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Cerimonia in piazza

25 Aprile: “Questa festa è dei giovani, vacciniamoli contro il virus dell’intolleranza”

Di quelli che negli anni della Resistenza hanno lottato per la libertà e di quelli che oggi sono tra coloro che hanno pagato il prezzo più alto della pandemia.

25 Aprile: “Questa festa è dei giovani, vacciniamoli contro il virus dell’intolleranza”
Politica Legnano e Altomilanese, 25 Aprile 2021 ore 15:14

25 Aprile a Legnano nel segno dei giovani.

25 Aprile nel segno dei giovani

Di quelli che negli anni della Resistenza hanno scommesso su un mondo diverso e lottato per la libertà e di quelli che oggi sono tra coloro che hanno pagato il prezzo più alto della pandemia. A loro si è rivolto in particolar modo il sindaco Lorenzo Radice, nel suo discorso pronunciato in piazza 4 Novembre nella mattinata di oggi, domenica 25 aprile 2021.

“Esattamente come è stato in uno dei momenti più drammatici nella storia italiana del Novecento, anche in questa lotta contro il virus la resistenza – la resistenza di popolo – è il presupposto per la liberazione – ha detto Radice – E come è stato in quello snodo epocale nella storia del nostro Paese la vittoria arriverà solo se voi giovani vi metterete in gioco: voi che siete tra quelli che hanno pagato il prezzo più alto. Certo il prezzo è stato molto molto alto per chi in questi mesi, sopraffatto dal virus, ha perso la vita, e cui va il nostro cordoglio. Ma lo è stato, anche se in misura certamente non paragonabile ai tempi della guerra, per quello che la pandemia ha comportato in termini di restrizioni, di cambi di abitudini, in perdite o allentamenti di relazioni, in termini di danni economici socio-culturali e psicologici.
Oggi, dopo un anno, conosciamo la fatica di resistere, giorno per giorno, alla minaccia di un virus; oggi meglio possiamo capire e sentire nella nostra carne viva cosa deve essere stata la dimensione quotidiana di chi resisteva, quasi ottant’anni fa, per liberarsi dalla dittatura nazifascista. In mancanza, purtroppo, della stragrande maggioranza dei testimoni diretti di quelle vicende, sono tante, per fortuna, le testimonianze sulla Resistenza per avvinarci a quei tempi e aiutarci a conoscerli meglio. Proprio ieri pomeriggio abbiamo partecipato alla presentazione dell’ultimo libro scritto dall’ex sindaco Alberto Centinaio: a lui e a tutti coloro che dedicano tempo, energie e passioni per far vivere la memoria va il mio, il nostro, grazie. Il libro racconta la storia di Samuele Turconi: negli anni della Resistenza Samuele era un giovane di Mazzafame che si trovò, come tanti suoi coetanei, di fronte a una scelta. E non ebbe dubbi. A guidarlo c’erano convinzioni profonde, valori familiari saldi, non certo il calcolo o la convenienza. Samuele ha guardato al futuro, ha scommesso su un mondo diverso; una scommessa che era rischiosa, che lo ha portato a sfidare la morte, ma una scommessa che andava fatta e che lo ha ripagato”.

Il compito degli adulti? “Essere buoni maestri”

Il primo cittadino ha poi ricordato che il compito degli adulti è quello di “essere buoni maestri” e aiutare i giovani “a resistere, a trovare una soluzione, a credere nelle loro capacità e nelle loro risorse per farcela”.
“E questo perché è sempre stata dei giovani, in tutto il corso della storia, la possibilità di cambiare le cose, di riscattare se stessi e gli altri. Dei giovani come lo furono, nella lotta di Resistenza, Giuseppina Marcora e Piera Pattani, di cui fra poco, al cimitero monumentale, scopriremo una targa dedicata. Forse bisognerebbe smettere di dire che il futuro è dei giovani; perché il futuro si costruisce oggi, e del proprio futuro ognuno è responsabile. Allora anche il presente, con le scelte che impone, è e deve essere di voi giovani. Giovani come Samuele Turconi, Giuseppina Marcora, Piera Pattani si sono assunti la responsabilità di fare una scelta; una scelta difficile e rischiosa, che ha contribuito a realizzare un Paese libero e democratico. Inutile dire che i tempi e le situazioni non sono paragonabili. Oggi non servono certo degli eroi, ma persone responsabili sì; le persone responsabili, infatti, servono sempre, in ogni tempo e in ogni situazione. Oggi servono persone che, nelle scelte, pensino anche e soprattutto agli altri, che pensino alle conseguenze che i propri comportamenti hanno sul prossimo. Celebrare la Resistenza, il 76° anniversario della Liberazione, non è quindi semplicemente ricordare un passato che ci appare sempre più lontano, ma costruire ancora oggi, su quei valori sempre giovani, il futuro”.

“Vacciniamo i giovani con giustizia sociale e tolleranza”

Radice ha inoltre sottolineato che il virus del fascismo non è stato debellato, ma sopravvive ancora oggi “in numerose varianti”.
“Dobbiamo essere pronti, dobbiamo essere vaccinati contro le tante forme che questa assume. E contro questa devono essere vaccinati i giovani, con dosi robuste di senso della libertà e di uguaglianza, di giustizia sociale e di tolleranza. E fare questo è un compito di noi adulti.
Sono proprio voi giovani, quelli delle nostre scuole, dei nostri parchi e delle nostre piazze, voi studenti che negli ultimi anni avete sempre preso parte alle celebrazioni del 25 Aprile, a mancarci qui, oggi. Perché il 25 Aprile è la festa con cui ricordiamo i giovani di allora e con cui parliamo a voi giovani di oggi: noi aiutiamoli a raccogliere il testimone dell’impegno per difendere quella libertà e quella giustizia che i loro coetanei avevano conquistato. Ognuno declinando questa chiamata nella propria vita, secondo le proprie inclinazioni e abilità”.

Le targhe dedicate alle partigiane da poco scomparse

Al Cimitero monumentale sono state infine inaugurate due targhe dedicate alle partigiane Giuseppina Marcora e Piera Pattani, scomparse rispettivamente nell’aprile e nel maggio 2020.

Nella foto di copertina: il discorso del sindaco Lorenzo Radice in piazza 4 Novembre nella mattinata di oggi, domenica 25 aprile

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