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la decisione

Parco Agricolo Sud Milano: la governance alla Regione

Si conclude oggi un lungo procedimento di mediazione, finalizzato alla riorganizzazione di uno dei parchi più importanti della Lombardia".

Parco Agricolo Sud Milano: la governance alla Regione
Politica Magenta e Abbiategrasso, 01 Dicembre 2022 ore 17:38

Regione Lombardia ha approvato oggi, 1 dicembre, il cambio di governance del Parco Agricolo Sud Milano che di fatto sancisce il passaggio di consegne da Città Metropolitana a Regione.

Parco Agricolo Sud Milano: il passaggio

“Un passaggio storico che restituisce la vera vocazione al Parco Agricolo Sud Milano. Una svolta attesa da anni soprattutto da chi vive e lavora grazie al Parco. Si conclude oggi un lungo procedimento di mediazione, finalizzato alla riorganizzazione di uno dei parchi più importanti della Lombardia. Possiamo affermare a gran voce che anche in questo caso Regione Lombardia ha saputo recepire celermente le sensibilità del territorio e trasformarle in un provvedimento legislativo”.

Così Silvia Scurati Consigliere regionale della Lega e firmataria della proposta di legge sulla disciplina del parco Agricolo Sud Milano, iniziativa approvata oggi in Consiglio regionale della Lombardia.

“Il Parco Agricolo Sud Milano ha un’estensione totale di 47mila ettari, coinvolge 61 Comuni (su 134 della cintura milanese) e trova al proprio interno ben 900 aziende agricole, 592 cascine, 400 allevamenti, 3 musei dell’agricoltura, 1 museo del gusto e 4 abbazie. Per questo è giusto che una realtà a così grande vocazione agricola abbia la migliore gestione possibile, affidare la governance Regione Lombardia permette di investire cospicue risorse come avviene per gli altri parchi regionali. La nuova governance del Parco – prosegue Scurati – consentirà una migliore guida e allineamento delle competenze dell’Ente con quelle regionali. Ci sarà inoltre una maggiore tutela delle aree coltivate evitando che Città metropolitana persegua politiche ideologiche che limitano l’attività agricola, come previsto nella creazione di circa 9mila ettari di aree naturali in luogo di terreni coltivati”.

Rapporto diretto con agricoltori e Comuni

“Inoltre, tra gli obiettivi di questa legge vi è anche quello di gestire nel modo migliore il rapporto con gli agricoltori. I Comuni resteranno protagonisti, assieme alle realtà già presenti, alle quali andranno aggiunte anche due rappresentanze del mondo agricolo, per arrivare a un modello efficiente e funzionale di Parco Agricolo regionale, come già presente in altri territori. Bene, quindi questo PDL per affidare a Regione Lombardia la gestione e mantenere la naturale vocazione di questo storico gioiello lombardo. Porsi a priori contro questa iniziativa, come fa una certa sinistra ideologica e irrazionale, non fa il bene del territorio. Majorino che era corso a protestare contro questo progetto resti a Breuxelles con chi vuole imporre cibo sintetico e nutriscore. Gli interessi del mondo agricolo sono quelli approvati oggi da Regione Lombardia” conclude Scurati.

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