Il Gruppo di Robecco domani ha voluto inviare una lettera alla nostra redazione per segnalare segnali di declino del piccolo borgo lungo il Naviglio.
Robecco domani: “Segnali di declino nel nostro borgo”
“Compito di una seria opposizione è anche quello di segnalare a chi sta amministrando tutte quelle cose, piccole o grandi, che non fanno onore al nostro paese – affermano Paola Rossi e Ilaria Beretta per Robecco domani – Moltissima gente, specialmente nei week end ma anche durante la settimana, ama passeggiare nel nostro borgo e perciò è per noi un dispiacere vedere situazioni di incuria e degrado che in qualche caso si trascinano da anni. Sappiamo che il territorio di Robecco è vasto, che il personale non è sufficiente, che il volontariato fa quello che può, che non è possibile arrivare a tutto, ma alcune cose potrebbero essere risolte con poco sforzo e poca spesa. Facciamo qualche esempio: il Ponte degli Scalini, bene tutelato, rattoppato alla bell’e meglio; i pannelli che, lungo l’Alzaia, recherebbero interessanti notizie storiche del nostro paese sbiaditi e illeggibili; quelli posizionati in altri punti di Robecco e delle frazioni inutilizzati; il pannello dell’Info Point che versa in uno stato pietoso e tutto fa fuorché dare informazioni; il lavatoio storico pieno di sterpaglia; il monumento ai caduti del 26 aprile in uno stato di sconfortante abbandono. E potremmo continuare.
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I problemi del cimitero
“Altro capitolo è quello del cimitero. Il bagno è spesso chiuso o, se aperto, trascurato e sporco. Ancora più grave è il fatto che il montascale non funzioni. Rispetto agli interventi di ampliamento, la fantasia di qualcuno si è espressa al meglio: parliamo della costruzione dei nuovi colombari. Che questi fossero necessari è fuor di dubbio e perciò ne prendiamo atto positivamente. Facciamo però due osservazioni. La prima riguarda la loro struttura, che nulla ha a che vedere con quelli già presenti: si inserisce infatti nel cimitero un quarto contesto architettonico, snaturando quello originario. La seconda riguarda l’assenza totale di cellette, molto richieste perché sempre più spesso utilizzate dopo la cremazione. Un’ultima considerazione: il progetto dei nuovi colombari non è mai stato portato in commissione urbanistica (in spregio alla democrazia, ma questa ormai non è una novità nella Giunta Barni), dove invece probabilmente si sarebbe potuto dare qualche suggerimento”.