Giornata della Memoria

Una fiumana di persone per seguire La Giornata della Memoria per non dimenticare

Una conferenza divenuta grande momento di riflessione condotta dallo scrittore e conservatore storico Giancarlo Restelli

Una fiumana di persone per seguire La Giornata della Memoria per non dimenticare

L’incontro si è svolto alla presenza di 170 spettatori nella Corte Valenti di Garbagnate Milanese

Anpi vorrebbe realizzare un album con tutti i deportati di Garbagnate e Cesate

Sentire da vicino la tragedia come quando si è al cospetto di abili sceneggiatori. Nella sala convegni di Corte Valenti in via Monza, domenica 25 gennaio, si è parlato con lo scrittore Giancarlo Resteli. La conferenza: “La Giornata della Memoria per non dimenticare” con accompagnamento musicale. Ad introdurre la serata informativa Maurizio Moro presidente di Anpi Garbagnate Cesate. “È importante ricordare cosa è successo negli anni 40 non solo per imparare la storia ma perchè entri nella mente di chi non è anziano la tristezza di quegli eventi – ha detto Moro – Anche a Garbagnate sono stati arrestati tanti cittadini e poi deportati che poi non sono più tornati come nel resto di Italia. Desiderio di Anpi sarebbe quello di realizzare un album con l’elenco dei nomi e delle fotografie di ogni internato nei campi di concentramento del nostri paese. Proprio per conservare la storia e la vita dei nostri cittadini. Solo di qualcuno abbiamo conservato le vicende”.

La musica curata da un duo giovane

Gli intermezzi musicali sono stati suonati dal gruppo musicale Duo Tingali formato da pianoforte e violino. Brani non scelti per legarli ad un tema ma soprattutto per indurre i presenti a riflettere sugli eventi. Brani che parlano del viaggio di Ulisse o pezzi dal sapere drammatico scritti da Bach.

Il Duo Tingali

Chi erano gli IMI? Dove erano i campi di concentramento?

Dopo un breve filmano tratto dal film “Tutti a Casa” di Luigi Comencini con Alberto Sordi. Restelli si è concentrato sui soldati italiani arrestati. “Esiste una sigla identificativa che riconosceva gli Internati Militari Italiani (IMI) – ha spiegato il professore Restelli – Molto sono finiti fucilati. La storia di questi soldati è particolarmente drammatica. Veniva loro negata la qualifica di prigionieri ufficiali e quindi non avevano i diritti tipici del prigioniero secondo la Convenzione di Ginevra. La Croce rossa non poteva nemmeno curarli”. Una digressione sulla Repubblica Sociale Italiana che non si occupava di questi soldati. “In generale sono stati oltre 800 mila tutti gli internati italiani. Oltre 50 mila quelli caduti. Storicamente questi soldati sono di fatto stati dimenticati”. Poi il tema si è spostato sulla Resistenza, su Casa Savoia e gli altri fatti noti. Particolarmente interessate l’elenco dei campi di concentramento fatto con l’esposizione di una grande cartina topografica. “I campi non erano tutti uguali, c’erano i campi di lavoro e quello di sterminio (Auschwitz e Buchenwald). Impensabile che fossero così tanti. Alcuni campi erano solo campi di sterminio. La Germania aveva un disperato bisogno di manodopera perché erano tutti al fronte”. Queste e molte altre informazioni storiche per una serata ben riuscita ma soprattutto affollata.