In scena mercoledì 28 gennaio alle ore 21 a LaBolla Teatro di Bollate, lo spettacolo Ausmerzen – Vite indegne di essere vissute.
In scena al tetro La Bolla lo spettacolo Ausmerzen, su vita e fragilità
La parola Ausmerzen viene da aus merz, da marzo. Ha un suono gentile, di terra. È una parola di pastori. A marzo le pecore e gli agnelli che nella transumanza rallentano la marcia vanno soppressi. Poi i dottori dell’eugenetica alla fine della Belle Époque prendono due strade per migliorare il mondo: per gli inglesi si tratta di to eradicate illness, sradicare la malattia; per i tedeschi di ausmerzen, sopprimere i deboli. Il termine tedesco ausmerzen diventa il simbolo di una logica agghiacciante che trasforma la vita umana in una questione di costi e benefici.
Ausmerzen non è solo un racconto storico, ma un monito universale. Ci interroga sul valore che diamo alla vita e su come la società moderna guardi ancora oggi alla fragilità. Uno spettacolo che ci riguarda tutti, per non dimenticare. Perchè la memoria è Resistenza.
Il commento dell’assessore Albrizio
“Come Assessora alla Cultura e Pace – dice Lucia Albrizio – credo che il primo atto politico e culturale sia riconoscere il valore assoluto della vita umana, in ogni sua forma, condizione e fragilità. Quando questo valore viene messo in discussione, quando la vita diventa misurabile, selezionabile, sacrificabile, allora si apre una frattura profonda nella civiltà. “Ausmerzen” è una parola che la storia ha trasformato in uno strumento di disumanizzazione. Una parola che ha reso l’eliminazione di vite umane un gesto necessario, amministrabile, persino giustificabile. Questo spettacolo ci ricorda dove conduce una logica che riduce la vita a una questione di costi e benefici, che considera la fragilità come un errore da correggere. Non è solo memoria del passato: è un monito per il presente. Perché ricordare non è un esercizio sterile, è una responsabilità collettiva, oggi più che mai”.