Aula del Pirellone

Regione Lombardia compie 50 anni!

"Lombardia simbolo del lavoro e del progresso".

Regione Lombardia compie 50 anni!
07 Luglio 2020 ore 18:14

Si è tenuta questa mattina, martedì 7 luglio,  nell’Aula del Pirellone la celebrazione per i 50 anni di Regione Lombardia. Nel merito è intervenuto anche il consigliere regionale della Lega, Simone Giudici.

50 anni di Regione Lombardia, il discorso del Presidente Fontana

“Partecipo con emozione, quest’oggi, alle celebrazioni per i 50 anni del Consiglio regionale. Permettetemi un saluto, in apertura, alla persona che per prima ha avuto l’onore di guidare la Regione Lombardia: Piero Bassetti.

La ricorrenza ha, per me personalmente, un valore particolare: tanti sono i ricordi che, da Presidente del Consiglio regionale prima e della Giunta poi, mi legano a questa istituzione, divenuta simbolo del lavoro e del progresso in Italia e in Europa”. E’ partito da qui il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, per illustrare il suo intervento, in Aula, a Palazzo Pirelli, in occasione del 50esimo anno della nascita della Regione Lombardia e in particolare dello svolgimento del primo Consiglio regionale.

“L’amministrazione regionale e’ cresciuta insieme alla società lombarda, splendida sintesi di anime diversificate che arricchiscono il territorio con visione e concretezza. Il dialogo tra l’istituzione e i suoi cittadini rappresenta, allora, l’elemento determinante perché siano soddisfatti i bisogni di benessere e di sicurezza di chi qui abita e opera. Le celebrazioni di anniversari acquistano forza e significato quando sono lo spunto per approfondire e riflettere sui traguardi raggiunti e sugli obiettivi futuri.  Il complesso momento storico che stiamo vivendo può rappresentare una valida occasione per dare nuovo impulso all’istituzione regionale e immaginare scenari sui quali impegnare energie culturali e politiche.

Come ha ricordato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella  il principio di autonomia delle Regioni e degli Enti locali e’ ‘alle fondamenta della costruzione democratica, perché appartiene al campo indivisibile delle libertà e costituisce un regolatore dell’equilibrio costituzionale’.

La storia delle Regioni ha attraversato momenti alterni ed e’ stata oggetto di riforme che hanno modificato gli assetti costituzionali in risposta alla volonta’ del popolo. Il regionalismo e’ l’espressione piu’ autentica di un Paese che ha saputo fare delle diversita’ il suo punto di forza e di successo: un Paese unito nella ricchezza delle sue varietà.

Ritengo, pertanto, che proprio il rafforzamento della dimensione regionale – attraverso ilriconoscimento dell’autonomia richiesta a gran voce dal popolo lombardo – potra’ contribuire ad accrescere le opportunita’ della nostra Nazione che necessita, ora, di un nuovo slancio e di una importante stagione di riforme.

L’esperienza appena trascorsa ha messo in luce la capacita’ delle regioni di rispondere con prontezza ed efficacia alle mutate esigenze dei cittadini, sempre nel rispetto della leale collaborazione tra i diversi livelli istituzionali. L’emergenza sanitaria ha reso piu’ evidente il bisogno di prossimita’ in un momento in cui il dialogo con il territorio era urgente e indispensabile”.

“Pluralismo e sussidiarieta’ sono, allora, valori da perseguire con forza per rendere concreta ed effettiva quella collaborazione istituzionale immaginata dai costituenti. Dal 1970 la Lombardia e’ profondamente mutata, a livello economico, sociale e culturale.
In questa regione dinamica e produttiva, si uniscono vocazione internazionale e attenzione ai territori in una perfetta complementarieta’.

“Ho un ricordo – ha quindi sottolineato Fontana – speciale dei miei anni da Sindaco di Varese: amministrare un Comune e’ un compito gratificante ma di grande responsabilita’. Per questo motivo, da Presidente di Regione, ho sempre voluto rafforzare il rapporto con gli Enti Locali, veri interpreti delle esigenze dei cittadini.

Mai deve mancare il dialogo tra l’istituzione e l’uomo affinche’ non si realizzi quella pericolosa frattura che conduce alla perdita di fiducia del cittadino verso il suo Governo. Lo stesso percorso verso il riconoscimento di un’autonomia rafforzata dovra’ essere condiviso e partecipato tra Regione, Province e Comuni.

Consapevoli del ruolo che Regione Lombardia ha svolto nel passato, ci troviamo ora a riflettere sul futuro della nostra istituzione, anche alla luce di quanto e’ successo negli ultimi mesi, mesi in cui la malattia, la sofferenza e, molte volte, anche la morte sono entrate nelle nostre famiglie.

Ora e’ il tempo di guardare avanti con pragmatismo e coraggio. Due sono gli imperativi categorici cui non possiamo sottrarci. Il primo riguarda il nostro sistema sanitario regionale, che intendiamo rafforzare ulteriormente. La Lombardia e’ sempre stata un modello per tutto il Paese in questo ambito: tuttavia, l’esperienza della pandemia ci insegna che possiamo, che dobbiamo, fare ancora meglio. E’ fondamentale mettere il nostro territorio nelle condizioni di affrontare con immediatezza la possibilita’ di eventuali rigurgiti pandemici, a cominciare dal prossimo autunno.

Il secondo aspetto da non tralasciare riguarda le conseguenze economiche e sociali che l’emergenza sanitaria ha prodotto, con il rischio di nuove marginalita’ e poverta’”.

“Qui vorrei essere chiaro – ha concluso il presidente Fontana – ai limiti dell’eccesso di franchezza. Non c’e’ uscita credibile dalla crisi per l’Italia senza un ruolo centrale della Lombardia e del suo sistema produttivo, essenziale anche per il funzionamento del Terzo Settore. A questo proposito, stiamo gia’ mettendo in campo iniziative sul fronte delle opere pubbliche, del sostegno alle imprese, della semplificazione normativa, della formazione e riqualificazione professionale. La crisi che ci attende e’ straordinaria per intensita’ (FMI stima un calo del PIL oltre il 12 % su base annua) e per qualita’ (nuovi modi di intraprendere e lavorare si stanno imponendo): ad essa occorrera’ rispondere con misure di pari straordinarieta’, che da oggi e fino a settembre saranno costruite.

Voglio pero’ dire anche che il nostro lavoro non puo’ esaurirsi in una visione di breve periodo o nell’affrontare le emergenze piu’ importanti. Proprio per il ruolo che le e’ proprio Regione Lombardia deve saper guardare avanti e deve saper guardare lontano. Deve cioe’ avere una visione del futuro.
Voglio qui dire che non trascureremo minimamente questo aspetto e nell’autunno di quest’anno presenteremo un progetto per la Lombardia futura che sara’ strumento prezioso per il domani.

Il coraggio e lo spirito di abnegazione della Lombardia saranno il motore per la ripartenza dell’Italia intera.

Viva la Lombardia, viva i lombardi”.

Le parole di Simone Giudici (Lega)

“L’Aula del Pirellone – spiega Giudici – ha celebrato oggi il cinquantesimo di Regione Lombardia, una ricorrenza davvero importante, specie alla luce del periodo difficilissimo che la nostra gente ha vissuto; una sfida dura che però è servita a rafforzare il senso di appartenenza dei lombardi verso il loro territorio.
Auspico quindi che il compleanno della nostra Lombardia, intesa come Istituzione, possa anche essere il giorno che segna l’inizio della ripartenza vera e propria. I lombardi si sono sempre rimboccati le maniche e da soli sono riusciti a fronteggiare un’emergenza senza precedenti, privi di un aiuto concreto da parte del Governo centrale.
Per questa ragione la Lombardia merita, oggi più che mai, l’autonomia, richiesta dai cittadini a gran voce con il referendum del 2017. E per la stessa ragione occorre abbandonare le polemiche sterili da parte di coloro che hanno voluto strumentalizzare una pandemia globale per mero tornaconto politico.
L’obiettivo in questo cinquantesimo anniversario resta dunque lo stesso – conclude Simone Giudici – ovvero maggiore autonomia e poter finalmente gestire le nostre risorse direttamente sul territorio”.

 

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