Cultura
Molte le opere che si potranno vedere

"Streght and fragility": in mostra a Villa Burba le opere di Mauro Vettore

Servendosi di scarti di legno, di materiali ferrosi arrugginiti e consunti dal tempo, di lampadine, Vettore crea sculture e opere che rappresentano il simbolo di un’attitudine ideativa.

"Streght and fragility": in mostra a Villa Burba le opere di Mauro Vettore
Cultura Rhodense, 13 Settembre 2022 ore 14:15

Sabato 8 ottobre 2022, nella “Sala delle Colonne” e nella “Sala del Filatoio” di Villa Burba a Rho, verrà inaugurata la mostra “Strenght and Fragility”, dell’artista Mauro Vettore, visitabile fino a domenica 23 ottobre.

La mostra di Mauro Vettore

Organizzata dal Comune di Rho con l’Associazione culturale “GPC Arte”, curata da Cristina Palmieri e con la sponsorizzazione di WopArt FAIR Lugano e ArtsLife, la mostra presenta il percorso di un artista che spazza via i confini tradizionali tra artistico e non-artistico, nell’intento di condurre il pubblico verso la scoperta di un senso ulteriore delle cose, della potenza dell’oggetto banale.

La sua pratica - sulla scorta delle esperienze che da Picasso arrivano ai Nouveaux Realistes, passando per le esperienze dada, concettuali, new dada, sino a quelle di matrice Pop, inserendosi nell’ormai storica tradizione della “poetica dell’oggetto e del recupero” – prende il via da una indagine concettuale che trova concretezza in precise scelte procedurali.

I materiali che utilizza

Servendosi di scarti di legno (ulivo e traversine dei binari ferroviari), di materiali ferrosi arrugginiti e consunti dal tempo, (come i più recenti bulloni), di lampadine, inglobate e assemblate in colature di resina, Vettore crea sculture e opere che rappresentano il simbolo di un’attitudine ideativa in grado di immettere suggestione anche negli oggetti più ordinari, usuali.

Le sue realizzazioni assumono una ricca valenza simbolica. Il recupero dello scarto e il suo utilizzo in ambito artistico possono apparire un gioco, ma in questo gioco vi è una continua fluttuazione tra l’oggetto, la forma in sé e il suo destino di abbandono programmato. L’artista sposta l’aura dell’opera verso il suo pubblico, obbligandolo a una complessità di livelli di lettura, provocandolo, costringendolo a riflettere a partire da quel senso di indifferenza verso le cose che ormai abita tutti noi. Induce a porsi interrogativi che spingano a procedere oltre l’apparenza, a cogliere le innumerevoli storture di un mondo in cui ogni realtà si esaurisce velocemente; le emozioni, i rapporti, la vita medesima, con la quale molti giocano senza alcun senso di rispetto e responsabilità. Anche la legge fisica viene sfidata dall’illusione ottica, nelle sculture di Vettore. Così come la solidità del legno, emblema della forza della natura, si contrappone alla creazione umana, alla fragilità delle nostre idee e del nostro presuntuoso senso di onnipotenza.

Menzione a sé meritano i lingotti, ai quali Vettore si è dedicato negli ultimi anni. Costruiti con strati di plexiglass, sino a formare il parallelepipedo poi impreziosito da foglia d’oro o d’argento e dall’incisione che lo rendono realistico, sono a loro volta inclusi nella resina. Ognuno con il proprio preciso riferimento alla storia recente e attuale, vanno interpretati come metafore attraverso cui l’autore denuncia il potere ormai imperante dell’alta finanza e delle banche, di quei sistemi a scatole cinesi che riportano ai paradisi fiscali, agli status symbol del potere e della ricchezza.

Lo sguardo dell'artista sul mondo

Il sentimento del tragico è sovente l’emozione vibrante di ogni vera opera. Così come la vita è sempre in relazione con la morte, con la circolarità degli opposti.

Vettore racconta una duplice possibilità. I suoi assemblaggi ci invitano a non chiudere gli occhi di fronte alla drammaticità di talune realtà, della fragilità dell’umano e del non-senso dell’esistere. Ma consegnano il messaggio dell’importanza di mantenere uno sguardo ironico nei confronti del mondo, insegnandoci a giocare anche con quanto sembra destinato al nulla. Per sopravvivere al nichilismo, ha caratterizzato il proprio linguaggio cercando di far affiorare oggetti che raccontano il mondo e la vita quotidiana attraverso una fantastica invenzione, capace di vincere l’inquietudine attraverso il divertissement. Non cercando una fuga dal reale, ma offrendo prospettive inconsuete riguardo a quanto ci circonda.

In catalogo, oltre alla presentazione di Cristina Palmieri, sono presenti scritti di Paolo Manazza, giornalista esperto in economia dell’arte, e di Robert Phillips, curatore, nonché consulente di collezioni private.

La mostra sarà visitabile da sabato 8 ottobre a domenica 23 ottobre nei seguenti giorni ed orari:

martedì, mercoledì e venerdì: dalle ore 15:30 alle ore 18:30

sabato e domenica: dalle ore 10:30 alle ore 12:30 e dalle ore 15:30 alle ore 18:30.

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