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Inveruno/Legnano

L'Alto Milanese piange Giuseppina Marcora

La donna, 100 anni, è stata una protagonista della storia del ‘900: aveva ricevuto la qualifica di "partigiano combattente" da parte dell’Esercito italiano.

L'Alto Milanese piange Giuseppina Marcora
Cronaca Legnano e Altomilanese, 14 Aprile 2020 ore 13:59

L'Alto Milanese piange Giuseppina Marcora, staffetta partigiana che diede un contributo importante alla lotta per la Liberazione d’Italia (nella foto di copertina, tra Rino Pachetti, che fu capo partigiano e medaglia d’oro al valore militare, e don Piero Bonfanti, cappellano della Brigata Gasparotto).

L'Alto Milanese piange la sua staffetta partigiana

La donna, che aveva compiuto cento anni lo scorso 23 febbraio, è mancata nella notte tra lunedì 13 e martedì 14 aprile 2020. Entrata giovanissima nella Resistenza insieme al fratello Giovanni, poi diventato anche ministro, si distinse nel ruolo di staffetta nei collegamenti con le formazioni combattenti, sia con lo scambio di messaggi che con il trasporto di armi tascabili. Più volte rischiò l’arresto e la vita. Ricevette la qualifica di "partigiano combattente" da parte dell’Esercito italiano, oltre a innumerevoli riconoscimenti sia dal comandante delle forze alleate generale Harold Alexander che dal Comitato di liberazione nazionale e dalla Federazione italiana Volontari della libertà. Cittadina onoraria di Inveruno, insignita della benemerenza civica a Legnano nel novembre 2019, "Pinetta" era madre di quattro figli: Giorgio, Renato, Erminia e Marco Kobau. Le sue spoglie riposeranno a Inveruno.

Il cordoglio dell'Anpi

"Alla vigilia del 25 Aprile ci ha lasciato Giuseppina Marcora, staffetta partigiana, protagonista della Resistenza e portatrice di valori propri della nostra Costituzione Repubblicana - scrivono Primo Minelli e Luigi Botta, rispettivamente presidente e presidente onorario dell'Anpi di Legnano - Sorella del partigiano ministro Marcora ha incarnato la storia migliore dell’Italia democratica e antifascista. Con coraggio, rischiando più volte la vita, ha contribuito, portando armi e massaggi, alla Resistenza per tutto il periodo della lotta di Liberazione. L’Anpi di Legnano, a cui Giuseppina era iscritta, formula le più sentite condoglianze alla famiglia e alla sua città. Città che l’ha insignita della cittadinanza onoraria per i meriti legati alla lotta di Liberazione. Se ne va un altro pezzo di storia della nostra Italia migliore, lasciandoci il compito, che noi onoreremo, di trasmettere quella gloriosa storia alle future generazioni. Ciao Giuseppina".

 

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