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Polemica

Emergenza medici di base, l’opposizione abbandona il Consiglio: “Scriveremo al prefetto”

Uniti per Santo Stefano Ticino denuncia: "L'Amministrazione non ci ascolta. Perché anche su un tema così delicato non ci si può unire anche politicamente?".

Emergenza medici di base, l’opposizione abbandona il Consiglio: “Scriveremo al prefetto”
Politica Magenta e Abbiategrasso, 27 Febbraio 2021 ore 14:40

Emergenza medici di base, il caso approda in Consiglio comunale e sono subito scintille. Uniti per Santo Stefano Ticino ha infatti abbandonato la seduta e annuncia che ricorrerà al prefetto.

Emergenza medici di base, l’atto di indirizzo presentato da Uniti per Santo Stefano Ticino

Un atto di indirizzo in merito alla presenza dei medici di base sul territorio comunale. E’ quello che aveva presentato Uniti per Santo Stefano Ticino per il Consiglio comunale di ieri, venerdì 26 febbraio 2021. “Il pensionamento del dottor Oscar Leone sta creando disagi nella popolazione – spiega la lista di minoranza in un comunicato – Questo perché l’intero bacino di pazienti (circa 1.300) non potrà passare in automatico alla dottoressa Micaela Serbelloni, che prenderà il suo posto. Non per mancanza di esperienza nel campo, che la nuova medica condotta ha accumulato in anni di professione; ma per un cavillo regionale introdotto dalla Giunta Maroni che non permette il passaggio diretto se non della metà e se non dopo un’abilitazione che non avviene nemmeno in poco tempo. Un disagio che investe centinaia di stefanesi. Nella risoluzione presentata si chiedeva di permettere all’assessore ai Servizi Sociali di prendere contatti don i medici indicati da Ats nel territorio per chiedere loro di prevedere qualche giornata ambulatoriale a Santo Stefano Ticino, verificando l’effettiva disponibilità di accogliere nuovi pazienti da parte loro – prosegue Uniti per Santo Stefano Ticino – Di pensare prima ai pazienti più deboli e fragili, in via prioritaria, e di individuare uno spazio comunale idoneo per questo periodo. Di Partire, ad esempio, da dottori che in passato hanno già avuto un ambulatorio in loco, per esempio assegnandolo gratuitamente”.

Il “no” della maggioranza e l’abbandono della seduta come forma di protesta

La risoluzione però non è stata accolta dalla maggioranza. “Ci è stato risposto che la risoluzione non poteva essere accolta perché non rispetta il Regolamento al punto 1 e 2, perché travalica i confini del Comune – si legge ancora nella nota diffusa dalla lista di opposizione – Ma la nostra risoluzione ha un intento politico, e non viola nessun Regolamento, anzi vuole porre l’accento su come sindaco e giunta possano, in tutta tranquillità, agire in modo più efficace, con una più fattiva azione, oltre a una mail, in Regione su contatti della stessa parte politica e ben conosciuti. Alla nostra minaccia di lasciare la seduta del Consiglio Comunale se non avessero letto e messo comunque ai voti la risoluzione, il sindaco Dario Tunesi non ha battuto ciglio. E così abbiamo abbandonato la seduta”.

“Questa Amministrazione fa di tutto per ostacolare anche il più piccolo dialogo”

“Come al solito, Uniti per Santo Stefano Ticino propone spunti di riflessione e sprone a un’Amministrazione che fa di tutto per ostacolare anche il più piccolo dialogo. Impugnando il Regolamento comunale a piacimento, ignorando per esempio le consulte, un modo per sentire altre opinioni e ricevere suggerimenti e osservazioni dai cittadini; rinnovando convenzioni senza esaminarle; ignorando tavoli di confronto – prosegue l’opposizione – O anche semplicemente convocando la riunione dei capigruppo prima dei consigli comunali, per un dialogo davvero costruttivo, e non utilizzando gli stessi consigli aggiungendo commenti che lo stesso Regolamento, ora brandito come una bandiera, non prevede. Prima del Covid, questo Tunesi Bis ha snobbato l’opposizione in tutte le manifestazioni pubbliche; durante il Covid, le proposte di Uniti per Santo Stefano Ticino contenevano vizi di forma chissà perché superati con un paio di sinonimi. Proposte di aiuto alla popolazione, o anche solo la Laurea in Comune, accolta e mai adottata, hanno dimostrato che la parte non collaborativa e a senso unico siede tra i banchi. Quella che dovrebbe essere garante di democraticità trova ogni mezzo per non ascoltare nemmeno un parere opposto”.

“Perché anche su un tema così delicato non ci si può unire anche politicamente?”

“Perché l’Amministrazione comunale non vuole utilizzare tutti i mezzi a sua disposizione per risolvere il problema? Perché non si vuole cercare una soluzione dal basso, contattando direttamente i dottori? Perché non si prendono in considerazione tutti i tentativi? Perché anche su un tema così delicato non ci si può unire anche politicamente? UXSST si chiede se c’è davvero la volontà di cercare una soluzione con tutti i mezzi – conclude la lista di minoranza – E’ per questo atteggiamento che l’Amministrazione riserva a Uniti per Santo Stefano Ticino che si ricorrerà al prefetto per ripristinare il dialogo politico”.

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