Rigenerazione urbana

Area ex Novaceta, in arrivo il data center e 13 milioni di opere per la città

L'assessore Gelli: "Restituiamo alla città un luogo che era una ferita aperta attraverso un progetto che genera benefici estesi e misurabili".

Area ex Novaceta, in arrivo il data center e 13 milioni di opere per la città

La Giunta comunale di Magenta ha adottato il Piano attuativo dell’area ex Novaceta, il complesso industriale dismesso un tempo dedicato alla produzione di acetato di cellulosa e definitivamente chiuso nel 2010.

Svolta per il comparto ex Novaceta

L’intervento, uno dei più rilevanti degli ultimi anni per lo sviluppo della città, prevede la realizzazione di un campus tecnologico per data center articolato su cinque edifici, per una superficie complessiva di circa 130mila metri quadrati. Il sindaco Luca Del Gobbo e l’assessore all’Urbanistica Simone Gelli parlano di “un’operazione significativa non solo per il recupero urbanistico, ma anche per l’impatto economico e infrastrutturale sull’intero territorio”. Oltre a restituire alla città uno spazio inutilizzato da anni, il progetto genererà un importante sistema di opere pubbliche diffuse, per un valore complessivo di 13 milioni di euro, all’interno di un investimento totale di circa 19 milioni comprensivi di oneri.

“Un’opera strategica per Magenta”

Il primo cittadino Del Gobbo dichiara:

“Si tratta di un’area strategica per Magenta, non solo per la riqualificazione della zona nord, ma per le ricadute concrete sull’intera città. Il percorso è iniziato fin dai primi giorni del mio terzo mandato, con l’avvio del confronto con la proprietà, ed è stato reso possibile grazie al nuovo Documento di piano. Oggi arriviamo a un risultato concreto che segna un passaggio importante nella rigenerazione urbana”.

L’area era già stata oggetto di un importante intervento di bonifica, per un investimento privato di circa 5 milioni di euro, che ha consentito di recuperare uno spazio da tempo considerato critico.

“Un luogo che era una ferita aperta”

L’assessore Gelli sottolinea:

“Restituiamo alla città un luogo che era una ferita aperta attraverso un progetto che genera benefici estesi e misurabili. Abbiamo lavorato per costruire un intervento equilibrato e condiviso, con ricadute concrete su più ambiti”.

Viabilità, parcheggi, un campus sportivo

Il Piano prevede la cessione al Comune di circa 44mila metri quadrati di aree, di cui 15mila destinati alla nuova viabilità e 29mila a servizi e attrezzature pubbliche. Tra le opere in programma figurano il miglioramento della viabilità, con la riqualificazione e l’allargamento di via Pacinotti e la riorganizzazione di via Galilei con una nuova rotatoria, il potenziamento dei parcheggi a servizio della stazione ferroviaria e la riqualificazione di spazi centrali come via Roma e piazza Kennedy. Particolare attenzione è riservata al sistema della sosta, con un significativo incremento dei posti disponibili, e alla riqualificazione dell’area della stazione ferroviaria, con investimenti superiori ai 2 milioni di euro per migliorarne accessibilità e funzionalità. Tra gli interventi principali anche la realizzazione di un nuovo campus sportivo pubblico, per un valore superiore ai 6 milioni di euro, e il recupero di edifici esistenti destinati a funzioni di interesse collettivo.

“Benefici estesi all’intera città”

Gelli aggiunge:

“Abbiamo voluto che i benefici non rimanessero circoscritti al comparto ma si estendessero all’intera città, incidendo su mobilità, spazi pubblici e qualità urbana”.

Il Piano include inoltre misure compensative e interventi di area vasta, sviluppati in collaborazione con enti sovracomunali, con contributi destinati alla valorizzazione del Parco del Ticino, al miglioramento della mobilità ciclopedonale e a opere nei comuni limitrofi.

“Il risultato di una collaborazione tra enti”

Il sindaco Del Gobbo continua:

“È il risultato di un lavoro istituzionale condiviso che dimostra come la collaborazione tra enti possa tradursi in opportunità concrete per il territorio; per questo voglio ringraziare il vicesindaco di Città metropolitana Francesco Vassallo, i Comuni di Marcallo e Boffalora e il Parco del Ticino”.

La convenzione sarà firmata entro l’estate

Dopo l’adozione, il Piano sarà depositato per la presentazione di eventuali osservazioni. La firma della convenzione urbanistica è prevista nei prossimi mesi, entro l’estate, con un cronoprogramma degli interventi distribuito su un arco temporale di circa cinque-sei anni.

Il primo cittadino conclude:

“Non si tratta di un intervento isolato ma di un tassello di una visione più ampia di città, costruita passo dopo passo, con un impegno concreto per il futuro di Magenta”.