Produzione e fatturato in frenata, ordini in calo e clima di fiducia improntato alla prudenza. L’industria manifatturiera dell’Alto Milanese ha attraversato un terzo trimestre 2026 all’insegna della debolezza congiunturale, con un andamento stagnante dei livelli di attività.
Industria, il quadro del terzo trimestre
A evidenziarlo è l’indagine congiunturale relativa al periodo luglio-settembre, che restituisce un quadro ancora difficile per le imprese del territorio, pur con prospettive per i prossimi mesi relativamente più favorevoli e una buona tenuta dell’occupazione.
Produzione e fatturato in calo
Nel confronto con il secondo trimestre dell’anno, la produzione è aumentata soltanto per il 10% delle imprese, mentre per il 57,5% è rimasta stabile e per il 32,5% è diminuita. Il saldo tra giudizi positivi e negativi si attesta così a -22,5 punti percentuali. Andamento analogo per il fatturato: è cresciuto per il 12,5% delle aziende, è rimasto invariato per il 55% ed è diminuito per il 32,5%, con un saldo negativo di 20 punti. Il saldo ponderato dei giudizi è risultato negativo anche per gli ordini interni ed esteri, mentre il grado di utilizzo degli impianti non ha registrato variazioni. Rispetto alla rilevazione precedente, la domanda interna appare più debole di quella estera, ma entrambe continuano a evidenziare un andamento negativo.
Metalmeccanico in difficoltà
Le differenze tra i comparti confermano una situazione articolata. Il metalmeccanico è il settore più fragile, penalizzato soprattutto dall’andamento della produzione e della domanda interna. Il tessile-abbigliamento attraversa invece una fase di stasi, con ulteriori pressioni sui margini dovute al rincaro dei materiali. Tiene meglio il chimico-plastico, che mostra una maggiore solidità sul versante produttivo e la più elevata propensione agli investimenti.
Le imprese guardano ai prossimi mesi
Nonostante le difficoltà del trimestre, le aspettative per il futuro appaiono relativamente più favorevoli rispetto alla precedente indagine, quando il 29% delle aziende prevedeva un incremento dell’attività e il 21% una contrazione. Resta positivo anche l’orientamento agli investimenti: il 52,5% delle imprese programma nuove spese nel prossimo semestre, in aumento rispetto al 50% della rilevazione precedente. Sul piano occupazionale, infine, si registra una buona tenuta.
Il peso delle tensioni internazionali
A condizionare le prospettive del comparto manifatturiero è anche il quadro economico internazionale. Lo shock energetico legato alle tensioni nel Golfo continua a pesare sui costi, mentre negli Stati Uniti la produzione industriale ha rallentato nel terzo trimestre e nell’area euro l’attività economica prosegue l’espansione, ma a un ritmo meno sostenuto. L’aumento dei tassi di interesse e l’inflazione frenano consumi e investimenti, mentre i nuovi incentivi fiscali sostengono gli acquisti di beni strumentali. Le prospettive restano quindi legate all’evoluzione delle tensioni geopolitiche, all’andamento dei prezzi dell’energia e alle prossime decisioni di politica monetaria.