l'appuntamento musicale

Tutto esaurito al concerto della Candelora

Il programma, interamente dedicato alla grande opera italiana, ha proposto alcune tra le arie più celebri del repertorio lirico

Tutto esaurito al concerto della Candelora

Chiesa gremita la sera di venerdì 30 gennaio per il tradizionale Concerto della Candelora, appuntamento molto atteso e sentito, offerto dalla Contrada Legnarello con il sostegno di Fondazione Cariplo, a inaugurare il fine settimana di festa.

Tutto esaurito al concerto della Candelora

Un pubblico numeroso ha accolto con entusiasmo il Coro e Orchestra Amadeus, protagonisti di una serata all’insegna della grande musica e della condivisione.

Il programma, interamente dedicato alla grande opera italiana, ha proposto alcune tra le arie più celebri del repertorio lirico: ampio spazio a Puccini con il Coro a bocca chiusa da Madama Butterfly, O mio babbino caro da Gianni Schicchi, Mi chiamano Mimì da La Bohème e Vissi d’arte da Tosca. Non sono mancati Verdi, con il Preludio e Di Madride noi siam mattadori da La Traviata, Leoncavallo con Din din suona vespero dai Pagliacci, Donizetti con Che interminabile andirivieni da Don Pasquale e Bellini con la celebre Casta Diva dalla Norma.

Un grande concerto

Grazie al grande organico del coro e dell’orchestra, diretti dal Maestro Marco Raimondi, è stato possibile ripercorrere – come lo stesso Maestro ha osservato con una felice immagine – «quelle storie che un tempo erano un po’ come le serie tv di oggi», capaci ancora di parlare al pubblico contemporaneo.
Dopo il saluto di don Stefano Valsecchi, che ha richiamato il Vangelo di Matteo con le parole «Salvaci, Signore, siamo perduti!», il maestro Raimondi ha sottolineato come i temi dell’opera lirica restino profondamente attuali: «Amore e dolore, tradimento e solidarietà, vita e morte: l’opera italiana unisce emozioni e storie che continuano a parlarci». Un concerto dichiaratamente “popolare”, aperto a tutti, che ha preso il via con una sorpresa molto apprezzata: l’Inno della Contrada di Legnarello, eseguito con l’accompagnamento delle chiarine, accolto con grande calore dal pubblico e dalla Gran Dama giallorossa.
Come da tradizione, il Maestro Raimondi ha accompagnato l’esecuzione delle arie con brevi spiegazioni sui contesti e sulle origini dei brani. Il concerto si è concluso tra lunghi applausi e una standing ovation. Omaggio floreale alla soprano Rossella Redoglia, ringraziamenti alle autorità presenti e saluto del sindaco Lorenzo Radice, che ha ricordato con orgoglio la presenza nel coro della vicesindaco Anna Pavan.

Particolarmente sentiti anche i ringraziamenti finali di Carlo Massironi, componente della Commissione Centrale di Beneficenza di Fondazione Cariplo, sempre presente a sostenere iniziative culturali di qualità capaci di creare valore sociale e comunitario attraverso la musica.

Il saluto di don Stefano

Ancora più essenziale, ma non meno caloroso, il saluto conclusivo di don Stefano: «Tante sere come queste!», prima di chiudere idealmente il cerchio con Mascagni: l’intenso Intermezzo e il Regina Coeli intonato da Santuzza nel giorno di Pasqua, dalla Cavalleria Rusticana.

Lo sguardo è ora rivolto al prossimo appuntamento della stagione “Itinerari Musicali” di Amadeus, in programma sabato 7 febbraio alle ore 21 presso la Basilica dei Santi Siro e Materno di Desio, con un concerto speciale in occasione del centenario dell’enciclica Rerum Ecclesiae, promulgata da Achille Ratti, Papa Pio XI. Alla serata sarà presente l’Arcivescovo di Ferrara, Mons. Gian Carlo Perego, anch’egli componente della Commissione Centrale di Beneficenza di Fondazione Cariplo.
Un nuovo appuntamento di grande rilievo, nel segno della musica, della storia e della riflessione culturale. .

Per i prossimi eventi consultare il sito www.ensembleamadeus.org