Bareggio porta in Regione il modello del riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie.
Beni confiscati: l’esempio di Bareggio
Trasformare luoghi simbolo della criminalità organizzata in spazi al servizio dei cittadini. È questa la strada intrapresa da Bareggio nella gestione dei beni confiscati alle mafie, un’esperienza che il sindaco Linda Colombo ha portato all’attenzione del convegno “L’eredità di Falcone e Borsellino – I beni confiscati come valore pubblico”, promosso dall’assessorato alla Sicurezza di Regione Lombardia a Palazzo Lombardia. L’incontro, dedicato al ruolo delle istituzioni nella valorizzazione dei patrimoni sottratti alla criminalità organizzata e al loro riutilizzo per finalità pubbliche, oggi, venerdì 17 luglio, ha riunito rappresentanti delle istituzioni regionali e nazionali, magistrati, autorità e operatori impegnati sui temi della legalità, della sicurezza e dello sviluppo territoriale.
In Lombardia 2.200 già destinati
Accanto alla riflessione sulla memoria di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, il convegno ha acceso i riflettori sulle azioni concrete messe in campo per restituire questi beni alle comunità. In Lombardia sono oggi presenti 3.600 beni confiscati, di cui quasi 2.200 già destinati, mentre Regione Lombardia ha investito dal 2019 circa 11 milioni e 400mila euro per il recupero degli immobili, prevedendo ulteriori risorse per il biennio 2027-2028.
Bareggio e la scelta del “prendi tutto”
Nel quadro regionale, Bareggio rappresenta un esempio concreto di come un bene confiscato possa diventare una risorsa per il territorio. Il sindaco Linda Colombo ha raccontato l’approccio scelto dall’amministrazione comunale, basato sulla volontà di acquisire e recuperare gli immobili anche quando presentano difficoltà iniziali. Durante il convegno, Colombo ha spiegato:
«Io sono una promotrice del “prendi tutto”, come dico sempre: prendiamo tutto e poi ci poniamo il problema, passo dopo passo, di risolvere la situazione».
Una filosofia che parte dalla convinzione che ogni bene confiscato, anche quando richiede interventi complessi sotto il profilo burocratico, urbanistico o logistico, possa rappresentare un’opportunità per la collettività.
Dagli spazi per famiglie alla comunità per minori
A Bareggio alcuni beni confiscati sono già stati assegnati e destinati a finalità sociali. Tra questi c’è uno spazio dedicato a madri e bambini e un appartamento trasformato in spazio neutro, pensato per supportare percorsi che richiedono particolare tutela, attenzione e riservatezza. Un progetto di particolare rilievo riguarda invece la villa della famiglia Valle, un immobile confiscato alla criminalità organizzata oggi interessato da un intervento di ristrutturazione. Al termine dei lavori, grazie anche alla collaborazione con una cooperativa, la struttura sarà destinata ad accogliere una comunità per minori. Colombo ha sottolineato:
«È un servizio fondamentale perché sul territorio c’è una forte carenza di strutture di questo tipo. Il recupero di un bene confiscato permette quindi di trasformare una storia di criminalità in una nuova opportunità concreta per la comunità».
Un’officina per la Protezione Civile
Tra i progetti in corso c’è anche il recupero di un’officina meccanica confiscata, che il Comune intende destinare a sede della Protezione Civile. Un ulteriore esempio di come immobili nati in contesti legati all’illegalità possano cambiare completamente funzione, diventando presidi di sicurezza e servizi per il territorio. Per il sindaco di Bareggio, il punto centrale resta la capacità delle istituzioni di lavorare insieme: Comune, Regione, Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, enti locali e realtà del Terzo settore.
«Fare rete per superare paure e difficoltà»
Colombo ha sottolineato:
«Le occasioni ci sono per tutti , bisogna fare rete e avere la volontà di proporsi».
Il sindaco ha evidenziato come spesso gli amministratori locali possano essere frenati dai costi di recupero, dalle difficoltà burocratiche o dal timore di non avere una rete sociale adeguata per gestire i beni.
«Ma il punto è proprio questo: costruire quella rete e affrontare i problemi passo dopo passo».
L’esperienza di Bareggio mostra così come il riutilizzo dei beni confiscati possa generare valore pubblico concreto, trasformando immobili sottratti alla criminalità in luoghi di servizio, protezione, inclusione e sostegno alle persone più fragili. «Ogni situazione è un’occasione» ha concluso Colombo, ribadendo la necessità di sostenere gli amministratori locali e mettere i Comuni nelle condizioni di affrontare con determinazione il percorso di recupero dei beni confiscati.
Nella foto di copertina: il sindaco Linda Colombo durante l’inaugurazione di uno dei beni confiscati a Bareggio