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Europa Verde: “Ci aspettavamo da Radice un po’ più di coraggio”

"La decisone di Radice è stata quella di chiudere a contributi esterni e mantenere al proprio interno l’intero pacchetto degli eventuali consiglieri di maggioranza non permettendo di avere in Consiglio comunale un rappresentante dei Verdi ed impedendoci quindi di essere direttamente presenti nella macchina comunale per fornire il nostro contributo".

Europa Verde: “Ci aspettavamo da Radice un po’ più di coraggio”
Legnano e Altomilanese, 28 Settembre 2020 ore 10:34

Il candidato sindaco Lorenzo Radice chiude a eventuali accordi con altre forze perché “è l’unico modo per realizzare quanto abbiamo scritto nel programma di governo”. Per questo motivo Alessandro Rogora ed Europa Verde commenta “Ci aspettavamo da Radice un po’ più di coraggio. Siamo particolarmente delusi da questo comportamento”.

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Europa Verde: “Ci aspettavamo da Radice un po’ più di coraggio”

“La nostra esperienza elettorale è finalmente finita ieri alle 12,00. Ne siamo felici, perché alla bellissima esperienza dei confronti che hanno preceduto il primo turno elettorale è seguita una settimana in cui ci siamo trovati travolti da illazioni e interpretazioni cervellotiche che non ci appartengono. Abbiamo sempre cercato di agire in maniera trasparente, ma siamo stati ripresi sui social per colpe che non abbiamo. Vogliamo salutare i cittadini legnanesi e i nostri elettori con una dichiarazione che faccia un poco di chiarezza su quest’ultima settimana, augurando ai due candidati che si affronteranno al ballottaggio di potersi confrontare in maniera serena e pacata. Il sistema elettorale italiano prevede per il nostro Comune il doppio turno di elezione per favorire le aggregazioni di forze politiche con programmi compatibili per il governo della città. In questa intensa campagna credevamo di avere parecchi punti di convergenza con le liste a sostegno di Lorenzo Radice e non abbiamo nascosto la nostra disponibilità a un apparentamento, per poter iniziare una collaborazione fattiva e proficua nel governo della città, dando un contributo sui temi a noi cari legati all’ambiente e alla transizione ecologica e per i quali ci reputiamo decisamente competenti. Abbiamo ricevuto generici attestati di stima ma la chiusura ad ogni ipotesi di apparentamento per un percorso di coalizione che permettesse di assumere: responsabilità, impegni e condivisione delle scelte. Non ci sono stati incontri, altro che uno di 10 minuti in un bar centrale dove ci è stato comunicata la posizione dal candidato Radice. La decisone di Radice -che ricordiamo ha ottenuto al primo turno meno di un terzo dei voti complessivi- è stata quella di chiudere a contributi esterni e mantenere al proprio interno l’intero pacchetto degli eventuali consiglieri di maggioranza non permettendo di avere in Consiglio comunale un rappresentante dei Verdi ed impedendoci quindi di essere direttamente presenti nella macchina comunale per fornire il nostro contributo. Ci aspettavamo da Lorenzo un po’ più di coraggio – per riprendere lo slogan che ha scandito la sua campagna elettorale – per costruire un progetto condiviso di svolta per la città. Come spesso accade, purtroppo, le affermazioni sono una cosa, i comportamenti un’altra e al dialogo tra pari si preferisce gestire rapporti di subalternità. Siamo particolarmente delusi da questo comportamento. Crediamo, quindi, sia giusto lasciare a chi ci ha votato al primo turno piena libertà di sceltanell’espressione del proprio voto di preferenza. Mi permetto di chiudere questa comunicazione con un saluto a Franco Brumana con cui ho avuto scontri anche duri in questa campagna. Sabato ci siamo incontrati alle 12 (sempre in centro) per mettere una pietra sopra al passato e in quel frangente, mentre discutevamo, abbiamo pensato di fare una appello congiunto agli elettori. Non voglio tornare su questa proposta che non ha avuto successo, ma sono contento che con Brumana ci si sia chiariti e tutto sia finito con una franca stretta di mano; mi dispiaceva lasciare qualcosa di spiacevole in sospeso.
Da domani potrò finalmente tornare a tempo pieno a lavorare con i miei studenti, le mie ricerche e le mie pubblicazioni dopo questa breve e poco soddisfacente esperienza politica che cercherò diarchiviare quanto prima. I Verdi sono “animali strani” poco avvezzi ai giochi e alle regole dellapolitica e credo che la nostra città non sia (purtroppo) ancora pronta per una svolta decisa verso la sostenibilità”.

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