoscere concretamente l’impegno e la professionalità dimostrati dalla stragrande maggioranza dei dipendenti in anni segnati dalla pandemia, dalle emergenze, dall’attuazione del Pnrr e da un’intensa attività progettuale che ha consentito al Comune di intercettare importanti finanziamenti. A questo si aggiunge uno sforzo costante per la formazione continua e per il benessere dei lavoratori. Per non parlare dello “sblocco”, dopo anni e anni di inerzia, delle progressioni orizzontali e verticali (per i non addetti ai lavori del settore pubblico: crescite economiche e di posizione)».

Radice sottolinea inoltre che l’Amministrazione «ha riordinato le relazioni sindacali e le ha riportate in un alveo di rispetto dei tempi e delle procedure definite dalla contrattazione nazionale e dalla legge, come più volte richiesto dalle stesse parti sindacali». Secondo il primo cittadino, considerando tutte le risorse stanziate negli ultimi cinque anni, «stiamo parlando di oltre 1 milione di euro». Il sindaco prosegue:

«Risulta quindi difficile comprendere come si possa descrivere quest’Amministrazione come indifferente nei confronti del personale quando, al contrario, ha scelto di condividere con i propri dipendenti una parte della crescita economica e organizzativa del Comune attraverso investimenti concreti e misurabili. Certo, c’è sempre e ancora tanto da fare, ma dipingere un’Amministrazione inerte o, peggio, che “gioca sporco” contro i propri collaboratori, è una immagine indegna, indecorosa e che sa di battaglia politica più che di rivendicazione sindacale. E quando la politica si insinua subdolamente nelle relazioni sindacali, a perderci sono sempre e solo i lavoratori».

Ticket elettronici, fondo produttività e sistema di valutazione

Sul tema dei ticket elettronici, il Comune precisa che «pur non essendovi obbligato, ha a suo tempo istituito il servizio sostitutivo della mensa con buoni cartacei che possono essere impiegati solo da chi consuma effettivamente il pasto. Diverso è il caso dei ticket restaurant, i quali possono essere spesi anche da chi non consuma il pasto (esempio: per fare la spesa)».

Secondo l’Amministrazione, i ticket restaurant rappresenterebbero «un ulteriore benefit per alcuni lavoratori», ma prima della loro introduzione sarebbero necessarie «analisi di compatibilità giuridica, ma anche organizzativa ed economica», considerando un incremento di spesa «nell’ordine di 200mila euro». Il Comune precisa inoltre che «avendo dato priorità all’introduzione del welfare aziendale (500 euro annui a lavoratore, per una spesa di quasi 230mila euro per le casse comunali), serva ora tempo e analisi di compatibilità giuridica, ma anche organizzativa ed economica, per individuare risorse nel bilancio comunale».

Sul fondo di produttività, Palazzo Malinverni replica che «per costituire il fondo serve una variazione di bilancio che al Comune era vietato fare nei 45 giorni precedenti alle elezioni e che solo ora, a Consiglio comunale insediato, è possibile fare». Radice afferma:

«Con l’assestamento generale di bilancio del 28 luglio sarà possibile costituire validamente il fondo in questione».

L’Amministrazione aggiunge che «il resto sono solo parole in libertà, prive di cittadinanza in contesti istituzionali».

Infine, sul nuovo sistema di valutazione della performance dei dipendenti, l’Amministrazione sostiene che «è stato approvato a fine 2024, comunicato a tutti i sindacati e reso noto a tutti i dipendenti. Nessuno ha sollevato questioni allora. Dire che il Comune di Legnano ha agito in difformità della legge e della contrattazione nazionale è semplicemente falso e si commenta da solo. L’Amministrazione applica oggi un sistema regolarmente approvato e validato secondo le procedure previste. È quindi infondato alimentare l’idea che esistano strumenti costruiti per penalizzare alcuni dipendenti o favorirne altri. L’obiettivo è esattamente l’opposto: costruire un sistema capace di valorizzare il merito, riconoscere il lavoro svolto e superare logiche che finiscono per considerare indistintamente uguali situazioni profondamente diverse».

L’incontro con la Rsu

A chiusura del lungo intervento, il sindaco conferma la volontà di proseguire il dialogo con i rappresentanti dei lavoratori:

«A dimostrazione della volontà dell’Amministrazione comunale di dialogare, nei prossimi giorni incontrerò le Rsu – i rappresentanti dei lavoratori del Comune – per avviare un percorso di conoscenza ispirato a verità, senso di responsabilità e delle istituzioni e consapevolezza. L’Amministrazione continuerà a dialogare con tutti coloro che vorranno partecipare con spirito costruttivo, ma solo nel pieno rispetto dei ruoli e delle regole previste dal contratto nazionale, e respingerà ogni tentativo di trasformare il dialogo sindacale in uno scontro mediatico permanente, che non rende giustizia né al lavoro quotidiano dei dipendenti comunali, né all’impegno che questa Amministrazione ha dimostrato concretamente nei loro confronti. Informare correttamente la collettività è un dovere, e questo, come sindaco di Legnano, voglio fare con verità».