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Inceneritore

Accam, Legnano futura dice basta a “una politica che manda in ‘fumo’ le promesse”

La lista civica accusa il sindaco Lorenzo Radice di aver "umiliato il Consiglio comunale e i cittadini" dopo il "sì" alla nuova società con Amga e Agesp.

Accam, Legnano futura dice basta a “una politica che manda in ‘fumo’ le promesse”
Politica Legnano e Altomilanese, 23 Marzo 2021 ore 12:18

Accam, Legnano futura parla di promesse in fumo e accusa il sindaco Lorenzo Radice di aver “umiliato il Consiglio comunale e i cittadini” dopo il “sì” alla nuova società con Amga e Agesp.

Accam, “Umiliati Consiglio e cittadini, gratificati coloro che hanno dissipato i capitali pubblici”

“Era il 23 febbraio 2015 – scrive Legnano futura in una nota – Il Consiglio comunale di Legnano approvava all’unanimità un atto di indirizzo, il cui obiettivo era lo spegnimento dell’inceneritore Accam, che sarebbe stato sostituito da un impianto di selezione rifiuti (la cosiddetta “fabbrica dei materiali” a freddo) e dall’impianto di compostaggio. Ci eravamo illusi che si sarebbe finalmente voltata pagina, anche per la nostra salute. Ma una proroga tira l’altra, e Accam con i suoi mille problemi è ancora lì a Borsano a bruciare rifiuti, e non solo quelli prodotti da Legnano e dai comuni dell’Alto Milanese. Il sindaco di Legnano nel suo programma elettorale aveva scritto: ‘Lavoreremo perché Accam cambi chiaramente e concretamente strategia, per arrivare allo spegnimento dei forni prima del 2027’. Forse anche per questo ha avuto la fiducia dei legnanesi. E invece Legnano, lo scorso 22 marzo, nell’assemblea di Accam, ha votato per il salvataggio di questa società soprattutto a spese di Amga e quindi dei cittadini legnanesi. Ciò comporterà la prosecuzione dell’attività dell’inceneritore di Borsano, inutile, antieconomico e insalubre. Sono stati violati gli intenti manifestati dal Consiglio comunale poche settimane fa, che aveva accantonato il piano di Amga riguardante il salvataggio di Accam. Umiliato il Consiglio comunale, umiliati i cittadini che dovrebbero essere rappresentati dalle istituzioni, stanchi di una politica che manda in ‘fumo’ le promesse. Gratificati invece coloro che hanno dissipato i capitali pubblici di Accam, con il pericolo che l’inceneritore non si spegnerà mai”.

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