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Generale rallentamento nell’ultimo trimestre 2025 per l’industria dell’Alto milanese

Nel confronto con l’anno precedente, solo il 21% delle imprese intervistate segnala un incremento dei ricavi

Generale rallentamento nell’ultimo trimestre 2025 per l’industria dell’Alto milanese

Nell’ultimo trimestre 2025, l’attività manifatturiera dell’Alto Milanese ha registrato un generale rallentamento della produzione industriale e del grado di utilizzo degli impianti, pur con dinamiche differenziate tra comparti. Moda e Meccanica hanno evidenziato una flessione, mentre il Chimico-materie plastiche ha mostrato una lieve crescita. Per tutti i settori il fatturato risulta in leggero miglioramento.

Generale rallentamento nell’ultimo trimestre 2025 per l’industria dell’Alto milanese

Nel confronto con l’anno precedente, solo il 21% delle imprese intervistate segnala un incremento dei ricavi, a fronte del 51%, dichiara una diminuzione. Le prospettive per il 2025 restano improntate alla cautela: il 44% delle aziende (era il 35% a fine 2024) prevede un ampliamento delle vendite, il 46% stima livelli invariati e il 10% teme ulteriori ribassi.

Anche i flussi di nuovi ordinativi, sia sul mercato interno sia su quello estero, già in calo nel terzo trimestre, hanno subito un’ulteriore frenata.

La prudenza delle imprese è legata ad uno scenario ancora incerto, influenzato dal rallentamento del commercio internazionale e dalle tensioni commerciali, in particolare dai dazi statunitensi su acciaio, alluminio e auto, che continuano a penalizzare l’export europeo e italiano. Pesano inoltre l’elevato costo dell’energia e la debolezza dell’industria tedesca, partner strategico per molte filiere italiane. A ciò si aggiunge il raffreddamento della manifattura europea, con PMI sotto la soglia di espansione e domanda estera in contrazione. In questo contesto, la moderazione dell’inflazione e l’avanzamento degli investimenti pubblici legati al PNRR rappresentano elementi di parziale stabilizzazione.

Con un orizzonte a sei mesi, il 62% delle aziende prevede di realizzare investimenti produttivi, con un 38% che non li ritiene al momento opportuni. Quanto al fatturato, il 36% delle imprese lo stima in aumento, il 54% stazionario e il 10% in abbassamento.
I livelli occupazionali risultano complessivamente stabili.

Settore Meccanico

Quarto trimestre 2025 in contrazione per la produzione, in linea con la media generale del settore. Il fatturato è salito per quasi la metà del campione, ma gli ordinativi, sia nazionali sia esteri, sono rimasti fermi. Con riferimento all’anno appena trascorso, il 40% delle aziende meccaniche, dato superiore alla media del campione, ha accresciuto le vendite. Per il 2026, il 27% degli intervistati prevede uno sviluppo del fatturato, il 47% un consolidamento e il 27% un peggioramento. Il 47% delle imprese (era il 35% nell’ultima indagine) intende investire nel prossimo semestre. Sono scesi i livelli occupazionali.
Settori Tessile-Abbigliamento e Calzaturiero.

Il 2025 si è chiuso con un calo della produzione e il fatturato in piccolo aumento. Gli ordinativi interni sono calati, complice la stagnazione dei consumi, mentre quelli esteri hanno mostrato una leggera ripresa. Nel quarto trimestre il rincaro delle materie prime ha diminuito la marginalità, nonostante prezzi di vendita in crescita. Rispetto al 2024, il fatturato si è abbassato per il 50% delle aziende, e rimasto stabile per il 30%. È cresciuta la volontà di effettuare investimenti.
Settori Lavorazione Materie Plastiche e Chimico.

L’anno si è concluso con produzione e fatturato in accrescimento rispetto al trimestre precedente. Gli ordinativi esteri si sono ridotti, mentre quelli nazionali hanno dato segnali positivi. I costi delle materie prime risultano in piccola salita. Complessivamente, nel 2025 il 21% delle imprese ha registrato una crescita delle vendite e le aspettative per il 2026 indicano uno sviluppo del fatturato. Si evidenzia inoltre un ampliamento della quota di aziende orientate a nuovi investimenti.