Sull’importante progetto che vedrà la nascita di un nuovo data center nell’area ex Nilit-Radici di via Moscova, le forze politiche e civiche Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Gente di Rho e SiamoRho intervengono insieme per riportare il dibattito sui binari del buonsenso, del rispetto delle istituzioni e della tutela della qualità della vita della nostra comunità.
Un’infrastruttura indispensabile per la società digitale
“Quella che stiamo vivendo è una fase di trasformazione profonda per il nostro territorio. Da una parte è innegabile che infrastrutture come i data center siano ormai indispensabili per il funzionamento stesso della nostra società: sono il cuore pulsante e invisibile che custodisce, elabora e permette la circolazione dei dati su cui si appoggiano la nostra vita quotidiana, i servizi digitali e il lavoro di tante aziende – sottolineano le liste di centrodestra e le liste civiche – Dall’altra parte, la scelta di Rho non è casuale né tantomeno improvvisata. Un’opera del genere richiede infatti requisiti tecnici e territoriali precisi e stringenti: la presenza di snodi cruciali della rete elettrica, l’accessibilità alle dorsali in fibra ottica e la disponibilità di ampie aree industriali da riqualificare. Sotto questo profilo, l’intervento porta con sé l’opportunità reale di recuperare un sito dismesso e bisognoso di bonifica come la ex Nilit-Radici, contenendo persino l’impronta a terra e riducendo la superficie di suolo consumato rispetto al passato”.
Il ruolo delle istituzioni: non un no ideologico
Successivamente le liste di opposizione hanno sottolineato il ruolo delle istituzioni all’interno del processo decisionale:
“Sul piano strettamente istituzionale, occorre ricordarlo con grande senso di realtà: non siamo di fronte a decisioni che si prendono con una semplice alzata di mano o su cui un Comune possa opporre un no ideologico. Rifiutare a prescindere progetti di questo tipo ed estensione significherebbe solo spalancare le porte a ricorsi al TAR quasi certamente persi, con il rischio di esporre le casse comunali e i cittadini a spese enormi e infruttuose. La vera partita, dunque, non si gioca sullo scontro astratto tra chi è a favore e chi è contrario. La vera responsabilità di chi amministra sta nel governare questo cambiamento con trasparenza, pretendendo che Rho ottenga la massima attenzione e tutte le compensazioni dovute”.
Le liste civiche e di centrodestra hanno poi espresso alcune preoccupazioni, in particolare per quanto concerne la questione termica:
“Ed è proprio qui che nascono le nostre preoccupazioni più forti, che toccano da vicino la quotidianità dei rhodensi. Un impianto di questa portata, voluto in un’area che poteva essere destinata a edifici residenziali, raffreddato ad aria, rilascerà inevitabilmente all’esterno il calore generato dai server, specialmente nei mesi estivi più caldi. Rho è una città già profondamente segnata da un consumo di suolo che supera il 50%, e che per questo soffre da anni il fenomeno delle isole di calore urbanizzate. Aggiungere un’ulteriore sorgente di aria calda nell’ecosistema del quartiere è un nodo delicatissimo che non può essere minimizzato: il rischio concreto è un peggioramento delle condizioni microclimatiche locali”.
Le domande alla Giunta
Infine le liste di opposizione hanno posto alcune domande all’Amministrazione sul progetto, chiedendo inoltre che venga aperto un percorso di partecipazione attiva con la cittadinanza.
“Per questa ragione, riteniamo fondamentale che l’Amministrazione non si limiti a subire l’opera, ma pretenda subito la massima chiarezza sulle misure di contrasto. Vogliamo risposte precise: come, dove e con quali tempi verranno realizzate le opere di forestazione urbana e le piantumazioni previste negli accordi? Quale sarà l’architettura verde pensata per assorbire l’impatto termico ed evitare che le temperature nei dintorni si innalzino ulteriormente? Un’opera di questa portata non può essere calata dall’alto né confinata nelle stanze della burocrazia. Chiediamo con forza che venga avviato da subito un percorso aperto di partecipazione attiva con tutta la cittadinanza, articolato in assemblee e incontri pubblici passo dopo passo. I residenti devono poter capire esattamente cosa nascerà vicino a casa loro, conoscere nel dettaglio i benefici così come i rischi legati all’impianto, ed essere messi nelle condizioni di fare domande ed essere ascoltati. I cittadini di Rho hanno il diritto di essere parte integrante di questa scelta. Soltanto attraverso un dialogo franco, informazioni dettagliate sulle mitigazioni e impegni trasparenti per la tutela dell’ambiente urbano si potrà garantire un futuro equo e vivibile per la nostra comunità”.