Di proteste pittoresche è piena la storia politica italiana, non solo quella locale, ma quella del consigliere milanese Davide Rocca di Fratelli d’Italia è stata proprio singolare.
In aula col decespugliatore, la singolare protesta del consigliere milanese
Nella giornata di ieri, giovedì 14 maggio, durante la seduta del Consiglio straordinario del municipio IV di Milano infatti, il componente dell’Assise si è presentato in aula con un decespugliatore e maschera protettiva. Sia chiaro, l’attrezzo non è stato utilizzato contro nessun componente politico del consiglio o contro il pubblico presente, ma bensì come strumento per esprimere il proprio dissenso nei confronti del Comune per la gestione del verde pubblico.
Occasione colta al volo dall’esponente di Fratelli d’Italia vista la presenza in assise dell’Assessore al Verde del Comune di Milano, Elena Grandi.
“Ieri sera, durante il Consiglio straordinario del Municipio 4 dedicato alla gestione del verde pubblico, alla presenza dell’Assessore al Verde del Comune di Milano Elena Grandi, sono entrato in aula con un decespugliatore – ha spiegato il consigliere – Non è stata una provocazione teatrale. È stato il simbolo concreto di ciò che oggi manca a Milano: la manutenzione ordinaria. Da anni questa amministrazione racconta una città “green”, sostenibile, attenta alla biodiversità. Nel frattempo però i cittadini convivono con erba alta, parchi trascurati, aree verdi non fruibili, giochi degradati e quartieri lasciati nell’abbandono”.
Le parole dell’esponente
L’esponente del partito di Giorgia Meloni ha poi approfondito il motivo della sua protesta, spiegando che è disposto lui stesso a scendere per strada e falciare l’erba delle aree verdi cittadine:
“Ho voluto portare in aula la realtà che i cittadini vedono ogni giorno sotto casa, lontana dalla propaganda e dai convegni. All’Assessore al Verde Elena Grandi ho chiesto un gesto di responsabilità politica: fare un passo indietro. Perché quando una città arriva al punto di avere parchi impraticabili e residenti esasperati, servono umiltà e autocritica, non slogan. Se il Comune non riesce nemmeno a garantire il taglio dell’erba, io sono pronto anche a prendere il decespugliatore e andare personalmente nei parchi a fare quello che Palazzo Marino non riesce più a garantire ai cittadini. Non può però diventare normale chiedere ai cittadini di sostituirsi alla macchina pubblica. Milano merita manutenzione vera, programmazione e cura quotidiana del territorio, non giustificazioni ideologiche usate per mascherare inefficienze evidenti. Continuerò a denunciare ogni situazione di degrado e abbandono finché la manutenzione del verde tornerà ad essere una priorità reale e non uno slogan elettorale”.