L’Amministrazione , nella figura del gruppo di maggioranza di Robecco sul Naviglio Esserci replica alle affermazioni sostenute dal gruppo di opposizione Robecco e Frazioni – Coerenza che attraverso una nota diffusa nei giorni scorsi sostiene che a Robecco sarebbe in corso una “fuga di dipendenti” e che ciò sarebbe legato al clima amministrativo.
Scelte professionali personali
“Questa affermazione non corrisponde ai fatti – sottolineano dall’Amministrazione – Le scelte professionali dei dipendenti comunali sono decisioni personali, spesso legate a percorsi di crescita, avanzamenti di carriera o opportunità che ciascuno ha il pieno diritto di cogliere. Questa Amministrazione non ha mai ostacolato – né mai lo farà – la possibilità per chiunque di realizzarsi nel proprio lavoro secondo le proprie aspirazioni. Viviamo in un’epoca in cui il mondo del lavoro è profondamente mutato. La mobilità professionale non è più un’eccezione o un segnale di instabilità: è diventata una componente fisiologica e persino virtuosa del mercato del lavoro moderno. Le nuove generazioni – e non solo loro – non concepiscono più il lavoro come un destino immutabile, bensì come un percorso in evoluzione, fatto di scelte consapevoli, aggiornamenti continui e legittima ricerca di miglioramento. Cambiare mansione, cercare un ruolo più adatto alle proprie competenze o alle proprie ambizioni, non è una fuga: è un diritto, riconosciuto e tutelato dal nostro ordinamento giuridico e dalla stessa Costituzione, che all’articolo 4 garantisce a ogni cittadino la libertà di scegliere il lavoro più consono alle proprie attitudini e possibilità. La società cambia, cambiano i modelli organizzativi, cambiano le esigenze professionali: è naturale che anche le amministrazioni locali si confrontino con questa evoluzione, senza trasformare ogni scelta individuale in un caso politico. Al contrario, le uniche criticità segnalate dai dipendenti – anche nelle sedi formali – riguardano l’atteggiamento delle opposizioni, caratterizzato da continue ingerenze, richieste ridondanti, interrogazioni seriali e duplicazioni documentali che sottraggono tempo prezioso al lavoro quotidiano. Basti ricordare l’ultimo episodio: oltre 300 euro di spesa pubblica per duplicare documenti che avrebbero potuto essere visionati direttamente in Comune, senza costi aggiuntivi per la collettività. Questo sì che rallenta l’attività amministrativa e appesantisce inutilmente il lavoro degli uffici”.
Questione palazzetto
Ma l’Amministrazione ha qualcosa da dire anche in merito al palazzetto
“Il gruppo “Robecco e Frazioni – Coerenza” dimostra per l’ennesima volta la sua innata capacità di travisare la realtà manipolandola a proprio uso e consumo. L’Amministrazione ha esposto chiaramente durante l’ultimo Consiglio che ha partecipato al bando con un obiettivo chiaro: portare finalmente a compimento un’opera che i cittadini attendono da oltre quarant’anni. Un’opera lasciata incompiuta dalla poca accortezza di chi ci ha preceduto e che merita di essere conclusa e restituita alla comunità, affinché diventi ciò che deve essere: un servizio pubblico funzionante e vivo. In nessun modo l’Amministrazione ha dato per certo l’ottenimento dei finanziamenti: questa è pura falsità. Constatare che un gruppo politico provi soddisfazione per un bando non vinto significa prendere atto che il bene del paese non è più al centro del suo sguardo. L’amarezza politica accumulata negli anni, unita ai ripetuti insuccessi, sembra aver offuscato la capacità di riconoscere e apprezzare l’impegno quotidiano rivolto a Robecco. Ma una cosa è certa: questa Amministrazione non si arrende. Continueremo a cercare e valutare ogni opportunità utile per raggiungere l’obiettivo che i cittadini meritano. E mentre qualcuno si concentra sulla polemica ricordiamo un dato che parla da solo: negli ultimi quattro anni Robecco sul Naviglio ha ottenuto finanziamenti per quasi 2 milioni di euro. Un risultato concreto, che testimonia capacità progettuale e visione amministrativa”
E come ultima stoccata all’opposizione, l’Amministrazione incalza:
“C’è però un tema più profondo che merita di essere affrontato con chiarezza: quello della qualità della politica. Un gruppo che si definisce “Coerenza” dovrebbe dimostrare coerenza anzitutto nei comportamenti: presentarsi ai cittadini non con accuse, insinuazioni e narrazioni distorte, ma con proposte concrete, idee verificabili, soluzioni alternative. Invece ci troviamo di fronte a un’opposizione che non avanza programmi, non elabora visioni, non offre risposte ai bisogni reali di Robecco. Preferisce la denigrazione sistematica all’analisi costruttiva, l’attacco personale al confronto di merito. Questa è la povertà vera della politica: non la mancanza di risorse, ma la mancanza di idee e di rispetto – verso le istituzioni, verso i dipendenti, verso i cittadini che si vorrebbe rappresentare.
La buona politica – quella vera – non si nutre di polemiche sterili. Si misura sulla capacità di ascoltare, proporre e costruire. Rispetta chi lavora, sostiene chi si impegna, dialoga anche con chi non la pensa allo stesso modo. Non umilia, non strumentalizza, non divide. E quando non è al governo, elabora e propone: non aspetta che qualcosa vada storto per esultare”.
Replica del gruppo Robecco e Frazioni – Coerenza
Sulla vicenda non ha perso tempo il gruppo di opposizione Robecco e Frazioni – Coerenza, che ha risposta punto per punto alle puntualizzazioni contenute nel comunicato del gruppo di maggioranza Esserci
“Leggiamo con attenzione (e anche con una certa sorpresa) quanto pubblicato dal gruppo “Esserci”, ma riteniamo doveroso ristabilire alcuni punti fondamentali. – affermano dal gruppo di opposizione – Partiamo da un principio semplice: controllo e trasparenza non sono ingerenze, ma diritti e doveri di chi siede tra i banchi dell’opposizione. Interrogazioni, accesso agli atti e verifiche amministrative non rappresentano “tempo perso”, bensì strumenti previsti dalla legge per garantire correttezza, chiarezza e tutela dell’interesse pubblico. Se emergono dei costi – come quelli citati per la duplicazione dei documenti – forse la domanda da porsi non è perché l’opposizione controlla, ma perché non si riescano a garantire modalità più efficienti e moderne di accesso agli atti, evitando spese inutili per la collettività. Colpisce però che ci si indigni per circa 300 euro spesi per agevolare il lavoro dei consiglieri di minoranza, mentre si sorvola su altre scelte ben più rilevanti: risorse destinate a un addetto stampa, un semaforo rimasto spento, un affitto irrisorio per Villa Terzaghi, fino alle questioni ancora aperte sui mancati versamenti IMU da parte di CAP Holding. Due pesi e due misure che meritano qualche riflessione. Sul tema dei dipendenti, nessuno ha mai messo in discussione le scelte personali. Ma negare che esista un problema, significa non voler affrontare la realtà. Il nostro compito non è tacere, ma capire se esistano criticità organizzative o gestionali che meritano attenzione. Per quanto riguarda il palazzetto dello sport, respingiamo con fermezza le accuse. Non abbiamo mai “gioito” per un bando non ottenuto: al contrario, abbiamo chiesto chiarezza sul percorso seguito, perché quando si parla di opportunità perse è doveroso comprendere cosa non abbia funzionato. Questo significa fare opposizione, non manipolare la realtà. Infine, respingiamo al mittente le lezioni sulla “qualità della politica”. La coerenza non si misura con gli slogan, ma con i comportamenti: presenza, studio dei documenti, capacità di fare domande e portare temi concreti in Consiglio Comunale”