il commento

Ilaria Salis a Legnano per parlare di scuola pubblica: il disappunto di Cacucci

Il Consigliere evidenzia come il profilo pubblico e politico dell’eurodeputata sia stato negli anni associato, anche in Italia, ad ambienti antagonisti

Ilaria Salis a Legnano per parlare di scuola pubblica: il disappunto di Cacucci

In relazione all’incontro sulla scuola pubblica previsto per il 28 febbraio a Legnano, presso il Palazzo Leone da Perego, che vedrà la partecipazione dell’eurodeputata Ilaria Salis, il Consigliere Maira Cacucci interviene nel merito del ruolo educativo che la politica è chiamata a svolgere quando affronta temi legati alla scuola.

Ilaria Salis a Legnano per parlare di scuola pubblica: il disappunto di Cacucci

«Quando si parla di scuola pubblica – dichiara Cacucci – non si tratta soltanto di discutere di organizzazione didattica, ma di trasmettere valori e modelli educativi. Per questo motivo ritengo necessario che chi interviene su questi temi rappresenti un percorso coerente con il rispetto delle regole e delle istituzioni».

Il Consigliere evidenzia come il profilo pubblico e politico dell’eurodeputata sia stato negli anni associato, anche in Italia, ad ambienti antagonisti e a esperienze legate a manifestazioni radicali e a contesti di occupazioni abusive, elementi che hanno contribuito a costruire un’immagine fortemente divisiva.

«Il punto non è il confronto politico, che è sempre legittimo – prosegue Cacucci – ma il messaggio educativo che viene trasmesso. La scuola deve essere il luogo del rispetto, della responsabilità e del dialogo democratico. Non può diventare il terreno simbolico per normalizzare percorsi caratterizzati da contrapposizione permanente e da episodi di illegalità».

I principi educativi

Il Consigliere sottolinea inoltre come il dibattito sulla scuola pubblica debba concentrarsi sulle priorità reali del sistema educativo: qualità dell’insegnamento, valorizzazione dei docenti, sicurezza degli istituti e sostegno alle famiglie.

«Proprio perché parliamo di giovani – conclude Cacucci – è fondamentale che i riferimenti culturali e politici siano credibili e coerenti con i principi educativi che la scuola italiana deve continuare a garantire».